lunedì 29 gennaio 2024

GIACOMO BALLA A ROMA

© Photo by Massimo Gaudio


Giacomo Balla, La figlia del pittore (1939)

Giacomo Balla (Torino 1871 - Roma 1958) nonostante sia rimasto orfano all'età di nove anni, è riuscito grazie alla madre ad intraprendere un percorso artistico che lo ha portato a diventare uno degli artisti più di rilievo all'interno del divisionismo prima e del movimento futurista poi passando attraverso il dinamismo.
All'età di 24 anni si trasferisce a Roma con la madre dove incontra Elisa Marcucci, la futura moglie conosciuta grazie alla sua amicizia con Duilio Cambellotti. Dal matrimonio nascono Luce ed Elica.
Fino al primo decennio del XX secolo, si è dedicato a una intensa realizzazione di opere racchiuse nel suo primo periodo stilistico, il divisionismo, del quale è stato un grande rappresentante e nel 1903 espone alla quinta Biennale di Venezia.
Il 1910 è stato lo spartiacque nella vita artistica di Balla, infatti in quell'anno insieme a Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e Luigi Russolo firmando il Manifesto tecnico della pittura futurista, dà vita al movimento futurista che da lì in poi lo vede in prima linea nella creazione di opere molto apprezzare anche a livello internazionale tanto che nel 1949 le sue opere furono esposte al MoMa di New York durante la mostra dedicata all'Arte italiana del XX secolo.
Durante il periodo fascista è stato molto apprezzato dalla critica diventando negli anni Trenta l'artista del fascismo per eccellenza; infatti, la statuetta del 1926 raffigurante Mussolini e il dipinto de La Marcia su Roma del 1935 ne sono un esempio.
Nel 1937 dopo aver pubblicato una lettera sulle pagine del giornale Perseo, dichiarando di non avere più voglia di stare insieme a "individui opportunisti e arrivisti", lasciò il movimento futurista tornando in tarda età al figurativismo.
Nel 1958 all'età di 86 anni muore a Roma dove riposa nel Cimitero del Verano.
Tutti i dipinti presenti in questo articolo sono esposti nei seguenti musei romani: Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Museo Boncompagni-Ludovisi e Galleria d'arte Moderna del Comune di Roma.

Giacomo Balla, Dimostrazione interventista - Bandiere all'Altare della Patria (1915)

Giacomo Balla, Estensione Dinamica+Velocità (1913 ca.)

Giacomo Balla, I malati (1903)

Giacomo Balla, Il dubbio (1907-1908)

Giacomo Balla, Il mendicante (1902)

Giacomo Balla, Insidie di guerra (1915)

Giacomo Balla, La Bionbruna  (1926)

Giacomo Balla, La pazza (1905)

Giacomo Balla, Le frecce della vita (1928)

Giacomo Balla, Linea di velocità + forma + rumore (1915)

Giacomo Balla, Ritratto all'aperto (1902 ca.)

Giacomo Balla, Ritratto di Luce (1910)

Giacomo Balla, Villa Borghese- Parco dei daini (1910)



Vi ringrazio.

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Massimo

giovedì 25 gennaio 2024

RAFFAELLO, LA FORNARINA (1520 ca.)

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Raffaello Sanzio, La Fornarina (1520 ca.), Olio su tavola, cm. 87 x 63

Nella Galleria Nazionale d'Arte Antica Palazzo Barberini in Roma, è esposto uno degli ultimi dipinti del pittore urbinate Raffaello Sanzio. Il titolo dell'opera è La Fornarina databile intorno il 1520. La modella ritratta dovrebbe essere Margherita Luti, figlia di un fornaio del rione Trastevere a Roma che sembra fosse anche la sua amante. L'artista ha ambientato il ritratto della giovane donna all'aperto, in un giardino nel tardo pomeriggio, seduta, seminuda, con i seni scoperti ma con il resto del corpo coperto sia da un velo che le copre il grembo che una stoffa più pesante di color rosso che le copre le gambe. Le mani sembrano voler coprire il più possibile le nudità, ma lo sguardo sereno e un sorriso appena accennato, tradiscono l'imbarazzo. Il pittore ha lasciato la sua firma sul bracciale che la modella porta al braccio sinistro su cui si legge RAPHAEL URBINAS.




