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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Jacopo Zucchi, Ritratto di Clelia Farnese


Jacopo Zucchi, Ritratto di Clelia Farnese (1570 ca.) - Palazzo Barberini - Roma
Un’elaborata acconciatura adornata di fiori, una gorgiera di merletto e una collana con gli stemmi di famiglia sono gli attributi utilizzati da Jacopo Zucchi per raffigurare Clelia Farnese. Figlia illegittima del cardinale Alessandro, tra i più influenti esponenti della Curia romana, la giovane è sempre vissuta al centro della vivace vita mondana della città, fatta di feste e banchetti. Jacopo Zucchi, incaricato da Giovan Giorgio Cesarini, primo marito di Clelia, ha dipinto un’immagine iconica e senza tempo: la bellezza della donna, dote per la quale era stata celebrata come la più amabile dama di Roma da turisti e poeti, è resa nobile grazie allo sguardo gelido, alle delicate guance rosse e alla ricca veste.
Dopo il primo matrimonio, terminato con la morte dello sposo nel 1585, Clelia diventò l’amante di Ferdinando de’ Medici, cardinale protettore di Jacopo Zucchi. Questa relazione clandestina comportò alla donna il forzato allontanamento da Roma: nel 1587, sposò il collerico e violento Marco Pio conte di Sassuolo e abbandonò ogni tipo di abitudine mondana, dedicandosi anche all’amministrazione della nuova città d’adozione. (dal sito Palazzo Barberini)


Autore: Jacopo Zucchi (Firenze 1541 ca. - Roma 1596)
Titolo: Ritratto di Clelia Farnese
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1570 ca.
Misure (cm.): 49,5 x 37,8
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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