giovedì 11 dicembre 2025

MACRO, Il momento della riapertura è arrivato

 © Photo by Massimo Gaudio

Intervento di Cristiana Perrella, Direttrice Artistica del MACRO, Museo d'arte contemporanea di Roma, in occasione della presentazione del palinsesto di quattro nuove mostre dedicate alla città che le ospita. Un omaggio a Roma in occasione della riapertura del Museo.






sabato 29 novembre 2025

GIORGIONE DA BUDAPEST A ROMA


Le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono la politica di scambio con le più importanti istituzioni italiane e internazionali, offrendo un’altra straordinaria opportunità di studio e confronto del patrimonio europeo, con un eccezionale prestito dall’Ungheria.

 

Dal 29 novembre 2025 all’8 marzo 2026, con la curatela di Michele Di Monte, Palazzo Barberini accoglie il celebre Ritratto di Giovane – noto anche come Ritratto di Antonio Brocardo e attribuito a Giorgione – proveniente dallo Szépmüvészeti Múzeum / Museo di Belle Arti di Budapest. L’opera, databile intorno al 1503, rappresenta una rara occasione per vedere in Italia un dipinto di grande rilievo nella produzione del maestro veneto, il cui corpus di opere certe o ragionevolmente attribuite è notoriamente molto ristretto.

Anche questo ritratto – donato al Museo di Belle Arti dall’arcivescovo János László Pyrker nel 1836, ma proveniente da Venezia – mantiene quell’alone di mistero tipico di Giorgione: permangono dubbi sulla collocazione cronologica, sull’identità del soggetto ritratto e sui significati più intimi dell’immagine.

Ciò nonostante, la figura di Giorgione ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della pittura italiana agli inizi del XVI secolo, segnando un momento di svolta soprattutto nell’ambito del ritratto.

 

La decisione di esporre il Ritratto di Giovane a Palazzo Barberini in dialogo con il celebre Doppio ritratto del medesimo autore – oggi conservato a Palazzo Venezia a Roma ed eccezionalmente concesso in prestito dal VIVE - Vittoriano e Palazzo Venezia nell’ambito di un accordo di collaborazione tra i due istituti del Ministero della Cultura – offre l'occasione per mettere a fuoco i tratti distintivi dell’innovazione giorgionesca, che emergono con evidenza nella visione ravvicinata dei due dipinti.

 

Una volta attivata questa sintonia, il rapporto con altre opere della collezione permanente permetterà al pubblico di confrontarsi con i principali temi legati alla ritrattistica del tempo: dalla predominanza del ritratto virile di ruolo (Bronzino, Bartolomeo Veneto, Metsys), al "ritratto di Stato" (Holbein), sino all’esplorazione del filone sentimentale-erotico inaugurato proprio da Giorgione e rappresentato magistralmente dalla Fornarina di Raffaello.

 

Il confronto inedito tra i dipinti consente dunque al pubblico e agli studiosi di tornare a riflettere su alcune questioni formali, estetiche e iconografiche ancora elusive riguardanti la figura di Giorgione, sulle quali Palazzo Barberini offre nuove chiavi interpretative, che verranno sviluppate nell’ambito di una giornata di studi dedicata.


Ph. Alberto Novelli and Alessio Panunzi


Ph. Alberto Novelli and Alessio Panunzi


Ph. Alberto Novelli and Alessio Panunzi



lunedì 24 novembre 2025

FORTUNATO DEPERO E LA SUA VISIONE DEL FUTURISMO

© Photo by Massimo Gaudio


Fortunato Depero, Studio del marchio pubblicitario Depero Futurista (1926-1927)
Collage, Mart - Trento e Rovereto



"Noi futuristi vogliamo realizzare
 questa fusione totale per ricostruire
 l'universo rallegrandolo, cioè
 ricrearlo integralmente"

"Il Futurismo ha determinato il suo 
Stile, che dominerà inevitabilmente
 su molti secoli di sensibilità"
  
Giacomo Balla, Fortunato Depero, Manifesto
"Ricostruzione futurista dell'universo", 11 marzo 1915


"Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all'invisibile, all'impalpabile, all'imponderabile, all'impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto". (Tratto dal Manifesto "Ricostruzione futurista dell'universo", 11 marzo 1915)

In contrapposizione al primo Futurismo di Marinetti, Boccioni, Carrà, Balla, Severini, Russolo che si proponeva di portare l'Arte nella vita, che poi alla fine rimase racchiusa all'interno di gallerie e musei, il secondo Futurismo pensato da Balla e Depero, entrò a far parte effettivamente nella quotidianità della vita comune della gente attraverso la pubblicità, la moda, l'arredamento, l'architettura e la creazione di oggetti che ancora oggi vengono commercializzati, basti persare che la bottiglietta del bitter Campari è stata disegnata nel 1932 da Fortunato Depero. Un'opera d'arte diventata di uso comune utilizzata dalla gente, proprio come pensato da Balla e Depero.


