Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Bronzino, Ritratto di Stefano IV Colonna


Agnolo di Cosimo di Mariano detto BRONZINO, Ritratto di Stefano IV Colonna (1546) - Palazzo Barberini - Roma
Il condottiero Stefano IV Colonna, luogotenente di casa Medici che si distinse per la difesa di papa Clemente VII durante il Sacco di Roma del 1527, viene ritratto dal Bronzino con il chiaro intento di mettere in risalto le virtù militari del soggetto. L’armatura brunita, la posa solida e sicura, i gesti delle mani che evidenziano l’elmo e la spada, lo sguardo fermo e fiero descrivono Stefano Colonna al pari di una biografia. La cornice originale del dipinto è decorata con rilievi di armi, con riferimento al mestiere del personaggio ritratto. Il dipinto, esposto come ritratto funerario nella chiesa fiorentina di san Lorenzo durante la cerimonia funebre del 1548, è firmato e datato sulla base della colonna, che chiude lo spazio a sinistra e allude alla nobile casata di Stefano IV. Pochi anni prima di realizzare questo dipinto, che colpisce per la capacità di caratterizzazione del personaggio ritratto e l’altissima qualità tecnica, Agnolo Bronzino era stato nominato ritrattista ufficiale della corte dei Medici, a conferma del valore dell’artista fiorentino in questo genere pittorico. (dal sito Palazzo Barberini)




Autore: Agnolo di Cosimo di Mariano detto BRONZINO (Firenze 1503 - 1572)
Titolo: Ritratto di Stefano IV Colonna
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1546
Misure (cm.): 125 x 95
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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