sabato 18 luglio 2020

Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO, La cattura di Cristo

Photo by Massimo Gaudio
Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO, La cattura di Cristo (1598) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto venne definito già nel Seicento come la più bella opera eseguita dal Cavalier d’Arpino. Giunse nella collezione di Scipione Borghese in seguito al sequestro delle opere conservate nello studio del pittore, ordinato nel 1607 da Paolo V. L’aggressione notturna rappresentata nel dipinto è tra le composizioni più celebri e imitate del Cesari.  (testo tratto dal sito Galleria Borghese)
Autore: Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO (Arpino 1568 - 1640)
Titolo: La cattura di Cristo
Supporto: Olio su rame
Anno: 1598
Misure (cm.): 79 x 58
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

venerdì 17 luglio 2020

Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO, Ratto di Europa

Photo by Massimo Gaudio
Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO, Ratto d'Europa (1603-1606) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto, di piccolo formato, fa parte della collezione del cardinale Scipione Borghese che, probabilmente, l’acquistò direttamente dall’autore. La scena, tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, è costruita sul binomio formato dai colori complementari, l’azzurro e il giallo, ed è una delle più armoniose composizioni del Cesari. L’artista non appare interessato al dramma della giovane Europa che viene rapita da Giove contrariamente alla sua volontà, ma si limita a ritrarre il momento del rapimento, il trasporto per mare, una rappresentazione finalizzata a produrre un effetto piacevole. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)
Autore: Giuseppe Cesari detto CAVALIER D'ARPINO (Arpino 1568 - 1640)
Titolo: Ratto di Europa
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1603 - 1606
Misure (cm.): 58 x 45
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

giovedì 16 luglio 2020

Ludovico Cardi detto CIGOLI, Giuseppe con la moglie di Putifarre

Ludovico Cardi detto CIGOLI, Giuseppe con la moglie di Putifarre (1610) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto, firmato e datato “Lod. Cigoli F. 1610”, venne eseguito per Antonio Ricci, vescovo di Arezzo nel 1611. Ricci lo donò poi al cardinale Scipione Borghese, probabilmente in segno di gratitudine per l’importante nomina ricevuta .L’immediatezza narrativa del soggetto, resa attraverso l’effetto dei colori, delle espressioni e dei gesti, rimanda a una teatralità di costume e a un sentimento già barocco. Il tema, tratto dal Vecchio Testamento, è rivisto in chiave laica, una scena d’alcova dove la moglie di Putifarre appare come una perfetta cortigiana. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)
Autore: Ludovico Cardi detto CIGOLI (Cigoli 1559 ca - Roma 1613)
Titolo: Giuseppe con la moglie di Putifarre
Supporto: Olio su tela
Anno: 1610
Misure (cm.): 220 x 150
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

mercoledì 15 luglio 2020

Scipione Pulzone, Sacra Famiglia con i santi Giovannino ed Elisabetta

Photo by Massimo Gaudio

Scipione Pulzone, Sacra Famiglia con i santi Giovannino ed Elisabetta (dopo 1570) Galleria Borghese - Roma

L’opera compare, con l’esatta attribuzione a Scipione Pulzone, nell’inventario della collezione del 1693. Il dipinto costituisce uno dei capolavori d’arte sacra del pittore per l’attenzione alla resa dei particolari e lo studio della luce che evidenzia le figure in primo piano, sottolineando la modestia della Madonna e la semplice umanità di Elisabetta. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Scipione Pulzone (Gaeta 1550 ca - Roma 1598)
Titolo: Sacra Famiglia con i santi Giovannino ed Elisabetta
Supporto: Olio su tela
Anno: 1570 - 1598
Misure (cm.): 135 x 105
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

martedì 14 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, David con la testa di Golia