Fortunato Depero, L'aperitivo Bitter Campari (1925-1930 ca)
Cromolitografia su carta, Direzione Regionale Musei Veneti


Fortunato Depero, Architettura sintetica di uomo (Uomo con baffi) (1916-1617)
Olio su tela, MART - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Cartellone per balli Plastici (1918)
Olio su tela, MART - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Decennale della marcia su Roma - Camera Agrumaria di Messina (1932 ca)
Stampa litografica su carta

Fortunato Depero, Fulmine compositore (1926 ca)
Olio su tela, MART - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Guerra.festa (1926)
Tappezzeria con ritagli cuciti su juta, GNAMC - Roma


Fortunato Depero, Le Professioni e le Arti (1942)
Mosaico, Viale della Civiltà Romana - Roma EUR

Fortunato Depero, Lettera di Depero a Gerardo Dottori (1930)
Missiva, Archivio Gerardo Dottori

Fortunato Depero, Lettrice e ricamatrice automatiche (1921-1922)
Olio su tela, Coll. Floridi - Roma

Fortunato Depero, Nitrito in velocità (1932)
Olio su tela, Museo del Novecento - Firenze

Fortunato Depero, Paesaggio guerresco (1916)
Olio su cartone, Mart - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Prismi lunari (1931)
Olio su tela, GNAMC - Roma

Fortunato Depero, Solisità di cavalieri erranti (1927)
Olio su tavola, MART - Trento e Rovereto

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

giovedì 20 novembre 2025

BERNINI E I BARBERINI dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 - Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Costanza Bonarelli (1637-1638 ca.) 

Marmo, h 74.5 cm, Firenze, Museo Nazionale del Bargello, Musei del Bargello. 

Su concessione del Ministero della Cultura – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. Riproduzione vietata




Roma, 20 novembre 2025. Dopo lo straordinario successo di Caravaggio 2025, dal 12 febbraio al 14 giugno 2026 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presenteranno nelle sale di Palazzo Barberini la grande mostra Bernini e i Barberini, a cura di Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi: un’indagine sul rapporto speciale tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, suo primo e più decisivo committente, eletto pontefice nel 1623 con il nome di Urbano VIII.

La mostra sarà realizzata con il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo e con il patrocinio della Fabbrica di San Pietro in Vaticano, e offrirà un’occasione inedita per ripensare la nascita del Barocco attraverso la lente privilegiata del dialogo personale e intellettuale tra Bernini e papa Urbano VIII, figure chiave nell’affermazione del linguaggio artistico del loro tempo. L’esposizione si colloca in coincidenza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro (1626), uno dei momenti più alti del Barocco romano e dell’attività berniniana.

Fulcro dell’esposizione è l’indagine del ruolo di Maffeo Barberini come vero scopritore di Gian Lorenzo Bernini, riconoscimento già evidenziato da studiosi come Cesare D’Onofrio, Francis Haskell e Irving Lavin e determinante per la maturazione del linguaggio berniniano e per le grandi imprese monumentali realizzate in San Pietro durante il pontificato di Urbano VIII.

In un dibattito ancora aperto sulle origini del Barocco – tra chi lo colloca intorno al 1600, con Carracci e Caravaggio, e chi lo vede affermarsi pienamente negli anni Trenta del Seicento con Bernini, Pietro da Cortona e Borromini – la mostra mette a fuoco proprio la centralità del rapporto tra l’artista e il cardinale Barberini, poi divenuto papa, come chiave interpretativa di quella svolta epocale. L’iniziativa si inserisce inoltre in continuità con le recenti esposizioni di Palazzo Barberini dedicate ai Barberini e al loro contesto artistico, L’immagine sovrana (2023) e Caravaggio 2025, che hanno già esplorato il ruolo decisivo di Maffeo nella cultura figurativa della Roma del Seicento.

