Passa ai contenuti principali

In primo piano

Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Francesco Borromini, Scala elicoidale di Palazzo Barberini


Scala elicoidale di Francesco Borromini (1633-1634) - Palazzo Barberini - Roma
 La scala, progettata da Francesco Borromini, serve l’ala sud del palazzo, ed è complementare a quella del Bernini, secondo un principio non solo estetico, ma anche distributivo e funzionale. Accessibile dal porticato esterno, conduceva agli ambienti del cardinale Francesco Barberini ed era destinata a una circolazione più privata. È elicoidale, quindi segue il principio dell’avvitamento attorno a un’asse di rotazione, ed è a pianta ovale, ovvero presenta uno schiacciamento in senso longitudinale, consentendo una salita più agevole rispetto alle scale a pianta circolare. Tale modello è codificato nella trattatistica cinquecentesca dal Vignola, da Sebastiano Serlio e Andrea Palladio. Ogni girata è composta da 12 colonne doriche binate, il cui capitello è decorato con piccole api (simbolo araldico della famiglia). L’asse maggiore misura 9,40 m, l’asse minore 7,85 m. La luce entra dall’oculo in cima e dalle finestre della facciata. Nel progetto iniziale la scala terminava con una rampa libera, poi viene in seguito sopraelevata rispetto all’ultimo piano del palazzo per ospitare la ricca biblioteca del cardinale Francesco, oggi trasferita in Vaticano. Le strutture spiraliformi, con tutti i problemi di progettazione che ne derivano, sono particolarmente congeniali allo spirito eccentrico di Borromini, che le ripropone in numerosi disegni e in dettagli architettonici di altre opere. (dal sito Palazzo Barberini)


Autore: Francesco Borromini (Bissone 1599 - Roma 1667)
Titolo: Scalone eicolidale
Supporto: -
Anno: 1633 - 1634
Misure (cm.): -
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

Commenti

Post più popolari