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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Sarcofago degli sposi

Photo by Massimo Gaudio
Sarcofago degli sposi (530-520 a.C.) Museo Nazionale etrusco di Villa Giulia - Roma
Ricomposto da circa quattrocento frammenti, il Sarcofago degli sposi è in realtà un’urna destinata ad accogliere i resti materiali dei defunti. Plasmata a tutto tondo, l’opera rappresenta una coppia di coniugi distesi su un letto (kline) con il busto sollevato frontalmente nella tipica posizione del banchetto. L’uomo cinge con il braccio destro le spalle della donna, così che i loro volti dal tipico “sorriso arcaico” risultano vicinissimi; la disposizione delle mani e delle dita suggerisce l’originaria presenza di oggetti ora perduti, come una coppa per bere vino o un piccolo vaso da cui versare del prezioso profumo. Gli Etruschi riprendono l’ideologia del banchetto dai Greci come segno di distinzione economica e sociale e richiamano l’adesione a questa pratica anche in ambito funerario, come testimoniano le frequenti scene di banchetto dipinte nelle tombe etrusche e il gran numero di oggetti legati al consumo del vino e delle carni rinvenuti nelle stesse. È certo una novità rispetto al costume greco la presenza della donna accanto all’uomo in posizione del tutto paritetica, anzi con l’eleganza del suo abbigliamento e l’imperiosità dei suoi gesti la figura femminile sembra dominare la scena catturando tutta la nostra attenzione. (testo tratto dal sito ETRU)






Titolo: Sarcofago degli sposi
Supporto: Terracotta policroma
Anno: 530 - 520 a.C.
Misure (cm.): 140 x 202
Posizione: Museo Nazionale etrusco di Villa Giulia
Località: Roma

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