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mercoledì 11 marzo 2026

Le Statue Parlanti di Roma

© Photo by Massimo Gaudio


Retro del Monumento a Giuseppe Gioachino Belli dov'è ritratto Pasquino


Le cosiddette "pasquinate"altro non erano che satire in versi, caratteristiche del periodo che andava dal XVI al XIX secolo, dirette a pungere i personaggi pubblici più importanti presi di mira dalla gente comune, primi fra tutti i papi. Tra le tante pasquinate, è rimasta famosa la frase indirizzata a papa Urbano VIII Barberini ed i membri della sua famiglia per gli scempi edilizi di cui si resero responsabili nel '600: quello che non hanno fatto i Barbari, lo hanno fatto i Barberini. Il nome pasquinata deriva da una statua chiamata appunto Pasquino.

Pasquino

Situata nell'omonima piazza che si trova a pochi passi da Piazza Navona addossata alle mura di Palazzo Braschi. Essa fu ritrovata nel 1501 durante la costruzione dell'allora Palazzo Orsini (ora Palazzo Braschi) nello stesso luogo dove si trova ora. Si tratta di un corroso e mutilo gruppo marmoreo, copia di un originale ellenistico pergameno del III secolo a.C. raffigurante probabilmente Menelao, simile all'altra copia che si trova nella Loggia dei Lanzi in Piazza della Signoria a Firenze. Pasquino è la più famosa statua parlante di Roma, chiamate così perché parlava al posto della gente comune che di notte lasciava messaggi anonimi appesi al collo della statua. Ogni mattina le guardie rimuovevano i fogli ma ormai quando accadeva la gente li aveva già letti e la cosa irritava molto i potenti, tanto da far emanare da papa Benedetto XIII un editto dove si prevedeva la pena di morte. L'usanza delle pasquinate cessò con l'annessione di Roma al Regno d'Italia durante il Risorgimento. Ma non andò del tutto persa la voglia della gente di esprimere i propri pensieri, infatti ancora oggi è possibile lasciare le pasquinate non più attaccandole alla statua, ma in una apposita bacheca posta ai piedi di Pasquino.

La Statua di Pasquino



Marforio
Nel cortile di Palazzo Nuovo ai Musei Capitolini, si trova una fontana risalente al II sec. d.C. che simboleggia una divinità fluviale cosiddetta Marforio. La statua, il cui nome deriva da Martis Forum (Foro di Marte), venne descritta già nel medioevo e alcuni disegni la collocavano nei pressi dell’arco di Settimio Severo nel Foro Romano. Da lì giunse in Campidoglio nel 1594. In passato anche Marforio veniva spesso utilizzata come statua parlante dove i più audaci tra la gente del popolo, affiggevano le cosiddette "pasquinate".

Statua colossale restaurata come Oceano “Marforio” 




Madama Lucrezia

La statua di Madama Lucrezia non è solo un pezzo di marmo antico, ma una vera testimonianza della storia e dell'ingegno satirico romano facendo parte delle 6 "statue parlanti" di Roma ed è affascinante come queste antiche statue abbiano continuato a "parlare" per secoli, inoltre è l'unica statua "donna" del gruppo. Si tratta di un busto colossale di epoca romana, alto circa 3 metri. L'identità della figura non è certa, ma si ipotizza possa rappresentare la dea Iside (o una sua sacerdotessa) a causa del nodo sulla veste, oppure un ritratto dell'imperatrice Faustina, moglie di Costanzo II.


Statua di Madama Lucrezia 


Abate Luigi

La statua dell'Abate Luigi è stata rinvenuta nel XVI secolo nelle fondamenta di Palazzo Vidoni e dopo aver adornato vari cortili dei palazzi storici della città, è "ritornata a casa" essendo stata collocata proprio in Piazza Vidoni. Anche l'Abate Luigi, con le sue "pasquinate", è diventato un simbolo di questa resistenza popolare, permettendo ai cittadini di criticare il potere in modo anonimo ma efficace. Anche se la tradizione popolare lo ha ribattezzato "Abate Luigi" per la somiglianza con un sagrestano, la statua in realtà raffigura un "togato", probabilmente un uomo di legge o un alto funzionario pubblico dell'antica Roma.

Statua di Abate Luigi 







Fontana del Babuino

La statua raffigura un Sileno (una divinità minore metà uomo e metà capra, compagno di Dioniso, il dio del vino), ma i romani, trovandola decisamente bruttina e somigliante a una scimmia, la soprannominarono "il Babuino". Il soprannome ha avuto così tanto successo che ha dato il nome all'intera Via del Babuino. Anche questa statua fa parte delle famose "statue parlanti dove i romani affiggevano anonimamente poesie satiriche pungenti e critiche contro il potere, la Chiesa e la politica che in generale pendevano il nome di "pasquinate", che qui però entrava la variante delle Babuinate. La fontana non ha un aspetto elaborato, anzi, Il suo design è piuttosto semplice, con la statua del Sileno che poggia su un bacino di granito romano antico, da cui l'acqua sgorga da due cannelle. La sua fama deriva più dalla sua storia e dall'aspetto unico della statua che dalla sua bellezza artistica.


Fontana del Babuino






Fontana del Facchino

Rappresenta un "acquaiolo", cioè un portatore d'acqua del XVI secolo, con il suo abito tipico e una botticella da cui esce l'acqua. Era un mestiere importantissimo a Roma prima che ripristinassero gli acquedotti. Anche questa fa parte delle famose "statue parlanti" di Roma. Il Facchino, in particolare, era la voce del popolo, un po' come un megafono per la gente comune. Ci sono un sacco di storie sulla sua identità! Alcuni dicevano che raffigurasse Martin Lutero, e il suo volto è stato danneggiato proprio perché la gente gli tirava sassi pensando fosse lui. Altri dicono che sia Abbondio Rizzio, un famoso facchino morto mentre trasportava un barile, e c'era pure una targa che lo ricordava. Originariamente era su Via del Corso, ma nel 1872 è stata spostata su Via Lata, addossata al muro di Palazzo De Carolis. Risulta un po' nascosta ma vale la pena cercarla.

Fontana del Facchino





Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

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