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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

IL DITTICO DI GIULIO ARISTIDE SARTORIO ALLA GNAM

Photo by Massimo Gaudio
Giulio Aristide Sartorio, Diana di Efeso e gli schiavi (1899) Olio su tela, cm. 304 x 421 - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Nella Galleria Nazionale D'Arte Moderna che si trova a Roma nel quartiere Pinciano, sono esposti due dipinti del pittore romano Aristide Giulio Sartorio (Roma 1860 - 1932). Fanno parte di un dittico di grandi dimensioni, infatti misurano cm. 304 x 421 e sono collocati nella stessa Sala, uno di fronte all'altro. Le opere si intitolano Diana di Efeso e gli schiavi e La Gorgone e gli eroi, entrambi realizzati nel 1899 ed esposti in occasione della terza Biennale di Venezia svoltasi lo stesso anno, dove fu realizzata una personale con circa cinquanta sue opere ed in quell'occasione le due opere vennero acquistate dall'attuale Galleria.
Nella presentazione di queste tele, Giulio Aristide Sartorio affermò di aver raffigurato in queste opere "due aspetti della profonda vanità dell'esistenza umana", rappresentati dalle figure di Diana di Efeso che nutre i sogni degli uomini e la Gorgone che con la sua bellezza pietrificava chiunque la guardasse. Affermò inoltre che gli uomini "sono fatti della sostanza medesima dei loro sogni ed essi vengono qui rappresentati come dormienti, che stringono nelle mani i simboli delle proprie ambizioni"
Nella parte finale di questo articolo, si possono notare due Studi per La Gorgone e gli eroi esposti sempre nella stessa stanza degli altri due.





Giulio Aristide Sartorio, La Gorgone e gli eroi (1899) Olio su tela, cm. 304 x 421 - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma


  
Giulio Aristide Sartorio, Studio per La Gorgone e gli eroi (1895-1999) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Giulio Aristide Sartorio, Studio per La Gorgone e gli eroi (1895-1999) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma 

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