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Massimo

BARTOLOMEO MANFREDI, DAVID (1615-1620)

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Bartolomeo Manfredi, David (1615-1620)

C'è una sala al secondo piano del Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini che si chiama Sala di Santa Petronilla, dove sono esposti quadri di molti pittori importanti, tra cui due di Caravaggio. Rimanendo nell'ambito di quest'ultimo, in questa sala si trova il dipinto di un pittore nativo di Ostiano. Trasferito a Roma nel 1607 abbraccia il caravaggismo romano diventando uno dei maggiori esponenti. Il pittore lombardo si chiama Bartolomeo Manfredi (Ostiano 1582 - Roma 1622) e il titolo del quadro esposto è David, databile tra il 1615 e il 1620.


Vi ringrazio.

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Massimo

ARTISTI ITALIANI E LE LORO OPERE SULLE BANCONOTE ITALIANE

© Photo by Massimo Gaudio


Degli artisti del passato conosciamo i loro lavori più o meno famosi. Ma conosciamo i loro volti? Molti di loro ci hanno lasciato i loro autoritratti, alcuni hanno preferito essere ritratti e altri nulla. Molti di noi hanno avuto la possibilità di vedere i loro volti impressi sulle banconote italiane stampate dalla Banca d'Italia, grazie al lavoro straordinario e alla bravura degli incisori che hanno riportato sui biglietti sia i loro volti che le opere da loro effettuate. Tutto è partito nel 1962 quando per la prima volta è stato impresso sul fronte di una banconota da 10.000 Lire il volto di Michelangelo Buonarroti, mentre nel retro c'è Piazza del Campidoglio a Roma.


Nel 1967 è stata la volta del ritratto di Leonardo da Vinci impresso sul fronte delle banconote da 50.000 Lire, sul retro invece si trova il borgo medioevale di Vinci.


Il 1975 ha visto l'uscita dell'unica banconota da 20000 lire dedicata al Tiziano dove sul fronte si vede il suo ritratto, mentre sul retro è stata stampata una riproduzione dell'Amor Sacro e l'Amor Profano della Galleria Borghese.


Con le 10000 Lire stampate a partire dal 1976 in sostituzione di quelle con Michelangelo, non si vede il ritratto di un artista, ma l'opera eseguita. Il pittore è Andrea del Castagno e il dipinto stampato sulla banconota è Ritratto d'uomo a mezzobusto, sul retro invece si vedono le pietre bugnate a diamante e parte dell'entrata della Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli.


L'anno successivo, fu stampata una banconota da 100.000 lire con raffigurata una delle Grazie tratta dal celebre dipinto della Primavera di Sandro Botticelli esposto alla Galleria degli Uffizi.

Un anno dopo si è ripetuta la stessa cosa, infatti anche questa volta sul fronte della banconota da 5000 Lire è stata stampato il dipinto di Antonello da Messina dal titolo Ritratto d'uomo, mentre sul retro si trova una miscellanea di opere tra cui la Fontana delle tartarughe in Piazza Mattei a Roma e il rosone presente sulla facciata della Concattedrale di Troia nel foggiano.


Il volto del ritratto del Caravaggio è stato impresso sulle banconote da 100.000 Lire in due serie a partire dal 1983, di fianco al volto si trova il dipinto Buona ventura conservato al Museo del Louvre a Parigi, mentre sul retro è stato riprodotto il famoso dipinto Canestra di frutta conservato nella Pinacoteca Ambrosiana di Milano.




Gian Lorenzo Bernini è stato dedicato il taglio da 50.000 lire, stampato in due serie diverse a partire dal 1984 ma con lo stesso Autoritratto custodito alla Galleria Borghese di Roma. Sullo stesso lato si vede un profilo della Fontana del Tritone a Roma.


Infine l'ultimo capolavoro degli incisori della Banca d'Italia riguarda la banconota da 500.000 Lire emessa nel 1997 dedicata al Raffaello Sanzio dove oltre il suo Autoritratto esposto agli Uffizi, si trova un particolare del suo affresco del Trionfo di Galatea nella Villa Farnesina a Roma. Sul lato verso è stato riprodotto il celebre affresco La Scuola di Atene presente in una delle Stanze di Raffaello ai Musei Vaticani.





