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La fuga di Enea da Troia di Federico Barocci

    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Federico Barocci detto il FIORI, La fuga di Enea da Troia (1598) L’opera, firmata e datata, è documentata come replica del dipinto per Rodolfo II d’Asburgo, purtroppo perduto. La rappresentazione di questo episodio della storia di Enea costituisce un unicum nella produzione del pittore urbinate, costantemente impegnato su temi religiosi o ritratti. Non è chiaro come la tela sia giunta in Collezione, ma si ipotizza che sia stato lo stesso committente, Giuliano della Rovere, a donarla al cardinal Scipione. Nella tela si riconoscono riferimenti a due famosi artisti urbinati: Raffaello, per la ripresa dell’affresco con l’Incendio di Borgo in Vaticano, e Donato Bramante, per la presenza sullo sfondo del tempietto di S.Pietro in Montorio al Gianicolo.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Federico Barocci detto il Fiori   (Urbino 1535 -1612) Titolo: La fuga di Enea da Troia Datazione: 1598

Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio con mulini a vento

Photo by Massimo Gaudio
Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio con mulini a vento (1607) Galleria Spada - Roma
Firmato dal pittore e datato 1607 in basso a sinistra, il dipinto è ricordato dagli inventari secenteschi tra quelli appartenenti al cardinal Bernardino Spada. Piccolo capolavoro che riassume il mondo visivo e spirituale di Brueghel il Vecchio, il dipinto si mette in relazione con un disegno conservato al Metropolitan Museum di New York, nonchè con svariate repliche, copie e versioni successive da esso dipendenti. La qualità della pittura è ancora quella della tradizione fiamminga, minuziosa, perfetta e lenticolare, mentre pienamente moderno è lo sguardo di Brueghel, che presenta, in una prospettiva a volo d'uccello che spazia verso un orizzonte infinito, la sintesi del mondo rurale e del suo "fare" quotidiano con l'eternità del paesaggio e della luce nordica. Un colore brillante e vario è usato per la descrizione dei lavori delle donne in primo piano, per i mugnai e i carrettieri che attendono alle proprie occupazioni; l'azzurro più terso e splendente è quello che definisce, invece, l'immensa piana sullo sfondo; contro un cielo estivo limpido, solcato dal volo degli stormi, si stagliano infine, come simbolo della civiltà commerciale delle Fiandre, i due grandi mulini a vento. (testo tratto dal sito Gebart) 
Autore: Jan Brueghel il Vecchio (Bruxelles 1568 - Anversa 1625) 
Titolo: Paesaggio con mulini a vento
Supporto: Tempera su tavola
Anno: 1607
Misure (cm.): 30,3 x 47,4
Posizione: Galleria Spada
Località: Roma

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