Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

Paolo Caliari detto Paolo Veronese alla Galleria Borghese

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Photo by Massimo Gaudio


Paolo Caliari detto VERONESE, La predica del Battista (1562)

Come il dipinto raffigurante la Predica di S. Antonio da Padova (inv.101 ), la tela venne inviata nel 1607 come dono del patriarca di Aquileia al cardinale Scipione Borghese. La composizione della tela si mostra estremamente innovativa, sia per la figura del Battista – posto significativamente al centro della composizione – sia per il taglio prospettico articolato su tre piani successivi. L’effetto ‘in controluce’ sulla figura del predicatore evidenzia la tecnica del ‘cromatismo’ veronesiano, espressa dalla novità delle ‘ombre colorate’, ottenute mediante l’accostamento di colori puri e i contrasti tra tinte calde e fredde, secondo un principio individuato da Leonardo e ripreso dalla pittura moderna. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)



Paolo Caliari detto VERONESE,  La predica di Sant'Antonio da padova(1580)


Anche questo dipinto, come la Predica del Battista (inv.137), giunge in Collezione nel 1607 come dono da parte del patriarca di Aquileia, Francesco Barbaro. Il quadro Borghese si differenzia da altri dipinti del Veronese per una maggiore semplicità nella composizione, dominata dai toni bruni dell’atmosfera quasi opprimente, interrotta dal verde plumbeo del cielo e dal manto rosso del personaggio orientale raffigurato di spalle in primo piano. Al centro il Santo è descritto in atteggiamento vivacemente oratorio, mentre addita agli astanti increduli i pesci guizzanti accorsi ad ascoltarlo. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)














 

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