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Massimo

mercoledì 24 gennaio 2024

VITTORIO MATTEO CORCOS, SOGNI (1896)

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Vittorio Matteo Corcos, Sogni (1896)

Nel quartiere Pinciano di Roma, di fronte al parco di Villa Borghese, si trova la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Tra le opere di pittori illustri come Klimt, Modigliani, Degas, Van Gogh e molti altri, ce n'è uno che cattura l'attenzione di molti. Mi riferisco a un dipinto del pittore livornese Vittorio Matteo Corcos dal titolo Sogni del 1896. Il dipinto ritrae Elena Vecchi, una giovane ragazza seduta su una panchina con accanto alcuni libri, un ombrellino parasole bianco e un cappellino in paglia da dove spunta una rosa che ha ormai perso i petali. L'artista è riuscito a dare alla figura della ragazza una tridimensionalità che la rende quasi reale, che ci catapulta verso il periodo della Belle Époque, dandoci quelle sensazioni tipiche del periodo.




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Massimo

SASSOFERRATO, MADONNA COL BAMBINO E ANGELI

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Giovan Battista Salvi detto SASSOFERRATO, Madonna con Bambino e angeli

Giovan Battista Salvi detto Sassoferrato per via del luogo in cui nacque nel 1609, è conosciuto per i suoi dipinti dove il soggetto principale è la Madonna. Si trasferì a Roma dal 1641 dove visse, si sposò e morì nel 1685.
La Galleria Corsini in Roma conserva una sua opera, un olio su tela che misura 100 x 75 cm, dove il soggetto è la Madonna col Bambino tra gli angeli. Mi piace molto quest'opera perché l'artista è riuscito a ricreare quell'atmosfera materna dove la Madre stringe a sé in un tenero abbraccio il proprio Bambino che dorme.



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Massimo

GIAN LORENZO BERNINI PITTORE

© Photo by Massimo Gaudio


Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto in età matura (1630-1635), Galleria Borghese, Roma

Tutti sanno che Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è stato un grande artista e uno dei massimi esponenti dello stile barocco. È stato uno dei più grandi scultori del '600 e le sue opere vengono ammirate sempre con grande interesse. Oltre a essere uno scultore molto attivo, è stato anche un grande architetto e a lui si devono interventi all'interno della Basilica papale di San Pietro e vari progetti di chiese sul suolo romano ai quali vanno aggiunti progetti urbanistici come piazze ed edifici. C'è anche un altro lato del Bernini che non viene tanto messo in risalto ed è quello pittorico. Non ci sono tante opere del maestro che si possono ammirare. A Galleria Borghese si trovano tre dipinti: un autoritratto giovanile del 1623, un autoritratto in età matura del 1630-1635 che tra l'altro è stato utilizzato per le banconote da 50.000 Lire prima e seconda serie, un secondo autoritratto giovanile del 1623. Il terzo si intitola Ritratto di fanciullo del 1638. Nella pinacoteca dei Musei Vaticani c'è un dipinto attribuito a lui che si intitola Testa di Giovane del 1635 ca. Palazzo Barberini ne ospita due: il primo si intitola David, mentre il secondo è il ritratto di papa Urbano VIII. Ho voluto aggiungere un ulteriore dipinto che si trova sempre nello stesso luogo, però è del pittore genovese Giovan Battista Gaulli detto IL BACICCIO che ritrae Gian Lorenzo Bernini.

Gian Lorenzo Bernini, Autoritratto giovanile (1623) Galleria Borghese, Roma

Gian Lorenzo Bernini, David (1625), olio su tela, cm. 75 x 65,5, Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di fanciullo (1638) Galleria Borghese, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Papa Urbano VIII (1631-1632), Olio su tela, cm. 70 x 65, Palazzo Barberini, Roma

Gian Lorenzo Bernini, Testa di giovane, attr. (1635 ca.) Pinacoteca Musei Vaticani

Giovan Battista Gaulli detto IL BACICCIO, Ritratto di Gian Lorenzo Bernini, Palazzo Barberini, Roma


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Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...