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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

CANOVA. ETERNA BELLEZZA A PALAZZO BRASCHI

Photo by Massimo Gaudio
Antonio D'Este, Busto di Antonio Canova (1832) - Musei Vaticani - Città del Vaticano
Erano mesi che attendevo il giorno del ritorno di Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) a Roma, e finalmente quel giorno è arrivato. La mostra a lui dedicata di chiama Canova. Eterna bellezza, che da oggi e fino al 15 Marzo 2020, si può visitare al Museo di Roma a Palazzo Braschi, dov'è possibile ammirare oltre 170 opere tra marmi, gessi, disegni, dipinti ed altro ancora provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo, dai Musei Vaticani e da varie parti d'Italia, che hanno unito tra il settecento e l'ottocento, Canova e gli artisti a lui legati, alla Città Eterna.
Si tratta sicuramente di un evento molto importante e per il lancio di ieri mattina c'è stata una conferenza stampa che si è svolta nel cortile di Palazzo Braschi. Ad aprire le danze c'è stato un personaggio di spicco della politica romana, infatti la Sindaca Virgina Raggi ha preso per prima la parola presentando le persone sedute vicino a Lei. Alla su a destra c'era il curatore della mostra il Prof. Giuseppe Pavanello, la Sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali Maria Vittoria Marini Clarelli, mentre alla sua sinistra c'era Iole Siena che è a capo della società Artemisia e Francesco Moschini per l'Accademia Nazionale di San Luca.

Nel post di oggi metterò in risalto tre opere che meritano sicuramente di essere citate per prime, se non per il fatto che provengono da molto lontano. Sono quattro sculture provenienti dal Museo Statale Hermitage di San Pietroburgo. Brrr!!! che brividi. Già aver scritto il suo nome rende doveroso il rispetto che si deve portare ad un luogo che raccoglie moltissime opere importanti, come quelle che si trovano adesso a Roma, quindi consiglio a tutti coloro che hanno la possibilità di venire a Roma, di non perdere questa grande opportunità.
Nel percorso espositivo, la prima opera delle tre di oggi che si incontra è la Testa del Genio della Morte.





Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Genio della Morte
Datazione: 1789
Supporto: Marmo
Misure (cm): 86 x 38 x 38

La seconda si trova nella sala adiacente ed è Amorino alato, posta su di una pedana girevole in modo da far vedere l'opera completa. Fu proprio il Canova a dire che lo spettatore non deve girare intorno all'opera, lo spettatore deve stare fermo ed è l'opera che si deve muovere, come se prendesse vita.










Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Amorino alato
Datazione: 1794 - 1797
Supporto: Marmo
Misure (cm): 142 x 54,5 x 48

Alla fine del percorso si entra in una sala buia, dove al centro si trova la Danzatrice con le mani sui fianchi. Anche questa è posta su di una pedana rotante ed anche questa volta viene seguito il pensiero dell'artista citato poco fa, e l'effetto di vivacità viene "moltiplicato" dagli specchi che si trovano sulle pareti della sala.









Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Danzatrice con le mani sui fianchi
Datazione: 1806 - 1812
Supporto: Marmo
Misure (cm): 179 x 76 x 67

Al prossimo articolo di domani, sempre sulla mostra del Canova.

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