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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

Marco Basaiti, Adamo ed Eva alla Galleria Borghese

#artiebellezzeitaliane
Photo by Massimo Gaudio

Marco Basaiti, Adamo (1504)

La tavola è pendant dell’altra con Eva (inv.131). In occasione del riordinamento del 1925, le tavole sono state riferite a un allievo di Bellini, Marco Basaiti: attribuzione in seguito accolta dalla critica. Evidenti sono i richiami all’incisione, ai disegni e ai dipinti raffiguranti i medesimi personaggi eseguiti dal grande artista tedesco Albrecht Dürer prima, durante e subito dopo il secondo soggiorno veneziano (1505-1507). All’incisore tedesco rimandano il bue e i conigli, desunti dal una stampa del 1504: i due animali simboleggiano rispettivamente l’indolenza flemmatica e la sensualità sanguigna, che avrebbero avvinto l’uomo dopo il peccato. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Basaiti Marco (Venezia 1470 ca. - post 1530)
Titolo: Adamo
Datazione: 1504
Supporto : olio su tavola
Misure (cm): 152 x 86
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma


Marco Basaiti, Eva (1504)

La tavola, pendant dell’ Adamo (inv.129), faceva parte della collezione di Scipione Borghese. Alcune lettere frammentarie, riportate nel cartiglio sul tronco accanto alla figura di Eva – oggi non più visibili – hanno indotto a leggervi il nome di “Zambellin”, diminutivo del celebre pittore Giovanni Bellini. Tuttavia, in occasione del riordinamento del 1925, le tavole sono state riferite a un allievo di Bellini, Marco Basaiti: attribuzione in seguito accolta dalla critica. Evidenti i richiami all’incisione, ai disegni e ai dipinti raffiguranti i medesimi personaggi eseguiti dal grande artista tedesco Albrecht Dürer prima, durante e subito dopo il secondo soggiorno veneziano (1505-1507). (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Basaiti Marco (Venezia 1470 ca. - post 1530)
Titolo: Eva
Datazione: 1504
Supporto : olio su tavola
Misure (cm): 152 x 84
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

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