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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

I RITRATTI DI POMPEO BATONI A PALAZZO BRASCHI

#artiebellezzeitaliane
Photo by Massimo Gaudio
Pompeo Batoni, Autoritratto(1774-1787) - Palazzo Braschi - Roma
Un grande pittore toscano del '700, è riuscito nel corso della sua lunga carriera, ad imporsi come uno dei più grandi ritrattisti dell'epoca ed io rimango sempre affascinato dalle sue opere, infatti poco tempo fa, ho dedicato alcuni articoli sulle sue opere esposte a Palazzo Barnerini. L'artista è Pompeo Batoni (Lucca 1708 - Roma 1787). In questo articolo invece voglio mettere in risalto tre delle sue opere esposte al Palazzo Braschi a Roma, splendido edificio che si affaccia su Piazza Navona. Questa volta però c'è una particolarità. Mi riferisco ad un suo Autoritratto, un olio su tela che misura 113,5 x 92 cm. eseguito tra il 1774 ed il 1787 ovvero poco prima della sua morte che in un certo senso oltre a diventare uno degli ultimi dipinti, diventa una sorta di testamento visivo della sua persona. Un'altro dipinto esposto è il Ritratto di John Staples, un olio su tela che misura 264 x 198cm. eseguito nel 1773, dove l'aristocratico irlandese, si è fatto ritrarre durante la sua visita a Roma come souvenir di viaggio seguendo la moda della buona società dell'epoca. L'ultimo dipinto è intitolato Girolama Santacroce come Vanitas, un olio su tela che misura 49 x 120 cm. del 1759. Lo specchio buio dove si riflette solo una parte della sua mano e la candela spenta alla destra del dipinto, contrapposti alla luminosità della figura femminile e dei gioielli nella sua mano sinistra, richiamano l’iconografia della Vanitas e sembrano ricordare la caducità dei beni terreni e della sua stessa bellezza.
https://www.massimogaudio-photography.com/

 Pompeo Batoni, Ritratto di John Staples (1773 )- Palazzo Braschi - Roma

Pompeo Batoni, Girolama Santacroce come Vanitas (1759) - Palazzo Braschi - Roma

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