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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Domínikos Theotokópoulos detto EL GRECO, San Pietro e San Paolo


Domínikos Theotokópoulos detto EL GRECO, San Pietro e San Paolo (1587-1592) - Ermitage - San Pietroburgo (RU)
 Abbiamo avuto modo di ammirare nei giorni scorsi due opere collegate tra loro dell'artista greco Domínikos Theotokópoulos detto EL GRECO (Candia 1541 - Toledo 1614) esposte alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma. Quella che interessa questo articolo fa parte della collezione di opere esposte al Museo statale Ermitage di San Pietroburgo, il quale lo ha dato in prestito per qualche mese alla Fondazione Alda Fendi-Esperimenti di Roma.
Il dipinto si intitola San Pietro e San Paolo realizzato tra il 1587 ed il 1592, molto probabilmente durante il soggiorno dell'artista a Toledo in Spagna. In quei tempi, l'isola di Creta era sotto il dominio della Repubblica di Venezia e proprio dalla città veneta l'artista incominciò il suo percorso artistico che lo portò prima a Roma e poi definitivamente in Spagna. Ebbe così modo di rielaborare gli stili artistici dei grandi pittori italiani come il Parmigianino, Tintoretto, Tiziano, Correggio, Raffaello, che lo portarono ad improntare uno stile tutto suo, anticipando così di qualche secolo quello che artisti come per esempio Picasso, Giacometti o Matisse hanno fatto loro.
Secondo i curatori della mostra, che hanno scelto di portare a Roma il dipinto, molto probabilmente per rendere omaggio alla città in quanto i due santi sono i patroni, "nel dipinto esposto nella Rhinoceros Gallery colpisce lo stile tormentato e tragico dei due apostoli, rappresentati insieme in uno spazio buio e con la propria tradizionale iconografia: Pietro con le chiavi della Porta del Paradiso e Paolo  con un libro aperto a significare le sue lettere alle comunità cristiane. Guardano entrambi nella stessa direzione in modo da conferire alla composizione  unità e finalità espressive".




Autore: Dominikos Theotokopoulos detto EL GRECO (Candia 1541 - Toledo 1614)
Titolo: San Pietro e San Paolo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1587 - 1592
Misure (cm.): 1121 x105
Posizione: Ermitage
Località: San Pietroburgo (RU)

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