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Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti alla Galleria Borghese

     #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Gerrit van Honthorst, Concerto (il furto dell'amuleto) (1621) Il Concerto si può datare alla seconda parte del soggiorno romano di van Honthorst (1610 – 1621). Il tema dell’opera sembra risentire della morale religiosa dei Paesi Bassi, dove la musica, arte eccellente e virtuosa, è tuttavia fugace, tanto da essere associata alla vanità. Il soggetto dell’opera va identificato come un vero e proprio inganno ai danni del giovane che, intento a cantare, non si accorge che la fanciulla gli sta per sfilare il piccolo amuleto in forma di croce che gli pende dall’orecchio, con la complicità della vecchia sdentata e del suonatore del basso di viola.  (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti   (Utrecht 1590 - 1656) Titolo: Concerto (il furto dell'amuleto) Datazione: 1621 Supporto : Olio su tela Misure (cm): 168 x 202 Si trova:

Sarcofago degli sposi

Photo by Massimo Gaudio
Sarcofago degli sposi (530-520 a.C.) Museo Nazionale etrusco di Villa Giulia - Roma
Ricomposto da circa quattrocento frammenti, il Sarcofago degli sposi è in realtà un’urna destinata ad accogliere i resti materiali dei defunti. Plasmata a tutto tondo, l’opera rappresenta una coppia di coniugi distesi su un letto (kline) con il busto sollevato frontalmente nella tipica posizione del banchetto. L’uomo cinge con il braccio destro le spalle della donna, così che i loro volti dal tipico “sorriso arcaico” risultano vicinissimi; la disposizione delle mani e delle dita suggerisce l’originaria presenza di oggetti ora perduti, come una coppa per bere vino o un piccolo vaso da cui versare del prezioso profumo. Gli Etruschi riprendono l’ideologia del banchetto dai Greci come segno di distinzione economica e sociale e richiamano l’adesione a questa pratica anche in ambito funerario, come testimoniano le frequenti scene di banchetto dipinte nelle tombe etrusche e il gran numero di oggetti legati al consumo del vino e delle carni rinvenuti nelle stesse. È certo una novità rispetto al costume greco la presenza della donna accanto all’uomo in posizione del tutto paritetica, anzi con l’eleganza del suo abbigliamento e l’imperiosità dei suoi gesti la figura femminile sembra dominare la scena catturando tutta la nostra attenzione. (testo tratto dal sito ETRU)






Titolo: Sarcofago degli sposi
Supporto: Terracotta policroma
Anno: 530 - 520 a.C.
Misure (cm.): 140 x 202
Posizione: Museo Nazionale etrusco di Villa Giulia
Località: Roma

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