Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

CANOVA. ETERNA BELLEZZA A PALAZZO BRASCHI

Photo by Massimo Gaudio
Antonio D'Este, Busto di Antonio Canova (1832) - Musei Vaticani - Città del Vaticano
Erano mesi che attendevo il giorno del ritorno di Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) a Roma, e finalmente quel giorno è arrivato. La mostra a lui dedicata di chiama Canova. Eterna bellezza, che da oggi e fino al 15 Marzo 2020, si può visitare al Museo di Roma a Palazzo Braschi, dov'è possibile ammirare oltre 170 opere tra marmi, gessi, disegni, dipinti ed altro ancora provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo, dai Musei Vaticani e da varie parti d'Italia, che hanno unito tra il settecento e l'ottocento, Canova e gli artisti a lui legati, alla Città Eterna.
Si tratta sicuramente di un evento molto importante e per il lancio di ieri mattina c'è stata una conferenza stampa che si è svolta nel cortile di Palazzo Braschi. Ad aprire le danze c'è stato un personaggio di spicco della politica romana, infatti la Sindaca Virgina Raggi ha preso per prima la parola presentando le persone sedute vicino a Lei. Alla su a destra c'era il curatore della mostra il Prof. Giuseppe Pavanello, la Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali Maria Vittoria Marini Clarelli, mentre alla sua sinistra c'era Iole Siena che è a capo della società Artemisia e Francesco Moschini per l'Accademia Nazionale di San Luca.

Nel post di oggi metterò in risalto tre opere che meritano sicuramente di essere citate per prime, se non per il fatto che provengono da molto lontano. Sono quattro sculture provenienti dal Museo Statale Hermitage di San Pietroburgo. Brrr!!! che brividi. Già aver scritto il suo nome rende doveroso il rispetto che si deve portare ad un luogo che raccoglie moltissime opere importanti, come quelle che si trovano adesso a Roma, quindi consiglio a tutti coloro che hanno la possibilità di venire a Roma, di non perdere questa grande opportunità.
Nel percorso espositivo, la prima opera delle tre di oggi che si incontra è la Testa del Genio della Morte.





Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Genio della Morte
Datazione: 1789
Supporto: Marmo
Misure (cm): 86 x 38 x 38

La seconda si trova nella sala adiacente ed è Amorino alato, posta su di una pedana girevole in modo da far vedere l'opera completa. Fu proprio il Canova a dire che lo spettatore non deve girare intorno all'opera, lo spettatore deve stare fermo ed è l'opera che si deve muovere, come se prendesse vita.










Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Amorino alato
Datazione: 1794 - 1797
Supporto: Marmo
Misure (cm): 142 x 54,5 x 48

Alla fine del percorso si entra in una sala buia, dove al centro si trova la Danzatrice con le mani sui fianchi. Anche questa è posta su di una pedana rotante ed anche questa volta viene seguito il pensiero dell'artista citato poco fa, e l'effetto di vivacità viene "moltiplicato" dagli specchi che si trovano sulle pareti della sala.









Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Danzatrice con le mani sui fianchi
Datazione: 1806 - 1812
Supporto: Marmo
Misure (cm): 179 x 76 x 67

Al prossimo articolo di domani, sempre sulla mostra del Canova.

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