Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

La Biblioteca Reale di Torino e la preziosa raccolta di Opere d'Arte.


Biblioteca Reale di Torino

A cura di Manuela Moschin
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"La Biblioteca particolare del Re è ricca delle più scelte e belle edizioni moderne di opere appartenenti a storia, viaggi, arti, economia pubblica e scienze diverse. Vi si annoverano più di 30.000 volumi a stampa, tra’ quali alcuni in pergamena e miniati". Davide Bertolotti (1840).


Nel Palazzo Reale di Torino, che dal 1997 fa parte del Patrimonio dell'Umanità UNESCO, è ubicata la Biblioteca Reale.
Attualmente la Biblioteca conserva 200.000 volumi, incisioni, 4.500 manoscritti, pergamene, disegni, carte antiche e il celebre "Autoritratto" di Leonardo Da Vinci, del quale ne parlerò nei prossimi articoli.
Nel 1831 Carlo Alberto di Savoia-Carignano, amante della cultura, desiderò attuare un rinnovamento architettonico e artistico della struttura. Tra le sue innovazioni nel 1839 istituì la Biblioteca Reale, incaricando il Conte Michele Saverio Provana del Sabbione di raccogliere il patrimonio librario, disperso in seguito a una grande perdita dovuta alle spoliazioni napoleoniche e alla donazione elargita all'Università di Torino da parte di Vittorio Amedeo.
Carlo Alberto nominò bibliotecario di corte Domenico Promis, che si impegnò a incrementare la raccolta tramite acquisizioni di fondamentale importanza. Oltre a ciò, venne progettata una nuova Biblioteca, sotto la galleria Beaumont, da parte dell'architetto di Corte Pelagio Palagi. Nel 1840 essa si impreziosì ulteriormente arricchendosi di trentamila volumi e una pregiata collezione di disegni, incisioni, manoscritti, carte nautiche e cinquecentine. Giovanni Volpato, Ispettore della Reale Galleria dei quadri e Sotto Segretario della Reale Accademia Albertina di Belle Arti, ebbe un ruolo basilare, in quanto tra il 1839 e il 1840 vendette per 50.000 lire piemontesi la sua preziosa collezione di disegni che comprendeva, oltre ai capolavori di Leonardo da Vinci, opere di artisti come Raffaello, Michelangelo, Carracci, Tintoretto, Perugino, Guercino, Canova, Tiepolo, Veronese, Rembrandt e Vasari.
Biblioteca Reale di Torino



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