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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio con mulini a vento

Photo by Massimo Gaudio
Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio con mulini a vento (1607) Galleria Spada - Roma
Firmato dal pittore e datato 1607 in basso a sinistra, il dipinto è ricordato dagli inventari secenteschi tra quelli appartenenti al cardinal Bernardino Spada. Piccolo capolavoro che riassume il mondo visivo e spirituale di Brueghel il Vecchio, il dipinto si mette in relazione con un disegno conservato al Metropolitan Museum di New York, nonchè con svariate repliche, copie e versioni successive da esso dipendenti. La qualità della pittura è ancora quella della tradizione fiamminga, minuziosa, perfetta e lenticolare, mentre pienamente moderno è lo sguardo di Brueghel, che presenta, in una prospettiva a volo d'uccello che spazia verso un orizzonte infinito, la sintesi del mondo rurale e del suo "fare" quotidiano con l'eternità del paesaggio e della luce nordica. Un colore brillante e vario è usato per la descrizione dei lavori delle donne in primo piano, per i mugnai e i carrettieri che attendono alle proprie occupazioni; l'azzurro più terso e splendente è quello che definisce, invece, l'immensa piana sullo sfondo; contro un cielo estivo limpido, solcato dal volo degli stormi, si stagliano infine, come simbolo della civiltà commerciale delle Fiandre, i due grandi mulini a vento. (testo tratto dal sito Gebart) 
Autore: Jan Brueghel il Vecchio (Bruxelles 1568 - Anversa 1625) 
Titolo: Paesaggio con mulini a vento
Supporto: Tempera su tavola
Anno: 1607
Misure (cm.): 30,3 x 47,4
Posizione: Galleria Spada
Località: Roma

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