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Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, David con la testa di Golia (1609-1610) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto fu eseguito con tutta probabilità a Napoli, dove Caravaggio, fuggito da Roma nel 1606, si trovava in esilio per l’accusa di omicidio. La scelta del soggetto, con la vittoria dell’eroe d’Israele sul gigante filisteo Golia, si deve probabilmente allo stesso pittore. David non manifesta un fiero atteggiamento di trionfo mentre regge e osserva il capo mozzato di Golia; la sua espressione è piuttosto di pietà verso quel “peccatore”, nel cui viso Caravaggio avrebbe raffigurato il proprio autoritratto. La descrizione del volto di Golia, così vividamente espressiva nella fronte corrugata, la bocca spalancata per l’ultimo respiro, lo sguardo sofferente, l’incarnato esanime, rappresenta il risultato del dramma umano vissuto dall’artista. L’iscrizione che compare sulla spada “H.AS O S” è stata sciolta dalla critica con il motto agostiniano Humilitas occidit superbiam. L’episodio biblico diventa quindi impressionante testimonianza degli ultimi mesi di vita di Caravaggio, rendendo plausibile l’ipotesi secondo la quale il pittore avrebbe inviato la tela al cardinale Scipione Borghese, quale dono da recapitare al pontefice Paolo V per ottenere il perdono e il ritorno in patria. La grazia fu accordata ma Caravaggio, quasi al termine del viaggio verso Roma, morì sulla spiaggia di Porto Ercole per circostanze ancora misteriose. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)

Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: David con la testa di Golia
Supporto: Olio su tela
Anno: 1609 - 1610
Misure (cm.): 125 x 100
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

lunedì 13 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Giovanni Battista

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Giovanni Battista (1609-1610) Galleria Borghese - Roma
Probabilmente la tela fa parte delle tre portate dall’artista durante il viaggio da Napoli a Roma, intrapreso nel 1610, con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte per omicidio inflittagli (1606) da Paolo V. L’intento era quello di ottenere l’intercessione presso il papa, offrendo in dono le opere al cardinal nepote Scipione Borghese, appassionato collezionista che già possedeva la Madonna dei Palafrenieri, Il ragazzo con il canestro di frutta e l’Autoritratto in veste di Bacco. Nei pressi di Palo, sulla costa a nord di Roma, Caravaggio per uno scambio di persona venne imprigionato per due giorni, perdendo così la nave che portava il suo bagaglio. Nel disperato tentativo di recuperarlo, trovò la morte sulla spiaggia di Port’Ercole.
Il dipinto è stato tradizionalmente identificato come una variazione introspettiva sul tema dell’adolescente Battista segnato dal digiuno e dalla rinuncia, sorpreso a meditare in una cornice naturalistica ombrosa, con la presenza dell’ariete a prefigurare la redenzione dell’uomo attraverso il sacrificio del Cristo. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)



Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: San Giovanni Battista
Supporto: Olio su tela
Anno: 1609 - 1610
Misure (cm.): 159 x 124
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

domenica 12 luglio 2020

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Palafrenieri

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Palafrenieri (1605-1606) Galleria Borghese - Roma
Il dipinto fu commissionato dalla Arciconfraternita dei Palafrenieri per il proprio altare, dedicato a Sant’Anna, nella nuova basilica di San Pietro. L’opera rimase nella sede originaria solo pochi giorni, poi venne trasferita nella chiesa di Sant’Anna dei Palafrenieri e infine acquistata dal cardinale Borghese. Sono ancora incerte le cause della sua rimozione dall’altare: forse per motivi di decoro – vista la scollatura della Vergine e la nudità di un bambino non più in fasce – oppure per ragioni di carattere teologico, o più probabilmente per assecondare il desiderio di possesso del cardinal Scipione, nella cui collezione subito dopo il dipinto entrò a far parte. Caravaggio illustra il tema dell’Immacolata Concezione dipingendo la Vergine, simbolo della Chiesa, mentre schiaccia il serpente del Peccato aiutata dalla spinta del piede del Figlio. Accanto a loro, ma in posizione più distaccata, compare Sant’Anna, personificazione della Grazia: proprio questa apparente separazione della Grazia dall’opera di salvezza dell’umanità, in anni di acceso dibattito in seno alla Controriforma, poteva essere guardata con sospetto. Quali che furono i motivi reali, il cardinal nepote riuscì a ottenere il dipinto per una cifra irrisoria. (testo tratto dal sito Galleria Borghese)





Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio ( Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Madonna dei Palafrenieri
Supporto: Olio su tela
Anno: 1592 - 1595
Misure (cm.): 292 x 211
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...