domenica 31 agosto 2025

ITALICS presenta L'Agenda e il Public Program di PANORAMA POZZUOLI, 10-14 settembre 2025

 

Pozzuoli Serapeum


ITALICS
presenta

L'Agenda e il Public Program
di PANORAMA POZZUOLI

 

Una mostra cittadina a cura di Chiara Parisi  
10-14 settembre 2025

 

www.italics.art | @italics.art | #PanoramaPozzuoli

lunedì 11 agosto 2025

IL PICCOLO PRINCIPE, L'INFANZIA IN TEMPO DI GUERRA AL MUSEO DELLA CIVILTA'

© Photo by Massimo Gaudio

Arsen Zavadov, Il banchetto di Baltazzar (2025) Olio su tela, 217 x 400 cm


Un luogo insolito per il tema affrontato, ospita una mostra particolare. Nel quartiere EUR di Roma e più precisamente al MUCIV Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari, si svolge una mostra che trova spunto dall'opera letteraria "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry, dove viene messa in risalto la riflessione su cosa significa essere giovani oggi, sia che si tratti di bambini o adolescenti che vivono in Ucraina.

E' proprio "Il Piccolo Principe" il nome che è stato dato alla mostra che raccoglie 34 opere tra dipinti e sculture realizzate da 25 artisti ucraini, alcuni noti, alcuni acclamati, altri criticati, ma tutti quanti legati dalla provenienza seppur diversa per scuola, per generazione, per approcci artistici e per le diverse zone del Paese. Per molti degli artisti presenti, questo racconto è stato il punto di partenza e di riflessione per sviluppare e creare le proprie opere.

La mostra invita a riflettere sulla profondità dell'esistenza umana, mentre i giovani di tutto il mondo si interrogano su chi sono, cosa diventeranno e la capacità di affrontare e superare gli eventi traumatici di questi tempi.

La mostra sarà visibile fino al 21 settembre 2025

Ivan Marchuk, La luna si levò sul Dnipro (1980) Tempera su tela, 70 x 100 cm

Lyubomyr Medvid, Ragazzi con le ruote (2025) Tempera su cartone e tela, 130 x 230 cm

Mykola Shymchuk, Dittico, Si vede bene solo con il cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi (2025) Olio su tela, 100 x 600 cm

Oleksandr Roitburd, Autunno a Boldinsk. Poeta nel dipinto (2020) Olio su tela, 170 x 140 cm

Petro Humeniuk, Dolore (1985) Olio su cartone, 62 x 95 cm

Roman Zhuk, Ritratto di Parsuna (2008) Olio su tela, 200 x 200 cm

Victor Sydorenko, La luce dei cambiamenti inevitabili (2023) Olio su tela, 200 x 300 cm

Volodymyr Bohuslavskyi, Chiaro di luna (1999) Olio su tela, 90 x 97 cm

Yuriy Syvyryn, Infanta in nero della serie Trasformazione (2020) Acrilico su tela, 200 x 150 cm

Sala espositiva

Sala espositiva

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

lunedì 4 agosto 2025

Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana al MUCIV-Museo delle Civiltà

 © Photo by Massimo Gaudio

Ex Voto


Fino al 1° marzo 2026 il MUCIV-Museo delle Civiltà presenta la mostra Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana: un percorso che si configura come un racconto sulle tradizioni popolari italiane in cui si intrecciano memoria e attualità, singoli e comunità, cultura e natura e in cui una pluralità di supporti e linguaggi accessibili si propone di diffonderne la conoscenza e accresce la consapevolezza del ruolo che esse possono rivestire anche nella società contemporanea.

Organizzata dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Culturae curata da Massimo Osanna (Direttore Generale Musei) e Andrea Viliani (DirettoreMUCIV), insieme a un’équipe multidisciplinare composta da Funzionarie e Funzionari della Direzione Generale Musei, del MUCIV-Museo delle Civiltà e dell’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, la mostra–realizzata con la collaborazione di Cristiana Perrella e progetto di allestimento di Forma fantasma con la co-progettazione dell’Arch. Maria Rosaria Lo Muzio,  si configura come un vero e proprio manifesto di cultura pubblica che ridefinisce il ruolo del museo come spazio-tempo accessibile alla molteplicità dei pubblici contemporanei.

Le fiabe sono vere... Stora popolare italiana intende ripensare il museo come esperienza inclusiva e plurale, laboratorio di incontro e confronto, trasformazione e partecipazione. Un percorso tra oltre 500 opere, tradipinti e disegni, abiti e maschere, amuleti e ex voto, attrezzi agricoli e veicoli di trasporto, strumenti musicali, giocattoli, fotografie, stampe e filmati, ispirato dalla struttura simbolica della fiaba così come definita da Italo Calvino nella prefazione all’antologia Fiabe italiane (1956). Un percorso che segue macroaree tematiche come la selva, il mare, la campagna, il paese, la dinamica fra lavoro e festa, il gioco, la magia e il viaggio, per provare a capire il mondo che cicirconda e a rintracciare le molteplici connessioni fra il nostro passato e il nostro presente. A guidare i visitatori sarà una fiaba, scritta appositamente per la mostra dalla narratologa Elena Zagaglia, che attraverso le avventure del protagonista Elio percorre tutte le 12 sezioni della mostra.

La mostra vuole essere, soprattutto, un esperimento museologico in cui antropologia, design,  pedagogia e tutela del patrimonio dialogano coni criteri dell’accessibilità e della partecipazione pubblica. Per questo nel progetto è stato sviluppato un articolato sistema di strumenti per l’accessibilità fisica, sensoriale, cognitiva, relazionale e simbolica, progettati in collaborazione con enti, associazioni di riferimento e professionisti cone senza disabilità, coordinati da Miriam Mandosi, per interpretare i contenuti della mostra da prospettive diverse e con l'obiettivo di delineare un caso-studio per la museologia italiana da testare e migliorare infuturo.

