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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Tintoretto, Cristo e l'adultera

Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Cristo e l'adultera (1549) - Palazzo Barberini - Roma
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Dopo quest’affermazione di Gesù, divenuta proverbiale, tra i personaggi sembra essere calato il silenzio. L’adultera, rimasta in piedi con le braccia sollevate, stava rischiando la lapidazione ma ora è di nuovo libera; la folla di scribi e farisei, che fino a poco tempo prima la circondava, si è allontanata, e l’ultimo di loro visibile sulla destra accanto ai soldati sta per uscire di scena. I discepoli sono schierati a semicerchio alle spalle di Gesù, quasi a formare un blocco di contrapposizione ai farisei. Infatti, in questo episodio, il loro scopo non è punire l’adultera trovata in flagranza di reato, ma far cadere Gesù in contraddizione e sminuirne la popolarità, affidandogli la sentenza sulle sorti della donna.
La scena è ambientata in un’architettura di tipo rinascimentale. Le file di colonne e le losanghe del pavimento convergono verso il punto di fuga, collocabile in fondo a destra, creando un effetto di notevole profondità spaziale. Dettaglio interessante i segni indecifrabili sul pavimento, la cui presenza è fedele al racconto del Vangelo di Giovanni, in cui si legge: “E Gesù, chinatosi di nuovo, scriveva per terra”. (dal sito Palazzo Barberini)

Autore: Jacopo Robusti detto TINTORETTO (Venezia 1519 - 1594) 
Titolo: Cristo e l'adultera
Supporto: Olio su tela
Anno: 1549
Misure (cm.): 119 x 168
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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