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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

IL DITTICO DI GIULIO ARISTIDE SARTORIO ALLA GNAM

Photo by Massimo Gaudio
Giulio Aristide Sartorio, Diana di Efeso e gli schiavi (1899) Olio su tela, cm. 304 x 421 - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Nella Galleria Nazionale D'Arte Moderna che si trova a Roma nel quartiere Pinciano, sono esposti due dipinti del pittore romano Aristide Giulio Sartorio (Roma 1860 - 1932). Fanno parte di un dittico di grandi dimensioni, infatti misurano cm. 304 x 421 e sono collocati nella stessa Sala, uno di fronte all'altro. Le opere si intitolano Diana di Efeso e gli schiavi e La Gorgone e gli eroi, entrambi realizzati nel 1899 ed esposti in occasione della terza Biennale di Venezia svoltasi lo stesso anno, dove fu realizzata una personale con circa cinquanta sue opere ed in quell'occasione le due opere vennero acquistate dall'attuale Galleria.
Nella presentazione di queste tele, Giulio Aristide Sartorio affermò di aver raffigurato in queste opere "due aspetti della profonda vanità dell'esistenza umana", rappresentati dalle figure di Diana di Efeso che nutre i sogni degli uomini e la Gorgone che con la sua bellezza pietrificava chiunque la guardasse. Affermò inoltre che gli uomini "sono fatti della sostanza medesima dei loro sogni ed essi vengono qui rappresentati come dormienti, che stringono nelle mani i simboli delle proprie ambizioni"
Nella parte finale di questo articolo, si possono notare due Studi per La Gorgone e gli eroi esposti sempre nella stessa stanza degli altri due.





Giulio Aristide Sartorio, La Gorgone e gli eroi (1899) Olio su tela, cm. 304 x 421 - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma


  
Giulio Aristide Sartorio, Studio per La Gorgone e gli eroi (1895-1999) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Giulio Aristide Sartorio, Studio per La Gorgone e gli eroi (1895-1999) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma 

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