domenica 4 febbraio 2024

PLAUTILLA BRICCI, PITTRICE e ARCHITETTRICE

© Photo by Massimo Gaudio


Pittore sconosciuto, Ritratto di architettrice (Plautilla Bricci) (1655-1663 ca.) Olio su tela, Collezione privata

Andare in giro per Roma, visitare luoghi che conosci ma ne ignori la storia.
Quante volte sono passato vicino a una facciata di un muro di cinta un po' bizzarra che ricorda uno scoglio. Quante volte sono entrato in una chiesa dove le star sono tre tele di Caravaggio e restare colpiti da una pala d'altare che ti chiede di essere presa in considerazione per via della sua bellezza. Bene, queste sono soltanto due delle tante opere realizzate da Plautilla Bricci, pittrice e soprattutto "architettrice".
Il termine "architettrice" si rese necessario per evidenziare la circostanza eccezionale che la vide pioniera nel settore, visto che fino a quel momento c'erano soltanto architetti uomini.
Il ritratto che si vede qui sopra proveniente da una colleziona privata di Los Angeles, è forse il ritratto dell'artista negli anni della sua consacrazione come architettrice nel 1663 all'apertura del cantiere di Villa Benedetta al Gianicolo. Purtroppo, di quella villa non è rimasto quasi più niente a seguito dei bombardamenti da parte dell'esercito francese nel 1849, infatti fino a quel momento quella era l'opera più rappresentativa della Bricci come architettrice, dove intervenne anche come pittrice insieme a pittori del calibro di Cortona e Grimaldi. La villa venne chiamata Casino del Vascello per via del suo aspetto che ricorda appunto un vascello sopra uno scoglio. Come già detto, di Villa Benedetta è rimasto soltanto lo scoglio di impronta berniniana.
Disegnatore di casa Giraud, Sezioni e prospetti del Casino del Vascello (1792-1810)

Il Casino del Vascello come si presenta oggi

La chiesa di San Luigi dei Francesi che si trova a pochi metri da Palazzo Madama in Roma, ospita la Cappella Contarelli con tre tele di Caravaggio; ospita anche la Cappella di San Luigi re di Francia dov'è collocata la pala d'altare con il santo dipinto e firmato dalla Bricci che oltretutto ha diretto i lavori di edificazione della chiesa avvenuta tra il 1672 e il 1680.

Plautilla Bricci, San Luigi IX di Francia tra la Storia e la Fede (1676-1680), Olio su tela

Cappella di san Luigi Re di Francia, Chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma

Grazie all'abate Elpidio Benedetti, Plautilla Bricci si poté affermare come architettrice e come pittrice. La Compagnia della Misericordia di Poggio Mirteto nella provincia di Rieti, borgo originario dell'abate che grazie alla sua mediazione, diede mandato alla Bricci per la realizzazione di uno stendardo processionale di san Giovanni Battista protettore della Compagnia. L'artista dipinse la tela di lino a olio su entrambe le parti. In un manoscritto della confraternita c'è scritto che per quel lavoro saldò nel 1675 cento scudi giudicando "bellissima" l'opera della "Signora Plautilla Briccia pittrice".

Plautilla Bricci, Il martirio di san Giovanni Battista (1675)

Plautilla Bricci, La nascita di san Giovanni Battista (1675)

Plautilla Bricci e Elpidio Benedetti, Progetto per monumento funebre del card.  Giulio Mazzarino (1657)

Plautilla Bricci e Elpidio Benedetti, Progetto per monumento funebre del card. Giulio Mazzarino (1657)

Plautilla Bricci e Elpidio Benedetti, Progetto per la scalinata di Trinità dei Monti (1660)

Plautilla Bricci, Madonna col Bambino (Icona miracolosa della Vergine del Carmelo) (1640ca.), Olio su tela

Plautilla Bricci, Madonna del Rosario con i santi Domenico e Caterina da Siena (1652), Olio su tela

Plautilla Bricci, Madonna del Rosario con i santi Domenico e Liborio (1683-1687), Olio su tela

Plautilla Bricci, Un angelo offre il Sacro Cuore di Gesù all'Eterno Padre (1669-1674ca.), Tempera su tela

Vi ringrazio.