Grazie al contributo dei principali studiosi italiani e stranieri e a opere in prestito da musei e collezioni private - molte delle quali esposte per la prima volta in Italia, la mostra intende restituire tutta la complessità di questo snodo storico-artistico di primaria importanza.

Il percorso della mostra, che si articola in sei sezioni, ognuna dedicata a un aspetto cruciale del rapporto tra Bernini e i Barberini, segue la carriera di Bernini dagli esordi alla piena maturità, documentando il passaggio dal tardo manierismo paterno a un linguaggio personale di travolgente potenza espressiva.

Opere fondamentali come il San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum testimoniano il momento in cui la scultura barocca nasce davvero, mentre prestiti eccezionali quali Le Quattro Stagioni dalla collezione Aldobrandini permetteranno di approfondire il confronto tra il padre Pietro Bernini, anch’esso scultore e artista, e il figlio Gian Lorenzo.

La mostra riporterà inoltre per la prima volta a Palazzo Barberini la galleria dei ritratti degli antenati Barberini, capolavori in marmo scolpiti da Bernini, da Giuliano Finelli e da Francesco Mochi, oggi dispersi in collezioni pubbliche e private. Un’attenzione particolare sarà dedicata all’immagine e alla memoria di Urbano VIII, con busti in marmo e bronzo accostati a uno dei pochissimi dipinti attribuiti con certezza a Gian Lorenzo.

Un’altra parte del percorso esplora il Bernini pittore, incoraggiato da Maffeo Barberini a cimentarsi anche in questo ambito, dove – accanto a tele presentate per la prima volta in pubblico – l’unico importante dipinto ‘pubblico’ di Bernini sarà esposto a confronto con il suo pendant di Andrea Sacchi (entrambe le opere sono un prestito eccezionale della National Gallery di Londra).

Disegni, incisioni e modelli permetteranno poi di approfondire il ruolo dell’artista nei grandi cantieri di San Pietro, dal Baldacchino alla rimodellazione della crociera fino al monumento funebre di Urbano VIII, cuore simbolico del pontificato e della stagione berniniana.

L’esposizione si chiude con uno sguardo più ampio sul gusto barberiniano, promosso dalle Apes Urbanae, secondo la straordinaria definizione data da Leone Allacci alla lora cerchia. Il tutto filtrato attraverso l’occhio e la personalità di Bernini in dialogo con altri artisti dell’epoca, tra cui Guido Reni, e busti raramente esposti, come quelli di Thomas Baker dal Victoria and Albert Museum e di Costanza Bonarelli dal Museo Nazionale del Bargello, oltre a capolavori di Alessandro Algardi e Francois Duquesnoy.

Bernini e i Barberini sarà accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con saggi dei curatori e di autorevoli specialisti (e scheda analitiche di tutte le opere esposte), che offrirà al pubblico una lettura aggiornata, approfondita ma anche appassionante di una fase chiave nella nascita del barocco.

Bernini e i Barberini beneficerà del supporto di Coopculture come partner tecnico.

Si ringraziano i singoli prestatori che rendono possibile la mostra e i musei pubblici e privati tra cui: Albertina (Vienna); J. Paul Getty Museum (Los Angeles); Musée du Louvre (Parigi); Museo Nazionale del Bargello (Firenze); Museo Thyssen-Bornemisza (Madrid); Musei Vaticani (Città del Vaticano); National Gallery (Londra); National Gallery (Washington); The Morgan Library (New York); Victoria and Albert Museum (Londra).

Biglietti in prevendita dal 4 dicembre 2025.

Gian Lorenzo Bernini, Busto di papa Paolo V (1621)
The J. Paul Getty Museum Los Angeles, Marmo

Pietro Bernini e Gian Lorenzo Bernini Putto con drago 1617 circa
Marmo, 55,9 x 52 x 41,5 cm The J. Paul Getty Museum, Los Angeles 

Pietro Bernini Adamo ed Eva con il serpente 1620 circa Marmo, 187 x 72 x 59 cm
Le Mans (FR), Museé de Tesseé

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Camilla Barbadori (morta 1609). Madre di Papa Urbano VIII Barberini, 1619, 

Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain


Gian Lorenzo Bernini, Busto di Papa Paolo V Borghese, 1621-1622, 

Statens Museum for Kunst, open.smk.dk, public domain


Gian Lorenzo Bernini Monsignor Francesco Barberini 1623 circa
Marmo, 80,01 x 65,88 x 25,72 cm
Washington (USA), The National Gallery of Art, Samuel H. Kress Collection


domenica 16 novembre 2025

MACRO riapre con una celebrazione di Roma



 Il MACRO riapre con una celebrazione di Roma


La stagione espositiva del Museo d'Arte Contemporanea di Roma, sotto la nuova direzione artistica di Cristiana Perrella , si apre con un calendario variegato che comprende quattro mostre e una programmazione che spazia tra arti visive, musica, cinema e urbanistica : un omaggio alla città e un racconto che spazia oltre i suoi confini.


Dall'11 dicembre 2025

 

UNAROMA 
11.12.2025 – 06.04.2026
a cura di Luca Lo Pinto e Cristiana Perrella 

One Day You'll Understand. 25 anni da Dissonanze 
11.12.2025 – 22.03.2026
a cura di Cristiana Perrella

Jonathas de Andrade. Sisters With No Name 
11.12.2025 – 06.04.2026
a cura di Cristiana Perrella
in collaborazione con Conciliazione 5
e Fondazione In Between Art Film

Abitare le rovine del presente
11.12.2025 – 22.03.2026
a cura di Giulia Fiocca e Lorenzo Romito (Stalker) 
dal progetto Agency for Better Living, presentato al Padiglione Austriaco, Biennale di Architettura di Venezia 2025, a cura di Sabine Pollak, Michael Obrist e Lorenzo Romito

 

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INAUGURAZIONE | Giovedì 11 dicembre 2025 – dalle 18:00 alle 22:00

 

 

Venerdì 12, Sabato 13 e Domenica 14 Dicembre 2025 INGRESSO GRATUITO


Dall’11 dicembre 2025 il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – rinnova la sua offerta al pubblico con una stagione di mostre incentrate sulla Città Eterna , sulla sua scena artistica e sulle sue vivaci energie creative.

Il programma, sostenuto dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall'Azienda Speciale Palaexpo, prodotto e organizzato dall'Azienda Speciale Palaexpo , è stato elaborato dalla direttrice artistica del museo Cristiana Perrella , riflettendo la sua visione di un'istituzione completa, vivace e aperta , in cui alla programmazione espositiva si affiancano iniziative quotidiane capaci di renderlo un luogo culturalmente vitale e inclusivo.

 

“ Immagino il MACRO come un organismo composito, flessibile e accogliente, che respira con la città e si adatta al suo ritmo, alle sue contraddizioni e alle sue potenzialità – afferma Cristiana Perrella, direttrice artistica del MACRO. – Roma è un luogo di inesauribile produzione di senso, dove arte, musica, cinema e pensiero si intrecciano, generando forme di dialogo sempre nuove. Il museo deve essere capace di riflettere questa complessità, proiettandola al tempo stesso verso l’esterno, nel mondo”.

 

Dopo mesi di preparazione e di ristrutturazione dei suoi spazi, il MACRO riapre in un contesto di vitalità culturale, corrispondente alla capacità della città di reinventarsi, grazie all'energia dal basso che ha trasformato il suo tessuto creativo negli ultimi anni.

 

Il nuovo calendario – esteso fino ad aprile 2026 – intreccia linguaggi diversi, dall’arte alla musica, dall’urbanistica al cinema e alla performance, per raccontare la città come laboratorio aperto e in continua trasformazione.

capitoli di questa narrazione dialogano tra loro e si muovono in un arco temporale che va dal passato recente al futuro prossimo : dalla scena emergente e dagli spazi indipendenti che hanno riformulato la mappa culturale della Capitale, alla narrazione dei primi anni 2000 con il festival Dissonanze , fino alle riflessioni sul vivere contemporaneo e sulla città vissuta da chi arriva da lontano. 

La scelta di concentrarsi su Roma, in questa fase di riapertura del museo, è al tempo stesso un omaggio e un atto di restituzione: un omaggio alla città e, al tempo stesso, un'occasione per raccontarla anche oltre i suoi confini, grazie al posizionamento internazionale del museo e alla rete di relazioni che il MACRO intende attivare.

