Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Giovanni da Rimini, Storie di Cristo


Giovanni Da Rimini, Storie di Cristo (1305ca.) - Palazzo Barberini - Roma

La tavola, acquistata nel 1897 dalla collezione Sciarra, illustra in sei riquadri altrettanti episodi della vita di Cristo: la Natività, la Crocifissione, la Deposizione, la Discesa al Limbo, la Resurrezione e, infine, il Giudizio universale. L’opera è stata attribuita a Giovanni da Rimini per la prima volta da Roberto Longhi nel 1935; in seguito, è stata inoltre identificata come parte di un dittico, l’altra metà del quale è conservata alla National Gallery di Londra. Resta tuttavia ignota l’originaria collocazione delle due tavole. I soggetti scelti rimandano a modelli della tradizione bizantina, a dimostrazione del fascino esercitato dall’arte orientale sugli artisti riminesi del XIV secolo, nonostante la ricezione e la rielaborazione delle innovazioni di Giotto siano invece rintracciabili nella resa dei corpi e dello spazio. Nelle allungate figure dalle teste minute e nell’attenzione minuziosa al dettaglio, sono inoltre riscontrabili alcune somiglianze con le miniature di Neri da Rimini, al quale l’opera fu erroneamente attribuita nel 1947. (dal sito Palazzo Barberini)

Autore: Giovanni da Rimini (Rimini fine XIII sec. - inizio XIV sec.)
Titolo: Storie di Cristo
Supporto: Tempera su tavola
Anno: 1305 ca
Misure (cm.): 52,5 x 35,5
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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