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Massimo

lunedì 29 gennaio 2024

GIACOMO BALLA A ROMA

© Photo by Massimo Gaudio


Giacomo Balla, La figlia del pittore (1939)

Giacomo Balla (Torino 1871 - Roma 1958) nonostante sia rimasto orfano all'età di nove anni, è riuscito grazie alla madre ad intraprendere un percorso artistico che lo ha portato a diventare uno degli artisti più di rilievo all'interno del divisionismo prima e del movimento futurista poi passando attraverso il dinamismo.
All'età di 24 anni si trasferisce a Roma con la madre dove incontra Elisa Marcucci, la futura moglie conosciuta grazie alla sua amicizia con Duilio Cambellotti. Dal matrimonio nascono Luce ed Elica.
Fino al primo decennio del XX secolo, si è dedicato a una intensa realizzazione di opere racchiuse nel suo primo periodo stilistico, il divisionismo, del quale è stato un grande rappresentante e nel 1903 espone alla quinta Biennale di Venezia.
Il 1910 è stato lo spartiacque nella vita artistica di Balla, infatti in quell'anno insieme a Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e Luigi Russolo firmando il Manifesto tecnico della pittura futurista, dà vita al movimento futurista che da lì in poi lo vede in prima linea nella creazione di opere molto apprezzare anche a livello internazionale tanto che nel 1949 le sue opere furono esposte al MoMa di New York durante la mostra dedicata all'Arte italiana del XX secolo.
Durante il periodo fascista è stato molto apprezzato dalla critica diventando negli anni Trenta l'artista del fascismo per eccellenza; infatti, la statuetta del 1926 raffigurante Mussolini e il dipinto de La Marcia su Roma del 1935 ne sono un esempio.
Nel 1937 dopo aver pubblicato una lettera sulle pagine del giornale Perseo, dichiarando di non avere più voglia di stare insieme a "individui opportunisti e arrivisti", lasciò il movimento futurista tornando in tarda età al figurativismo.
Nel 1958 all'età di 86 anni muore a Roma dove riposa nel Cimitero del Verano.
Tutti i dipinti presenti in questo articolo sono esposti nei seguenti musei romani: Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Museo Boncompagni-Ludovisi e Galleria d'arte Moderna del Comune di Roma.

Giacomo Balla, Dimostrazione interventista - Bandiere all'Altare della Patria (1915)

Giacomo Balla, Estensione Dinamica+Velocità (1913 ca.)

Giacomo Balla, I malati (1903)

Giacomo Balla, Il dubbio (1907-1908)

Giacomo Balla, Il mendicante (1902)

Giacomo Balla, Insidie di guerra (1915)

Giacomo Balla, La Bionbruna  (1926)

Giacomo Balla, La pazza (1905)

Giacomo Balla, Le frecce della vita (1928)

Giacomo Balla, Linea di velocità + forma + rumore (1915)

Giacomo Balla, Ritratto all'aperto (1902 ca.)

Giacomo Balla, Ritratto di Luce (1910)

Giacomo Balla, Villa Borghese- Parco dei daini (1910)



Vi ringrazio.

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Massimo

giovedì 25 gennaio 2024

RAFFAELLO, LA FORNARINA (1520 ca.)

© Photo by Massimo Gaudio


Raffaello Sanzio, La Fornarina (1520 ca.), Olio su tavola, cm. 87 x 63

Nella Galleria Nazionale d'Arte Antica Palazzo Barberini in Roma, è esposto uno degli ultimi dipinti del pittore urbinate Raffaello Sanzio. Il titolo dell'opera è La Fornarina databile intorno il 1520. La modella ritratta dovrebbe essere Margherita Luti, figlia di un fornaio del rione Trastevere a Roma che sembra fosse anche la sua amante. L'artista ha ambientato il ritratto della giovane donna all'aperto, in un giardino nel tardo pomeriggio, seduta, seminuda, con i seni scoperti ma con il resto del corpo coperto sia da un velo che le copre il grembo che una stoffa più pesante di color rosso che le copre le gambe. Le mani sembrano voler coprire il più possibile le nudità, ma lo sguardo sereno e un sorriso appena accennato, tradiscono l'imbarazzo. Il pittore ha lasciato la sua firma sul bracciale che la modella porta al braccio sinistro su cui si legge RAPHAEL URBINAS.




Vi ringrazio.

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Massimo

BARTOLOMEO MANFREDI, DAVID (1615-1620)

© Photo by Massimo Gaudio


Bartolomeo Manfredi, David (1615-1620)

C'è una sala al secondo piano del Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini che si chiama Sala di Santa Petronilla, dove sono esposti quadri di molti pittori importanti, tra cui due di Caravaggio. Rimanendo nell'ambito di quest'ultimo, in questa sala si trova il dipinto di un pittore nativo di Ostiano. Trasferito a Roma nel 1607 abbraccia il caravaggismo romano diventando uno dei maggiori esponenti. Il pittore lombardo si chiama Bartolomeo Manfredi (Ostiano 1582 - Roma 1622) e il titolo del quadro esposto è David, databile tra il 1615 e il 1620.


Vi ringrazio.

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Massimo

ARTISTI ITALIANI E LE LORO OPERE SULLE BANCONOTE ITALIANE

© Photo by Massimo Gaudio


Degli artisti del passato conosciamo i loro lavori più o meno famosi. Ma conosciamo i loro volti? Molti di loro ci hanno lasciato i loro autoritratti, alcuni hanno preferito essere ritratti e altri nulla. Molti di noi hanno avuto la possibilità di vedere i loro volti impressi sulle banconote italiane stampate dalla Banca d'Italia, grazie al lavoro straordinario e alla bravura degli incisori che hanno riportato sui biglietti sia i loro volti che le opere da loro effettuate. Tutto è partito nel 1962 quando per la prima volta è stato impresso sul fronte di una banconota da 10.000 Lire il volto di Michelangelo Buonarroti, mentre nel retro c'è Piazza del Campidoglio a Roma.


