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La fuga di Enea da Troia di Federico Barocci

    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Federico Barocci detto il FIORI, La fuga di Enea da Troia (1598) L’opera, firmata e datata, è documentata come replica del dipinto per Rodolfo II d’Asburgo, purtroppo perduto. La rappresentazione di questo episodio della storia di Enea costituisce un unicum nella produzione del pittore urbinate, costantemente impegnato su temi religiosi o ritratti. Non è chiaro come la tela sia giunta in Collezione, ma si ipotizza che sia stato lo stesso committente, Giuliano della Rovere, a donarla al cardinal Scipione. Nella tela si riconoscono riferimenti a due famosi artisti urbinati: Raffaello, per la ripresa dell’affresco con l’Incendio di Borgo in Vaticano, e Donato Bramante, per la presenza sullo sfondo del tempietto di S.Pietro in Montorio al Gianicolo.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Federico Barocci detto il Fiori   (Urbino 1535 -1612) Titolo: La fuga di Enea da Troia Datazione: 1598

Giovanni da Milano, Polittico con Madonna con Bambino

Giovanni da Milano, Polittico con Madonna con Bambino (1355 ca.) - Galleria Corsini - Roma
Giovanni da Milano, attivo a Firenze e in Lombardia tra 1346 e 1369, fu esponente di spicco della scuola giottesca. Il piccolo polittico, databile ai primissimi anni della sua carriera, è suddiviso in sette riquadri. Quello centrale è spartito in due scene: in alto, la Vergine con il Bambino in trono, circondati da angeli, in basso, il Compianto sul Cristo morto. Nel registro superiore compaiono altre due scene cristologiche, l’Annunciazione e la Natività, mentre in basso, accanto al Compianto, è raffigurata la Crocifissione. Nei riquadri laterali del registro centrale si riconoscono, a sinistra, San Nicola, che sorregge tre sfere d’oro, e Santo Stefano (o San Lorenzo, vista l’assenza di riferimenti precisi); a destra, Sant’Eustachio, contraddistinto dalla presenza del cervo, e San Giacomo, col bastone del pellegrino. In basso a destra, infine, Santa Margherita con ai piedi il drago e Santa Caterina d’Alessandria, identificata dalla ruota dentata del martirio. L’opera, nonostante la presenza del fondo oro – che continua ad essere ampiamente utilizzato fino al secolo successivo – è caratterizzata dalla ricerca di una spazialità verosimile e dall’intensa espressività delle figure, che dimostrano quanto l’esperienza di Giotto fosse centrale per la successiva generazione di artisti. (dal sito Galleria Corsini)

Autore: Giovanni da Milano (Caversaccio 1325 ca. - 1370 ca.)
Titolo: Polittico con Madonna con Bambino
Supporto: Tempera su tavola
Anno: 1355 ca.
Misure (cm.): 87 x 55
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

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