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Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio alla Galleria Borghese

#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio , Sacra Conversazione con le sante Barbara e Cristina e due devoti (1510-1520) Il dipinto è sicuramente rintracciabile negli inventari solo a partire dal fidecommisso del 1833. Il soggetto della tela, comunemente definito ‘Sacra conversazione’, sarà particolarmente gradito alla committenza privata, tanto da avere uno straordinario successo nel secolo XVI. Ai lati della Vergine, assisa su un trono dal basamento scolpito, sono inginocchiati i due committenti del quadro, rispettivamente presentati a sinistra da santa Barbara, identificabile per l’attributo della torre, e a destra da santa Cristina, che reca sotto il braccio la pietra da macina del martirio. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio (Serina 1480 - Venezia 1528) Titolo: Sacra Conversazione con le sante Barbara e Cristina e due devoti Datazione:

PIETRO TENERANI E LA SUA PSICHE SVENUTA

Pietro Tenerani, Psiche svenuta (1869) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Sarà il fatto che è nato vicino Carrara, sarà il fatto che il padre lavorava presso una cava di marmo, sarà il fatto che lo zio scultore l'abbia aiutato, Pietro Tenerani è stato uno dei più bravi scultori italiani del ‘800. A me piace moltissimo questo artista, perché con la sua capacità di modellare il marmo, riesce a dare alle sue creazioni l’eleganza e raffinatezza come pochi sanno fare. Per comprendere meglio la cura che metteva nei suoi lavori, in questo post pubblicherò alcune fotografie di Psiche svenuta, scultura realizzata nel 1869 che si trova in una sala della Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma.
Tenerani ha colto il momento in cui la fanciulla, sentendosi venire meno, si appoggia a una roccia mentre lentamente si accascia a terra con gli occhi già chiusi e con la testa reclinata, perché poco prima aveva aperto un vaso datole da Proserpina che avrebbe dovuto contenere un po’ della sua bellezza da portare a Venere. Quest’ultima invidiosa della giovane, l’aveva costretta a superare quattro prove tra cui questa, ma Psiche contravvenendo alle istruzioni della dea apre il vaso, ma al suo interno al posto della bellezza c’era solo del sonno che la avvolse e che si diffuse nel suo corpo come una nebbia, facendola addormentare.

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