Nel 1967 è stata la volta del ritratto di Leonardo da Vinci impresso sul fronte delle banconote da 50.000 Lire, sul retro invece si trova il borgo medioevale di Vinci.


Il 1975 ha visto l'uscita dell'unica banconota da 20000 lire dedicata al Tiziano dove sul fronte si vede il suo ritratto, mentre sul retro è stata stampata una riproduzione dell'Amor Sacro e l'Amor Profano della Galleria Borghese.


Con le 10000 Lire stampate a partire dal 1976 in sostituzione di quelle con Michelangelo, non si vede il ritratto di un artista, ma l'opera eseguita. Il pittore è Andrea del Castagno e il dipinto stampato sulla banconota è Ritratto d'uomo a mezzobusto, sul retro invece si vedono le pietre bugnate a diamante e parte dell'entrata della Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli.


L'anno successivo, fu stampata una banconota da 100.000 lire con raffigurata una delle Grazie tratta dal celebre dipinto della Primavera di Sandro Botticelli esposto alla Galleria degli Uffizi.

Un anno dopo si è ripetuta la stessa cosa, infatti anche questa volta sul fronte della banconota da 5000 Lire è stata stampato il dipinto di Antonello da Messina dal titolo Ritratto d'uomo, mentre sul retro si trova una miscellanea di opere tra cui la Fontana delle tartarughe in Piazza Mattei a Roma e il rosone presente sulla facciata della Concattedrale di Troia nel foggiano.


Il volto del ritratto del Caravaggio è stato impresso sulle banconote da 100.000 Lire in due serie a partire dal 1983, di fianco al volto si trova il dipinto Buona ventura conservato al Museo del Louvre a Parigi, mentre sul retro è stato riprodotto il famoso dipinto Canestra di frutta conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.




Gian Lorenzo Bernini è stato dedicato il taglio da 50.000 lire, stampato in due serie diverse a partire dal 1984 ma con lo stesso Autoritratto custodito alla Galleria Borghese di Roma. Sullo stesso lato si vede un profilo della Fontana del Tritone a Roma.


Infine l'ultimo capolavoro degli incisori della Banca d'Italia riguarda la banconota da 500.000 Lire emessa nel 1997 dedicata al Raffaello Sanzio dove oltre il suo Autoritratto esposto agli Uffizi, si trova un particolare del suo affresco del Trionfo di Galatea nella Villa Farnesina a Roma. Sul lato verso è stato riprodotto il celebre affresco La Scuola di Atene presente in una delle Stanze di Raffaello ai Musei Vaticani.





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Massimo

mercoledì 24 gennaio 2024

VITTORIO MATTEO CORCOS, SOGNI (1896)

© Photo by Massimo Gaudio


Vittorio Matteo Corcos, Sogni (1896)

Nel quartiere Pinciano di Roma, di fronte al parco di Villa Borghese, si trova la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Tra le opere di pittori illustri come Klimt, Modigliani, Degas, Van Gogh e molti altri, ce n'è uno che cattura l'attenzione di molti. Mi riferisco a un dipinto del pittore livornese Vittorio Matteo Corcos dal titolo Sogni del 1896. Il dipinto ritrae Elena Vecchi, una giovane ragazza seduta su una panchina con accanto alcuni libri, un ombrellino parasole bianco e un cappellino in paglia da dove spunta una rosa che ha ormai perso i petali. L'artista è riuscito a dare alla figura della ragazza una tridimensionalità che la rende quasi reale, che ci catapulta verso il periodo della Belle Époque, dandoci quelle sensazioni tipiche del periodo.




Vi ringrazio.

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Massimo

SASSOFERRATO, MADONNA COL BAMBINO E ANGELI

© Photo by Massimo Gaudio


Giovan Battista Salvi detto SASSOFERRATO, Madonna con Bambino e angeli

Giovan Battista Salvi detto Sassoferrato per via del luogo in cui nacque nel 1609, è conosciuto per i suoi dipinti dove il soggetto principale è la Madonna. Si trasferì a Roma dal 1641 dove visse, si sposò e morì nel 1685.
La Galleria Corsini in Roma conserva una sua opera, un olio su tela che misura 100 x 75 cm, dove il soggetto è la Madonna col Bambino tra gli angeli. Mi piace molto quest'opera perché l'artista è riuscito a ricreare quell'atmosfera materna dove la Madre stringe a sé in un tenero abbraccio il proprio Bambino che dorme.



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Massimo

Villa Aldobrandini

  © Photo by  Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e v...