martedì 7 aprile 2020

CACCIATA DEI MERCANTI DAL TEMPIO di VALENTIN DE BOULOGNE

Valentin de Boulogne, La cacciata dei mercanti dal tempio (1618-1622) - Palazzo Barberini - Roma

La grande tela mette fedelmente in scena l'episodio della cacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme così come viene descritto in particolare nel Vangelo di Giovanni (2, 12-25). Gesù, entrato nel tempio, scaccia con "una sferza di cordicelle" i venditori di pecore e colombe e rovescia i tavoli dei cambiavalute.
La tumultuosa azione è tutta compressa nel primissimo piano. La calca variopinta dei mercanti viene letteralmente travolta e sospinta a destra dall'impeto irresistibile del comando di Gesù, che pure non tradisce nel volto né ira e né violenta. Quasi confrontandosi con il Caravaggio della Vocazione di san Matteo in San Luigi dei francesi, Valentin esplora, in chiave dinamicamente superlativa, gli effetti della potenza del gesto di Cristo. (da Palazzo Barberini)

Autore: Valentin de Boulogne
Titolo: La cacciata dei mercanti dal tempio
Supporto: Olio su tela
Anno: 1618 - 1622
Misure (cm.): 195 x 260 Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

lunedì 6 aprile 2020

BUONA VENTURA di SIMON VOUET

Simon Vouet, La buona ventura (1617) - Palazzo Barberini - Roma
Un giovanotto dall'aria un po' rustica, si lascia convincere a farsi leggere la mano da una bella indovina, senza accorgersi della trappola che lo attende. Vouet si ispira al dipinto caravaggesco con lo stesso soggetto, oggi ai Musei Capitolini, per restituire una versione più esplicitamente ironica, se non sarcastica, come mostra l'impietosa rappresentazione del giovane ingenuo, più attratto dallo sguardo suadente della zingara che dalle sua capacità divinatorie. Alle sue spalle la vecchia megera ci rende suoi complici esibendo sguaiatamente il gesto volgare della "fiche", che non ha bisogno di traduzione e allude al furto della borsa del malcapitato credulone. Se la pittura è specchio della realtà, "ad vivum depicta", come recita l'iscrizione sul retro della tela, lo è innanzitutto perché anche in pittura non è tutto come sembra. (da Palazzo Barberini)
Autore: Simon Vouet
Titolo: La buona ventura
Supporto: Olio su tela
Anno: 1617
Misure (cm.): 95 x 137 Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

domenica 5 aprile 2020

NEGAZIONE DI PIETRO DI JUSEPE DE RIBERA

Jusepe de Ribera detto LO SPAGNOLETTO, Negazione di Pietro (1615-1616) - Palazzo Barberini - Roma
 Il soggetto ebbe molta fortuna tra gli imitatori di Caravaggio, giacché consentiva una ambientazione notturna, con vivaci effetti di luce, uno studio realistico dei tipi fisionomici, nonché una più immediata attualizzazione del racconto evangelico in termini di costumi, attitudini ed atmosfere.
Il pittore, memore della concentrata retorica gestuale della messa in scena del Merisi nella Chiamata di san Matteo, rovescia, per così dire, la dinamica drammaturgica dell'azione. Qui è san Pietro, ancora al limite del quadro, ma rimasto solo, ad esser fatto segno di un gesto che lo chiama in causa personalmente, un movimento che si ripete, come un'eco, nella mano scura del vecchio e in quella pallida della donna, cui l'apostolo risponde col proprio gesto, quasi a rendere tangibile il dramma della triplice negazione. (dal sito Palazzo Barberini)



Autore: Jusepe de Ribera detto lo SPAGNOLETTO
Titolo: Negazione di Pietro
Supporto: Olio su tela
Anno: 1615 - 1616
Misure (cm.): 163 x 233
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

sabato 4 aprile 2020

SANTA CECILIA E L'ANGELO DI CARLO SARACENI

Photo by Massimo Gaudio
Carlo Saraceni, Santa Cecilia e l'angelo (1610) - Palazzo Barberini - Roma
Il dipinto è un raffinato saggio di equilibrio formale, luministico e cromatico. La santa, considerata per tradizione patrona della musica, si accinge a un duetto celeste, accordando, istruita dall'angelo, le corde più gravi del suo liuto attiorbato, "ritratto" con meticolosa perizia. E al tema della divina armonia musicale sembrano intonarsi anche le corrispondenze alternate dei colori e il graduale modularsi del chiaroscuro, dalle ombre profonde ai riflessi sul serico panneggio e i lucidi strumenti, fino al candore delle ali angeliche.
L'opera, di cui si ignora l'originaria destinazione, è stata oggetto di ipotesi attributive alternative, in particola a favore del francese Guy François (1578-1650) attivo a Roma nel primo decennio del Seicento e non lontano dall'orbita caravaggesca. (da Palazzo Barberini)

