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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

La Madonna delle Ciliegie di Federico Fiori detto il Barocci


Federico Fiori detto IL BAROCCI, Riposo durante la fuga in Egitto detto La Madonna delle ciliegie (1570-1573) - Pinacoteca dei Musei Vaticani - Città del Vaticano

La tela, che raffigura la Sacra Famiglia in un momento di riposo durante la Fuga in Egitto, è stata dipinta da Federico Barocci per l’amico e collezionista d’arte Simonetto Anastagi di Perugia al quale la inviò nel 1573. La raffinata opera del pittore urbinate, pur ispirandosi ad analoghe composizioni del Correggio, esprime il tema religioso con gesti immediati e armoniosa semplicità, trasferendo la sfera divina in un contesto più umano, secondo i nuovi canoni della Controriforma. La palma che con la sua ombra e i suoi frutti aveva offerto protezione e ristoro alla Vergine e al Bambin Gesù, secondo la narrazione del Vangelo apocrifo dello pseudo Matteo, viene qui sostituita da un albero di ciliegie, il cui frutto allude simbolicamente al sangue della passione di Cristo e alla dolcezza del Paradiso. Alla morte dell’Anastagi (1602) l’opera passò ai Gesuiti di Perugia dove rimase fino al 1773. A seguito della soppressione dell’ordine giunse a Roma nel Palazzo del Quirinale, da dove venne trasferita nel 1790 nell’antica Pinacoteca Vaticana. Successivamente passata nei Palazzi Apostolici, tornò stabilmente in Pinacoteca al tempo di S. Pio X (1903-1914). (dal sito Musei Vaticani)

Autore:      Federico Fiori detto il Barocci (Urbino 1528 - 1612)
Titolo: Riposo durante la fuga in Egitto detto La Madonna delle ciliegie
Supporto: Olio su tela
Anno: 1570 - 1573
Misure (cm.): 133 x 110
Posizione: Musei Vaticani - Pinacoteca
Località: Città del Vaticano

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