 

L'11 dicembre verranno inaugurate contemporaneamente quattro mostre, che daranno vita a una narrazione corale e stratificata che attraverserà linguaggi e prospettive diverse, in una rappresentazione appropriata della nuova direzione e del nuovo approccio.


UNAROMA
 , a cura di Cristiana Perrella e Luca Lo Pinto , precedente direttore del MACRO, in programma dall'11 dicembre 2025 al 6 aprile 2026 , è una grande mostra collettiva che restituisce un'immagine della scena artistica ibrida e generativa della città di Roma, in continuo fermento . Attraverso diversi linguaggi espressivi, la mostra costruisce una carrellata della città, illustrandone il vivace tessuto culturale e intergenerazionale.

 

Attraverso diversi linguaggi espressivi, la mostra compone una carrellata della città filmata attraverso un ideale green screen, raccontandone il vivace tessuto culturale e intergenerazionale. Le opere e gli interventi di oltre 70 artisti di diverse generazioni e linguaggi sono presentati in un allestimento progettato dallo studio Parasite2.0 . Come un film che alterna momenti di stasi e azione, la mostra è suddivisa in tre parti: Set, Live e Off . Nella sala principale al piano terra, Set concepisce un'ampia fascia verde al centro dello spazio, fungendo da ideale fondale "green screen" per la sequenza di opere in gran parte inedite. Con Live , al primo piano, la mostra si espande per ospitare settimanalmente performance dal vivo, concerti, dj set, conversazioni, workshop e proiezioni.

Il progetto prevede anche una serie di eventi nella sezione Off , commissionati dal MACRO e realizzati nelle proprie sedi da alcuni spazi romani indipendenti, per attivare progetti autonomi collegati alla mostra.

 

Il weekend di apertura includerà UNAROMA Flashback, un evento speciale collegato alla mostra che offrirà un viaggio corale attraverso la scena artistica della capitale dagli anni '80 a oggi. Concepito come un prequel storico e un'introduzione alla mostra UNAROMA, l'incontro – moderato dalla direttrice artistica Cristiana Perrella – vede la partecipazione di Laura Cherubini, Stefano Chiodi, Manuela Pacella e Giuseppe Armogida: quattro voci, quattro decenni, quattro prospettive del panorama culturale e accademico di Roma, che si uniscono per costruire l'immagine multiforme di una città viva e in continua trasformazione.

 

Un giorno capirai. 25 anni da Dissonanze , a cura di Cristiana Perrella e in programma dall'11 dicembre 2025 al 22 marzo 2026 , è la mostra dedicata al celebre festival Dissonanze , che dal 2000 al 2010 ha trasformato Roma in un crocevia internazionale per la musica elettronica, la cultura digitale e l'arte . Avvalendosi di un ricco archivio visivo e sonoro , il progetto ricrea lo spirito pionieristico di un'esperienza che ha intrecciato suono, immagine e architettura , abitando luoghi simbolo della città, da Pietralata al Palazzo dei Congressi, dall'Ara Pacis alla Cappa Mazzoniana della Stazione Termini.

 

Jonathas de Andrade. Sisters With No Name , a cura di Cristiana Perrella , in mostra dall'11 dicembre 2025 al 6 aprile 2026 , è un nuovo video dell'artista brasiliana, presentato in collaborazione con Conciliazione 5 – lo spazio d'arte contemporanea promosso dal Dicastero per la Cultura e l'Istruzione del Vaticano – e prodotto grazie al supporto della Fondazione In Between Art Film . Il video, dopo l'anteprima a Conciliazione 5 , sarà visibile al MACRO nei mesi successivi. Si tratta di una nuova produzione nata da una ricerca condotta presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso e incentrata su una comunità di suore che negli anni '60 in Brasile intrecciò spiritualità, impegno politico e pedagogia sociale, per poi trasferirsi a Roma – abbandonando i voti – perché minacciate dal regime militare dittatoriale. Come laiche, le suore continuarono la loro attività di aiuto agli oppressi. Utilizzando materiali d'archivio e testimonianze dirette, De Andrade trasmette la forza poetica e politica di una pratica collettiva di libertà e resistenza, tessendo un dialogo ideale tra Belo Horizonte e Roma.

