Passa ai contenuti principali

In primo piano

Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

LA CACCIA DI DIANA DEL DOMENICHINO

Domenico Zampieri detto DOMENICHINO, La caccia di Diana (1616-1617) - Galleria Borghese - Roma
Nella sala di Elena e Paride, sita al primo piano della Galleria Borghese a Roma, è esposta una grande tela del pittore bolognese Domenico Zampieri detto DOMENICHINO (1581-1641). Il dipinto è un olio su tela che misura 225 x 320 cm, intitolato La caccia di Diana eseguita tra il 1616 ed il 1617.
Il dipinto era stato commissionato dal cardinale Aldobrandini, ma Scipione Borghese lo sottrasse al pittore per la propria collezione facendolo "soggiornare" per alcuni giorni in carcere. In seguito però il Domenichino venne ricompensato con 150 scudi che servirono come pagamento sia per quest'opera che per La Sibilla attualmente esposta nella stessa sala.





Commenti

Post più popolari