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Sandro Botticelli, Nascita di Venere

#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Sandro Botticelli, Nascita di Venere (1482-85) Nota come “Nascita di Venere”, la composizione raffigura più precisamente l’approdo sull’isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e, forse, Aura. La dea è in piedi sopra la valva di una conchiglia, pura e perfetta come una perla. L’accoglie una giovane donna, identificata talvolta con una delle Grazie oppure con l’Ora della primavera, che le porge un manto cosparso di fiori; alla stagione primaverile rimandano anche le rose portate dai venti. Il tema del dipinto, che celebra Venere come simbolo di amore e bellezza, fu forse suggerito dal poeta Agnolo Poliziano. E’ molto probabile che il committente dell’opera sia da ricercarsi all’interno della casata dei Medici, sebbene non si abbiano notizie del dipinto prima del 1550, quando Giorgio Vasari lo descrive nella villa medicea di Castello, proprietà del ramo cadetto della famigli

PIETRO TENERANI E LA SUA PSICHE SVENUTA

Pietro Tenerani, Psiche svenuta (1869) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Sarà il fatto che è nato vicino Carrara, sarà il fatto che il padre lavorava presso una cava di marmo, sarà il fatto che lo zio scultore l'abbia aiutato, Pietro Tenerani è stato uno dei più bravi scultori italiani del ‘800. A me piace moltissimo questo artista, perché con la sua capacità di modellare il marmo, riesce a dare alle sue creazioni l’eleganza e raffinatezza come pochi sanno fare. Per comprendere meglio la cura che metteva nei suoi lavori, in questo post pubblicherò alcune fotografie di Psiche svenuta, scultura realizzata nel 1869 che si trova in una sala della Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma.
Tenerani ha colto il momento in cui la fanciulla, sentendosi venire meno, si appoggia a una roccia mentre lentamente si accascia a terra con gli occhi già chiusi e con la testa reclinata, perché poco prima aveva aperto un vaso datole da Proserpina che avrebbe dovuto contenere un po’ della sua bellezza da portare a Venere. Quest’ultima invidiosa della giovane, l’aveva costretta a superare quattro prove tra cui questa, ma Psiche contravvenendo alle istruzioni della dea apre il vaso, ma al suo interno al posto della bellezza c’era solo del sonno che la avvolse e che si diffuse nel suo corpo come una nebbia, facendola addormentare.

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