Le fiabe sono vere... Storia popolare italiana invita inoltre all’interazione del pubblico, invitato a completarela mostra con le proprie favole, oggetti, ricordi e storie, ovvero le proprie “tradizioni viventi”, da proporre al museo scrivendo a muciv.tradizioniviventi@cultura.gov.it. L’ingresso e la fine del percorso collocati in un’area al piano terra, evoca la "piazza di un paese” che per tutta la durata della mostra verrà animata e trasformata in uno spazio di eventi vivo, permeabile e condiviso, un’area di co-progettazione per scuole, famiglie, comunità patrimoniali e realtà associative.

A seguire ho inserito fotografie di soltanto alcuni degli oggetti presenti nella grande sala che ospita la mostra suddivisa in varie tipologie, ognuna dedicata a un settore lavorativo e di vita comune, mostra ampliata più nel dettaglio attraverso la collezione permanente presente nel museo iniziata agli inizi del XX secolo da Lamberto Loria (ultima fotografia).

La mostra si svolge presso il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari in piazza Guglielmo Marconi 8, Roma EUR


Carretto siciliano, Catania XIX-XX sec, Legno e ferro

Vari cesti provenienti dal territorio nazionale

Sicilia, Tela con scene di lavoro (XIX-XX sec) Tempera su tela

Odoardo Ferretti, Ritratto di Lamberto Loria (1939) Olio su tela


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

venerdì 18 luglio 2025

CARAVAGGIO: A CONFRONTO LE DUE CONVERSIONI DI SAULO A PALAZZO BARBERINI

© Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO
Conversione di Saulo (1600-1601 ca)
Collezione di Nicoletta Odescalchi

Sulla scia del grande successo della mostra Caravaggio 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica annunciano che la Conversione di Saulo – uno dei vertici della produzione del Merisi, noto come Pala Odescalchi – resterà straordinariamente esposta nelle sale di Palazzo Barberini fino all’autunno. Dal 24 luglio al 30 settembre 2025, il prezioso olio su tavola del Maestro lombardo sarà infatti ospitato nella Sala Paesaggi al piano nobile del museo, in dialogo con la copia ad altissima definizione della versione della Conversione realizzata da Caravaggio per la Cappella Cerasi, nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma. A completamento del dossier espositivo dedicato alla Pala Odescalchi sarà inoltre presentata la riflettografia infrarossa realizzata in occasione del restauro dell’opera nel 2006. 

Nel 1600 il banchiere Tiberio Cerasi commissionò a Caravaggio due dipinti per la sua cappella di famiglia. Per ragioni ancora poco chiare, le due opere – tra cui la Conversione di Saulo – non furono mai esposte nella Cappella, e il Merisi ne realizzò due nuove versioni, questa volta su tela, che oggi si possono ancora ammirare in Santa Maria del Popolo a Roma, di proprietà del Fondo Edifici di Culto. La pala originaria, invece, dopo vari passaggi di proprietà, è confluita nella collezione di Nicoletta Odescalchi, a cui appartiene tuttora. 

Lo straordinario accostamento delle due versioni della Conversione di Saulo consente di approfondire il processo creativo del Merisi e le profonde trasformazioni nella sua concezione pittorica, tra pathos drammatico e introspezione mistica. La prima versione – la cosiddetta Pala Odescalchi – colpisce per l’energia compositiva, il dinamismo della scena popolata da una “folla” di personaggi e per l’uso di colori particolarmente vivaci e brillanti. Diversa e successiva la versione oggi conservata in Santa Maria del Popolo – qui presentata in una riproduzione ad altissima risoluzione – fu dipinta su tela e in forma più raccolta, silenziosa e intima. 

Il focus sulla Pala Odescalchi si conclude con l’esposizione della copia della riflettografia infrarossa del dipinto, realizzata in occasione del restauro nel 2006: uno strumento che consente di evidenziare le scelte tecniche e compositive adottate da Caravaggio per quest’opera straordinaria. L'insolito supporto, costituito da sette assi orizzontali di cipresso, con una fascia perimetrale aggiunta in epoca successiva, ha richiesto una preparazione atipica per il Merisi: al posto della consueta imprimitura scura, l’artista ha utilizzato un fondo grigio chiaro steso in diagonale per simulare la trama della tela. La riflettografia ha rivelato anche incisioni a stilo, disegni a pennello e numerosi ripensamenti: il volto di Paolo è stato modificato più volte; Cristo era inizialmente senza barba; sono evidenti variazioni nelle armi, nella vegetazione e nei dettagli decorativi. A rendere ancora più vibrante la superficie pittorica contribuisce infine l’impiego di pigmenti pregiati e rari per Caravaggio, come l’azzurrite, l’argento e l’oro.

La riproduzione della Conversione di Saulo di Santa Maria del Popolo è stata realizzata da HALTADEFINIZIONE grazie al Fondo Edifici di Culto, Direzione Centrale degli affari dei culti e per l’amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno. Le indagini diagnostiche sono state fornite da M.I.D.A. di Claudio Falcucci. Partner assicurativo dell’evento MAG JLT.

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO
 Conversione di san Paolo (1600-1601)
Basilica di Santa Maria del Popolo

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Il busto di San Francesco d'Assisi e l'autoritratto angosciato di Adolf Wildt

© Photo by  Massimo Gaudio Adolf Wildt, Maschera del dolore (Autoritratto) (1909) Marmo bianco, 37 x 33 x 20 cm, Galleria Comunale di Arte M...