 

Infine, Abitare le rovine del presente , a cura di Giulia Fiocca e Lorenzo Romito (Stalker), in mostra dall’11 dicembre 2025 al 22 marzo 2026 , riflette su cosa significhi abitare oggi , analizzando le politiche di social housing a Roma. Negli spazi del MACRO, la mostra interpreta parte del progetto presentato al Padiglione Austriaco della Biennale di Architettura di Venezia 2025 – Agency for Better Living – un workshop che ha messo a confronto esperienze nelle città di Roma e Vienna sulle possibili forme dell’abitare nell’attuale contesto di crisi ambientale e sociale. Abitare le rovine del presente parte dal presupposto che la Capitale ha saputo rinnovarsi nel tempo grazie a ciclici processi di rigenerazione spesso a partire “dal basso”. La mostra esamina pratiche spontanee di riuso, spazi segnati da diversità e resilienza capaci di generare strategie di adattamento sociale ed ecologico .

 

In occasione della ripresa delle attività del museo, il cinema MACRO apre le porte come una nuova sala cinematografica nel cuore della città, offrendo un programma variegato di proiezioni e incontri. Nei suoi primi mesi di attività, il cinema sarà aperto dal venerdì alla domenica , proponendo opere che estendono l'esperienza museale al linguaggio audiovisivo.

Dall'11 dicembre 2025 al 6 aprile 2026 , il programma si concentrerà sulla scena cinematografica romana, con la partecipazione ogni venerdì di registi emergenti che presenteranno i loro ultimi film, offrendo uno spaccato del vivace panorama creativo della Capitale e della nuova generazione di autori che stanno ridefinendo i linguaggi dell'immagine in movimento.

Parallelamente, ogni domenica mattina il MACRO presenterà un ritratto di Roma attraverso una selezione di film scelti e introdotti da rinomati registi italiani e internazionali attivi in ​​città.

 

Tutte le mostre di questa nuova stagione di iniziative saranno accompagnate da un intrigante focus sugli eventi dal vivo , dando vita a un public program intenso e continuativo capace di coinvolgere il pubblico e di ampliare le narrazioni espositive attraverso nuovi linguaggi.

Concerti, performance, incontri, presentazioni, proiezioni e momenti di approfondimento si intrecceranno lungo tutta la stagione, trasformando il museo in un luogo di esperienza collettiva, in cui la dimensione dell’ascolto e della partecipazione diventa parte integrante dell’offerta culturale del MACRO.

 

Con questa serie di iniziative il MACRO riafferma il suo ruolo di museo per la città e per un pubblico internazionale, uno spazio sperimentale e coinvolgente dove le arti si incontrano e si contaminano, dove la comunità culturale di Roma può trovare un luogo di identità e rigenerazione.

 

“ Il MACRO conferma la sua identità di risorsa culturale strategica per Roma, luogo di elaborazione e incontro che restituisce complessità e vitalità allo spirito della città – afferma Marco Delogu , Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo . – È un museo che non si limita a esporre, ma produce conoscenza, sperimentazione e pensiero, diventando uno spazio di costruzione condivisa del contemporaneo. La sua riapertura segna l’inizio di una nuova fase per la città, in cui la creatività contemporanea diventa strumento per interpretare e immaginare il futuro. È il risultato di un lavoro corale che coinvolge istituzioni, curatori, artisti e abitanti, e riflette la missione del Palaexpo di promuovere una cultura pubblica accessibile, dinamica e di qualità, capace di interagire con tutti e di rigenerare l’energia della vita culturale di Roma ”.

 

“ La riapertura del MACRO è un atto di fiducia nella comunità culturale romana, con la sua straordinaria capacità di generare pensiero, relazioni e sviluppi futuri – afferma Massimiliano Smeriglio , Assessore alla Cultura del Comune di Roma. – Il museo torna a essere un luogo pubblico vivo, uno spazio di relazioni e libertà, dove le energie creative della città trovano pubblico e continuità. È un segnale forte del ruolo che Roma intende svolgere nello scenario nazionale e internazionale, attraverso la cultura concepita come infrastruttura vitale, pronta ad innescare la circolazione di idee, talenti e desideri collettivi. Il MACRO non è solo un museo, ma anche una piattaforma di condivisione che mette in rete le diverse componenti del contesto – istituzioni, gruppi, artisti e cittadini – per restituire alla cultura il suo valore più autentico: quello di generare comunità e futuro ”.



MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma

via Nizza, 138 – 00198 Roma

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...