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La fuga di Enea da Troia di Federico Barocci

    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Federico Barocci detto il FIORI, La fuga di Enea da Troia (1598) L’opera, firmata e datata, è documentata come replica del dipinto per Rodolfo II d’Asburgo, purtroppo perduto. La rappresentazione di questo episodio della storia di Enea costituisce un unicum nella produzione del pittore urbinate, costantemente impegnato su temi religiosi o ritratti. Non è chiaro come la tela sia giunta in Collezione, ma si ipotizza che sia stato lo stesso committente, Giuliano della Rovere, a donarla al cardinal Scipione. Nella tela si riconoscono riferimenti a due famosi artisti urbinati: Raffaello, per la ripresa dell’affresco con l’Incendio di Borgo in Vaticano, e Donato Bramante, per la presenza sullo sfondo del tempietto di S.Pietro in Montorio al Gianicolo.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Federico Barocci detto il Fiori   (Urbino 1535 -1612) Titolo: La fuga di Enea da Troia Datazione: 1598

Anton Van Dyck, Madonna della paglia


Anton Van Dyck, Madonna della paglia (1625-1627) - Galleria Corsini - Roma

La Vergine, seduta con il braccio poggiato sulla greppia, sostiene il Bambino addormentato sul suo grembo, avvolgendolo nel lenzuolo bianco. L’opera prende il titolo dalla paglia che sporge dalla mangiatoia, che insieme alla presenza dell’asino e del bue richiama il tema della Natività e fa della scena qualcosa di più di una semplice Madonna col Bambino. L’immagine è infatti intessuta di molteplici riferimenti alla passione di Cristo: Gesù è disteso sulle ginocchia della madre, come nella Pietà, avvolto nel lenzuolo, così come resterà per tre giorni nel sudario; sulla destra, gli assi di legno inchiodati e incrociati, potrebbero alludere alla Crocifissione; e le spighe che spuntano a sinistra ricordano il sacrificio dell’Eucarestia. Tutto ciò spiega lo sguardo preoccupato e velato di tristezza della Vergine. Sebbene analoghe allusioni simboliche al motivo della passione non siano infrequenti in un simile soggetto, in questo caso si è voluto cogliere nell’atmosfera mesta del quadro un personale ricordo della morte della sorella di Van Dyck, Cornelia, che comportò il rientro definitivo dell’artista ad Anversa dopo il soggiorno in Italia. (dal sito Galleria Corsini)


Autore: Antoon van Dyck (Anversa 1599 - Londra 1641)
Titolo: Madonna della paglia
Supporto: Olio su tela
Anno: 1625 - 1627
Misure (cm.): 110 x 87
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

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