lunedì 1 luglio 2024

SANTUARIO DI SAN COSTANTINO A SEDILO (OR)

   © Photo by Massimo Gaudio

Santuario di San Costantino

Il santuario di San Costantino, chiamato anche santuario di Santu Antinu o Santu Antine, si trova su una collina che si chiama Monte Isei nel territorio di Sedilo nella provincia di Oristano.
Sorge su un edificio già preesistente eretto nel VI secolo forse dai monaci Basiliani in quello che era il villaggio di Nordai ma venne abbandonato intorno al XV secolo. Sempre nel XV secolo venne costruita una chiesetta della quale sono rimaste le mura della sagrestia e del presbiterio, La volta in stile gotico-aragonese di quest'ultimo risale alla fine del XVI secolo. 
Un secolo più tardi si decise di mettere mano alla struttura della chiesa che nel frattempo era diventata fatiscente, quindi fu demolita mantenendo il presbiterio e le due cappelle di fianco. Tutta la chiesa venne ampliata in lunghezza mantenendo le tre navate riprendendo il disegno di quella precedente, la volta della navata centrale è stata rialzata rispetto il presbiterio ma lo stesso presbiterio con le vicine cappelle risultano più alte rispetto la pavimentazione perché si decise di scavare per abbassarlo di un metro rendendo la volta ancora più alta. L'arco della cappella maggiore è a sesto acuto ed è sormontato da un piccolo rosone a forma di stella di Davide che la rende una delle poche chiese cattoliche esistenti in Sardegna ad averne una al suo interno.
La facciata rivolta verso ovest è stata ridisegnata e realizzata in conci di trachite rossa. Il portale è costituito da basi, semicolonne addossate e un timpano a forma triangolare e sopra di esso c'è una iscrizione dove è riportata la data dell'ultimazione di lavori della chiesa avvenuta nel 1789. Ai lati del portale si trovano due nicchie a conchiglia e nella parte superiore è collocato il campanile a vela.
Il santuario si trova all'interno di una cinta muraria che prende il nome di Sa Corte alla quale si accede sia attraverso un portale monumentale, sia attraverso uno più piccolo in trachite rossa chiuso con un cancello in ferro situato a destra di quello più grande. Oltre al santuario all'interno de Sa corte ci sono vari edifici tra i quali i muristenes, loggiati con il tetto sostenuto da piccoli pilastri e si trovano a destra e a sinistra dell'arco, In passato i muristenes venivano utilizzati dai pellegrini come alloggi, ora invece vengono utilizzati per fini commerciali come luoghi per la vendita di oggetti, bevande e cibo, come avviene per l'Ardia nei giorni 6 e 7 luglio di ogni anno.

Il Santuario visto fuori dalle mura

L'arco monumentale dell'ingresso al Santuario

Santuario di San Costantino e Sa Muredda

Facciata e portale
Iscrizione con l'anno dell'ultimazione della chiesa

Navata centrale

Navata centrale

Cappella maggiore e Presbiterio

Presbiterio

Altare maggiore

Statue lignee policrome di San Silvestro papa, San Costantino, Sant'Elena

Statua lignea policroma di San Costantino

Cappella di destra con statua lignea di Santo Stefano (XVII sec)

Cappella di sinistra con statua lignea di Santa Maria di Nordai (XVII sec)

Navata di destra

Navata di sinistra

Navata di sinistra, Teca con statua di San Costantino

Acquasantiera e sopra alcuni degli ex voto presenti

Transetto e Presbiterio

Transetto e Presbiterio

Transetto, Statua di San Costantino a cavallo

Navata centrale, Pulpito

Navata centrale verso l'ingresso

Controfacciata

Controfacciata, Vetrata con San Costantino

Volta

Muristenes

Boschetto 

Vista sul lago Omodeo

Vista sulla vallata antistante da una Muristenes

Vista sulla vallata antistante


Vi ringrazio.

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Massimo

mercoledì 26 giugno 2024

LE VETRATE DI DUILIO CAMBELLOTTI ALLA CASINA DELLE CIVETTE

 © Photo by Massimo Gaudio

Nel quartiere Nomentano di Roma c'è Villa Torlonia che oltre ad avere un bel parco con pini secolari ha varie costruzioni di pregio. Fanno parte del Museo Comunale di Villa Torlonia e tra di loro c'è la Casina delle Civette. Al suo interno si trovano molti disegni di progetti per le vetrate di vari edifici e chiese, inoltre ci sono molte vetrate artistiche di bellezza straordinaria realizzate da grandi artisti tra cui Duilio Cambellotti che con la sua fantasia ha creato opere con soggetti che vanno dalle civette alle fate passando attraverso cavalli, tralci di vegetazione e guerrieri.