Autore: Carlo Saraceni
Titolo: Santa Cecilia e l'angelo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1610 ca.
Misure (cm.): 172 x 139
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

venerdì 3 aprile 2020

SAN FRANCESCO SORRETTO DALL'ANGELO DI ORAZIO GENTILESCHI

Photo by Massimo Gaudio
Orazio Gentileschi, San Francesco sorretto dall'angelo (1612-1613) - Palazzo Barberini - Roma
 Come ricorda l'iscrizione della tela, molto probabilmente la tela fu realizzata per decorare l'oratorio romano di San Girolamo alla Carità, fondato nel 1612 dal religioso e compositore Orazio Griffi (1566-1624). Come la produzione musicale dello stesso Griffi, sodale di San Filippo Neri, anche il dipinto commissionato a Orazio Gentileschi (Pisa 1563 - Londra 1639) sembra improntato alla meditazione e alla edificazione spirituale.
Francesco non è rappresentato nel momento dell'estasi, ma mentre rivive la passione di Gesù: non a caso il suo deliquio ricorda da vicino le immagini dell'agonia nell'Orto degli ulivi, in cui, dalla fine del XVI secolo, Cristo viene spesso raffigurato quasi privo di sensi e fisicamente sorretto da un angelo. Altrettanto fisici sono i segni delle stimmate e della dolorosa imitazione di cristo che Francesco porta su di se. (da Palazzo Barberini)





Autore: Orazio Gentileschi
Titolo: San Francesco sorretto dall'angelo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1612 - 1613
Misure (cm.): 133 x 98
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

lunedì 30 marzo 2020

CRISTO BENEDICENTE DI CARLO CRIVELLI

Photo by Massimo Gaudio
Carlo Crivelli, Cristo benedicente (1490 ca.) Castel Sant'Angelo - Roma
Nella Sala di Perseo di Castel Sant'Angelo a Roma, sono esposte due tavole dell'artista veneto Carlo Crivelli ( Venezia 1430 ca. - Ascoli Piceno 1495), una di esse è Cristo benedicente realizzata intorno il 1490. Nonostante le sue origini veneziane, l'artista ebbe fortuna nelle marche dove diventò uno dei più importanti artisti della zona eseguendo sopratutto soggetti religiosi.

Autore: Carlo Crivelli
Titolo: Cristo benedicente
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1490 ca.
Misure (cm.): 33 x 26,5
Posizione: Castel Sant'Angelo
Località: Roma

sabato 28 marzo 2020

RITRATTO DI SIR ROBERT CLIVE DI ANTON VON MARON

Photo by Massimo Gaudio

Anton Von Maron, Ritrato di Sir Robert Clive (1766) - Palazzo Barberini - Roma

Molti pittori stranieri del passato hanno riconosciuto nell'arte italiana una fonte da dove attingere stili dai quali poter sviluppare le proprie capacità artistiche. Alcuni di essi hanno trovato in Italia una seconda patria dove vivere e lavorare fino alla fine dei propri giorni, come il pittore austriaco Anton Von Maron (Vienna 1733 - Roma 1808). In giovane età giunse con la famiglia a Roma, dove ebbe come maestro il tedesco Anton Raphael Mengs e dove, con il tempo e la fama di eccellente ritrattista, divenne direttore dell'Accademia di San Luca. Nella Galleria d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, è esposta una sua tela dal titolo Ritratto di Sir Robert Clive realizzata nel 1766. "Clive of India", così veniva soprannominato, era il potente governatore del Bengala e l'artista aggiunse al ritratto un tocco di internazionalità con riferimenti esotici, molto in voga in quei tempi.






Autore: Anton Von Maron
Titolo: Ritratto di Sir Robert Clive
Supporto: Olio su tela
Anno: 1766
Misure (cm.): 150 x 120
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

Il busto di San Francesco d'Assisi e l'autoritratto angosciato di Adolf Wildt

© Photo by  Massimo Gaudio Adolf Wildt, Maschera del dolore (Autoritratto) (1909) Marmo bianco, 37 x 33 x 20 cm, Galleria Comunale di Arte M...