Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

I RITRATTI DI POMPEO BATONI A PALAZZO BRASCHI

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Photo by Massimo Gaudio
Pompeo Batoni, Autoritratto(1774-1787) - Palazzo Braschi - Roma
Un grande pittore toscano del '700, è riuscito nel corso della sua lunga carriera, ad imporsi come uno dei più grandi ritrattisti dell'epoca ed io rimango sempre affascinato dalle sue opere, infatti poco tempo fa, ho dedicato alcuni articoli sulle sue opere esposte a Palazzo Barnerini. L'artista è Pompeo Batoni (Lucca 1708 - Roma 1787). In questo articolo invece voglio mettere in risalto tre delle sue opere esposte al Palazzo Braschi a Roma, splendido edificio che si affaccia su Piazza Navona. Questa volta però c'è una particolarità. Mi riferisco ad un suo Autoritratto, un olio su tela che misura 113,5 x 92 cm. eseguito tra il 1774 ed il 1787 ovvero poco prima della sua morte che in un certo senso oltre a diventare uno degli ultimi dipinti, diventa una sorta di testamento visivo della sua persona. Un'altro dipinto esposto è il Ritratto di John Staples, un olio su tela che misura 264 x 198cm. eseguito nel 1773, dove l'aristocratico irlandese, si è fatto ritrarre durante la sua visita a Roma come souvenir di viaggio seguendo la moda della buona società dell'epoca. L'ultimo dipinto è intitolato Girolama Santacroce come Vanitas, un olio su tela che misura 49 x 120 cm. del 1759. Lo specchio buio dove si riflette solo una parte della sua mano e la candela spenta alla destra del dipinto, contrapposti alla luminosità della figura femminile e dei gioielli nella sua mano sinistra, richiamano l’iconografia della Vanitas e sembrano ricordare la caducità dei beni terreni e della sua stessa bellezza.
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 Pompeo Batoni, Ritratto di John Staples (1773 )- Palazzo Braschi - Roma

Pompeo Batoni, Girolama Santacroce come Vanitas (1759) - Palazzo Braschi - Roma

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