Duilio Cambellotti, La fata (vetrata)


Duilio Cambellotti, La fata (1917) Cartone preparatorio

Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: La Fata
Datazione: 1917
Supporto : Vetri opalescenti, gemme (ovali, tonde, schegge). Tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette, Stanza della torretta
Luogo: Roma
Note: Cartone preparatorio a tempera e a matita
Stanza delle civette


Duilio Cambellitti, Finestra delle Civette (1914)


Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: Finestra con civetta
Datazione: 1918
Supporto : Vetri opalescenti, tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Luogo: Roma
Note: Stanza delle civette

Stanza delle civette, Duilio Cambellotti, Vetrate varie

 Duilio Cambellotti, Civetta (1914)
Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: Civetta
Datazione: 1914
Supporto : Vetri opalescenti, tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Luogo: Roma
Note: Stanza delle civette

Duilio Cambellotti, I Cavalli e nubi invernali (1924 ca.)


Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: I Cavalli e nubi invernali (1924 ca.)
Datazione: 1924
Supporto : Vetri opalescenti, tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Luogo: Roma
Note: Stanza delle civette


Duilio Cambellotti, i Guerrieri


Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: I Guerrieri
Datazione: -
Supporto : Vetri opalescenti, tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Luogo: Roma
Note: Stanza delle civette

Duilio Cambellotti, Volo di rondini (1913)

Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: Volo di rondini
Datazione: 1913
Supporto : Vetri opalescenti, tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Luogo: Roma
Note: Stanza delle civette

Duilio Cambellotti, Edera e Nastri (1918)

Autore: Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960)
Titolo: Edera e Nastri
Datazione: 1918
Supporto : Vetri opalescenti, tessitura a piombo di vario spessore
Misure (cm): -
Si trova: Museo Comunale di Villa Torlonia, Casina delle Civette
Luogo: Roma
Note: Salottino dei Satiri

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

venerdì 14 giugno 2024

MUSEI VATICANI, GLI ANGELI MUSICANTI DI MELOZZO DA FORLI'

© Photo by Massimo Gaudio

Melozzo degli Ambrosi detto MELOZZO da FORLI', Angelo musicante (1480 ca.)

Per via di tutte le meraviglie contenute all'interno dei Musei Vaticani un giorno solo non basta. Una persona è costretta a "sorvolare" sulla visione più accurata di ogni opera altrimenti non riesce a completare il giro e chissà quante opere ci sono nei magazzini che per un motivo o l'altro non vengono esposte. Per questo motivo lancio l'idea di realizzare una struttura alberghiera collegata ai Musei Vaticani per offrire una visita più accurata con o senza guida di almeno due giorni dedicata alla Grande Arte. Chissà, forse un giorno qualcuno leggerà di questa idea e la prenderà seriamente in considerazione.
Nel frattempo vi mostro una serie di angeli musicanti, raffigurati ognuno con uno strumento sia a percussione che a corda. Si tratta di affreschi staccati realizzati da Melozzo degli Ambrosi detto MELOZZO da FORLI' databili intorno all'anno 1480 ca. Facevano parte di un gruppo di figure varie come il Cristo asceso, gli apostoli e cherubini. Tutto l'affresco completo si trovava nell'abside della Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma che, a seguito di un ammodernamento della stessa agli inizi del 1700, si decise di staccarli e conservarli.






Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

martedì 11 giugno 2024

PALAZZO ALTIERI, LA SALA DA PRANZO

   © Photo by Massimo Gaudio

Palazzo Altieri verso la fine del Settecento

Palazzo Altieri si presenta come un tipico palazzo-villa cinquecentesco che nel corso dei secoli ha subito sia variazioni di proprietà, sia architettoniche, sia variazione di destinazione delle sale presenti nel palazzo, infatti, la sala da pranzo agli inizi del Settecento era una camera da letto. Fu Emilio Altieri nel 1781 a commissionare all'architetto Giuseppe Barberi il cambio di destinazione. La sala è un vero gioiello in stile neoclassico, dove ogni centimetro è stato ricoperto da pitture e stucchi. La sala è completamente tappezzata da tele che simulano dipinti murali con una tecnica chiamata marouflage molto in voga in Francia. Nei dipinti sono rappresentati paesaggi e palazzi di proprietà della famiglia Altieri, incastonati all'interno di figure mitologiche e grottesche che prendevano spunto dagli scavi di Pompei avviati da poco tempo. Molto interessante è la raffigurazione del palazzo di Monterano con la Fontana del leone progettata da Gian Lorenzo Bernini, perché del palazzo è rimasto il rudere in quella che è considerata una città fantasma.
Anche le sei porte a doppio battente che si affacciano sulla sala presentano pitture. Su ogni battente è raffigurato un amorino intento a svolgere attività legata a un mese dell'anno, inoltre sotto i loro piedi sono descritti anche i segni zodiacali corrispondenti. Sopra quattro delle sei porte ci sono altrettante nicchie dove trovano alloggio quattro putti che rappresentano le quattro stagioni. 







