Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

SAN GEROLAMO DI CARAVAGGIO

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Gerolamo (1605-1606) - Galleria Borghese - Roma
 Secondo quanto tramandato da Bellori, il dipinto fu eseguito dall'artista per il cardinale Scipione Borghese, ormai noto estimatore del promettente artista lombardo. Fino ad oggi, tuttavia, non risultano pervenuti documenti che ne testimoniano l'ingresso nella collezione. San Gerolamo, eremita, dottore della Chiesa e autore della traduzione della Bibbia dal greco al latino, la "Vulgata", è stato adottato di frequente nell'iconografia pittorica nel periodo della Controriforma, tanto che lo stesso Caravaggio eseguì almeno altre due tele con lo stesso soggetto.
Nell'opera della Galleria Borghese il santo, anziché essere raffigurato secondo l'iconografia dell'eremita penitente, viene presentato per le sue qualità di uomo di studi. Descritto come un anziano 'umanista' affiancato dalla complessa esegesi del testo sacro, Gerolamo è profondamente concentrato sul libro che tiene fra le dita sporche di inchiostro, intento nella sua scrittura. La partizione compositiva in due grandi campi di colore fra toni caldi, come l'incarnato del santo e il manto purpureo che ne ricopre le membra, e toni freddi, il libro aperto su cui campeggia il teschio e il drappo bianco, pare voler mettere in scena un dialogo tra contenuti simbolici di natura opposta: vita e morte, passato e presente. Per l'esecuzione rapida e per l'immediatezza della stesura del colore, parte della critica ha ipotizzato che la tela non sia mai stata terminata.





Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: San Gerolamo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1605 - 1606
Misure (cm.): 116 x 153
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

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