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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Antonio Canova, Danza dei Feaci

Photo by Massimo Gaudio
Antonio Canova, Danza dei Feaci - Musei di Villa Torlonia - Roma
Il tema di questo bassorilievo Torlonia è quasi contrapposto, nella sua espressione di gioia, all’angoscia delle altre due composizioni precedenti. Si ispira all’ottavo libro dell’Odissea, in cui Hallo e Laudamante, figli di Alcinoo, re dei Feaci, danzano davanti ad Ulisse. Il ritmo che avvolge i corpi dei due giovani è come un’onda melodiosa sottolineata dalla circolarità del drappo che viene fatto volteggiare con grazia. La palla, che resta sospesa ai loro piedi, sta a rappresentare il mito greco della perfezione dell’universo. Il gesso Torlonia è stato strutturato in funzione della sua sistemazione in una sala della Villa e quindi è stato riprodotto solo l’episodio centrale, eliminando le figure che assistono alla danza come nelle altre serie a noi note. La composizione sembra rispondente alle scelte tematiche dei Torlonia, dai quali la danza era particolarmente apprezzata. Ne è testimonianza la copia che possedevano della danzatrice di Canova, (eseguita dal Bienaimè, allievo di Thorvaldsen, forse presente nel Palazzo Torlonia di Piazza Venezia) (testo tratto dal sito Musei di Villa Torlonia)
Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Venezia 1822)
Titolo: Danza dei Feaci
Supporto: Gesso
Anno: -
Misure (cm.): -
Posizione: Musei di Villa Torlonia
Località: Roma

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