Soffitto

Grottesche sul soffitto

Palazzo di Monterano


Vi ringrazio.

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Massimo

venerdì 7 giugno 2024

CARAVAGGIO, MADONNA DEI PELLEGRINI (1604-1606)

  © Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Madonna dei Pellegrini  (16054-1606)

Gli elementi per criticare la Madonna dei Pellegrini di Caravaggio ci sono tutti. Tanto per cominciare la modella che impersona la Madonna era Maddalena Antognetti detta Lena, una nota cortigiana d'alto bordo molto conosciuta a Roma che tiene in braccio un bambino cresciutello che rappresenta Gesù. Non bastasse questo, Caravaggio, secondo una feroce critica del "nemico" Giovanni Baglione, si era permesso di inserire nel dipinto due pellegrini sudici; uno in ginocchio scalzo e "co' piedi fangosi di deretano" e l'altra sempre in ginocchio con "una cuffia sdrucita e sudicia di deretani". Ci sono state altre critiche negative nel tempo perché la rappresentazione della Madonna col Bambino non seguiva i canoni che fino a quel momento la voleva ritratta in modo quasi irraggiungibile, invece Caravaggio l'ha ritratta in modo semplice, molto terreno,  infatti, dallo stipo della propria casa la Madonna ha in braccio Gesù che impartisce la benedizione ai due pellegrini poveri con indosso vestiti sporchi e laceri. Si pensava che questa rappresentazione della Madonna da parte di Lena creasse scandalo e che venisse rifiutata dalla parte committente. Questo fortunatamente non accadde e non fecero neanche scalpore i piedi nudi e sporchi perché il popolo andava in pellegrinaggio a piedi nudi e questo Caravaggio lo sapeva bene in quanto molto probabilmente aveva visto i fedeli andare in pellegrinaggio durante l'Anno Santo del 1600.





Autore: Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO (Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: Madonna dei Pellegrini o di Loreto
Datazione: 1604-1606
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 260 x 150
Si trova: Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio
Luogo: Roma


Vi ringrazio.

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Massimo

martedì 4 giugno 2024

PALAZZO ALTIERI, LA SALA "DELLE BELLE"

  © Photo by Massimo Gaudio

La sala di Giuseppe o "delle Belle"


A nord di Roma è situato Oriolo Romano che, contrariamente dal nome e la breve distanza dalla Capitale, fa parte della provincia di Viterbo. Al centro della cittadina si trova Palazzo Altieri, edificato nella seconda metà del '500 dalla famiglia Santacroce, diventato in seguito proprietà degli Orsini e infine gli Altieri ne hanno mantenuto la proprietà per tre secoli esatti fino al 1971. Attualmente è di proprietà dello Stato Italiano ed è gestito dalla Direzione Regionale Musei Lazio.
Il Palazzo, che si presenta come un tipico palazzo-villa cinquecentesco, ha al suo interno numerose sale molte delle quali finemente affrescate, ma una su tutte ha catturato il mio interesse. Si tratta della Sala di Giuseppe chiamata anche "delle Belle" per via dei numerosi dipinti presenti sulle pareti.
La sala si chiama di Giuseppe per via degli affreschi realizzati nella volta che riguardano gli episodi della vita di Giuseppe tratti dalla Bibbia e voluti dal primo proprietario. Solo in seguito con la trasformazione in galleria di ritratti di dame ha assunto la denominazione "delle Belle". 
Il cardinale Chigi volle per il suo palazzo romano una raccolta di ritratti delle donne più belle e potenti di Roma, moda poi ripresa dalle altre nobili famiglie romane. Gli Altieri per la realizzazione della loro collezione di ritratti di donne nobili più in vista di Roma, interpellarono il pittore belga Jacob Ferdinand Voet che con la sua bottega realizzò una serie di sedici ritratti molti dei quali presenti nella sala. L'ultimo ritratto in fondo alla pagina non fa parte di quella collezione ma è riferito a Costanza Chigi e si trova all'interno della sua cornice originale.
Da questa collezione si può prendere spunto per vedere la moda del tempo, infatti, uno in particolare mi ha colpito per la precisione nei dettagli. Mi riferisco al ritratto di Eleonora Boncompagni Borghese. Ma non è l'unico che merita di essere nominato, infatti, ce ne sono altri che seguono quella ricercatezza nei dettagli che rendono questa collezione preziosa sotto il punto di vista qualitativo che riesce a mettere in risalto gli eccessi della moda contemporanea.


Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Anna Ceoli Vaini

Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di dama


Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Eleonora Boncompagni Borghese


Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Laura Caterina Altieri Orasini


Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Ludovica Altieri

Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Maria Mancini 

Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Maria Mancini

Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di Ortensia Mancini

Jacob Ferdinand Voet e bottega, Ritratto di sconosciuta

Ritratto di Costanza Chigi


Vi ringrazio.

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Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...