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Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio alla Galleria Borghese

#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio , Sacra Conversazione con le sante Barbara e Cristina e due devoti (1510-1520) Il dipinto è sicuramente rintracciabile negli inventari solo a partire dal fidecommisso del 1833. Il soggetto della tela, comunemente definito ‘Sacra conversazione’, sarà particolarmente gradito alla committenza privata, tanto da avere uno straordinario successo nel secolo XVI. Ai lati della Vergine, assisa su un trono dal basamento scolpito, sono inginocchiati i due committenti del quadro, rispettivamente presentati a sinistra da santa Barbara, identificabile per l’attributo della torre, e a destra da santa Cristina, che reca sotto il braccio la pietra da macina del martirio. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Negretti Jacopo detto Jacopo Palma il Vecchio (Serina 1480 - Venezia 1528) Titolo: Sacra Conversazione con le sante Barbara e Cristina e due devoti Datazione:

Filippo Lippi, Annunciazione con due donatori

Filippo Lippi, Annunciazione con due donatori (1435) - Palazzo Barberini - Roma
In un sontuoso interno domestico, la Madonna riceve dall’angelo l’annuncio della sua maternità divina, episodio narrato nei Vangeli di Luca e Matteo. La triplice arcata dello sfondo incornicia i personaggi in primo piano e accelera la prospettiva a cannocchiale che si apre su un hortus conclusus, il giardino incontaminato simbolo della verginità di Maria. In fondo a destra, fanno capolino due domestiche, quasi spaventate dalla presenza dell’inaspettato visitatore. All’estrema destra i donatori, riservati testimoni della scena. I ricami dorati dei tessuti, gli arabeschi e i motivi vegetali sugli arredi, le ali e le ciocche dei capelli dell’angelo, i marmi screziati delle colonne, sono resi con estrema minuziosità, il che denota una conoscenza e un’influenza della coeva pittura fiamminga (ugualmente evidente nella Madonna di Tarquinia, esposta nella stessa sala).
Probabilmente la tavola in origine era collocata nella cappella di una chiesa come pala d’altare. Lo spazio vuoto che si apre in basso al centro poteva essere in dialogo con lo spazio reale della cappella, forse prolungamento figurato di gradini dove si collocava il fedele in preghiera. (dal sito Palazzo Barberini)


Autore: Filippo Lippi (Firenze 1406 ca. - Spoleto 1469)
Titolo: Annunciazione
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1435
Misure (cm.): 155 x 144
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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