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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

GLI ARTISTI E LE LORO OPERE SULLE BANCONOTE ITALIANE

Nell'articolo di ieri ho posto un quesito: Degli artisti del passato conosciamo i loro lavori più o meno famosi. Ma conosciamo i loro volti?
Molti di loro ci hanno lasciato i loro autoritratti, alcuni hanno preferito essere ritratti ed altri nulla. Molti di noi hanno avuto la possibilità di vedere i loro volti impressi sulle banconote italiane stampate dalla Banca d'Italia, grazie al lavoro straordinario e dalla bravura degli incisori che hanno riportato sui biglietti sia i loro volti che le opere da loro effettuate.

Tutto è partito nel 1962 quando per la prima volta è stato impresso sul fronte di una banconota da 10.000 Lire il volto di Michelangelo Buonarroti, mentre nel retro c'è Piazza del Campidoglio a Roma.


Nel 1967 è stata la volta del ritratto di Leonardo da Vinci impresso sul fronte delle banconote da 50.000 Lire, sul retro invece si trova il borgo medioevale di Vinci.


il 1975 ha visto l'uscita dell'unica banconota da 20000 lire dedicata al Tiziano dove sul fronte si vede il suo ritratto, mentre sul retro è stata stampata una riproduzione dell'Amor Sacro e l'Amor Profano della Galleria Borghese.


Con le 10000 Lire stampate a partire dal 1976 in sostituzione di quelle con Michelangelo, non si vede il ritratto di un artista, ma l'opera eseguita. Il pittore è Andrea del Castagno ed il dipinto stampato sulla banconota è Ritratto d'uomo a mezzobusto, sul retro invece si vedono le pietre bugnate a diamante e parte dell'entrata della Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli.

L'anno successivo, fu stampata una banconota da 100.000 lire con raffigurata una delle Grazie tratta dal celebre dipinto della Primavera di Sandro Botticelli esposto alla Galleria degli Uffizi.


Un anno dopo si è ripetuta la stessa cosa, infatti anche questa volta sul fronte della banconota da 5000 Lire è stata stampato il dipinto di Antonello da Messina dal titolo Ritratto d'uomo, mentre sul retro si trova una miscellanea di opere tra cui la Fontana delle tartarughe in Piazza Mattei a Roma ed il rosone presente sulla facciata della Concattedrale di Troia nel foggiano.


Il volto del ritratto del Caravaggio è stato impresso sulle banconote da 100.000 Lire in due serie a partire dal 1983, di fianco al volto si trova il dipinto Buona ventura conservato al Museo del Louvre a Parigi, mentre sul retro è stato riprodotto il famoso dipinto Canestra di frutta conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.




Gian Lorenzo Bernini è stato dedicato il taglio da 50.000 lire, stampato in due serie diverse a partire dal 1984 ma con lo stesso Autoritratto custodito alla Galleria Borghese di Roma. sullo stesso lato si vede un profilo della Fontana del Tritone a Roma.


Infine l'ultimo capolavoro degli incisori della Banca d'Italia riguarda la banconota da 500.000 Lire emessa nel 1997 dedicata al Raffaello Sanzio dove oltre il suo Autoritratto esposto agi Uffizi, si trova un particolare del suo affresco del Trionfo di Galatea nella Villa Farnesina a Roma. Sul lato verso è stato riprodotto il celebre affresco La Scuola di Atene presente in una delle Stanze di Raffaello ai Musei Vaticani.

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