Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

Salomè con la testa del Battista di Guido Reni

Guido Reni, Salomè con la testa del Battista (1638-1639 ca.) - Galleria Corsini - Roma
La figura di Salomè si staglia su un fondo grigio e indistinto, dal quale emerge portando su un piatto la testa recisa del Battista, da consegnare alla madre Erodiade. Il Vangelo (Mt. 14, 1-12) narra, infatti, che Erode Antipa avesse fatto arrestare il santo per l’aperta critica alla sua unione con Erodiade, già moglie del fratello, ma che non avesse avuto il coraggio di farlo uccidere. Durante un banchetto in suo onore, Salomè si esibì in una sensuale danza che colpì Erode talmente tanto da prometterle di esaudire qualunque suo desiderio; la fanciulla, istigata dalla madre, chiese allora di avere «su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». 
La versione di Guido Reni si concentra sulla messa in scena del contrasto tra l’episodio narrativo – una fanciulla che porta una testa mozzata su un piatto – e il volto di Salomè, che punta gli occhi sullo spettatore, mantenendo allo stesso tempo una gelida e impersonale distanza, accentuata dalla sapiente tecnica pittorica utilizzata da Reni, che fa emergere dalla tela le sue ricche vesti e il copricapo, attraverso pennellate lunghe e corpose. L’opera è, verosimilmente, quella acquistata dal cardinale Francesco Barberini il 13 dicembre 1639 e che entrò nella collezione Corsini come dono di monsignor Bardi a papa Clemente XII (1730-1740), diventandone subito uno dei dipinti più apprezzati, come testimoniano le numerose copie e le lodi che le sono dedicate nelle guide di Roma tra Settecento e Ottocento. (dal sito Galleria Corsini)
Autore: Guido Reni (Bologna 1575 - 1642)
Titolo: Salomè con la testa del Battista
Supporto: Olio su tela
Anno: 1638 - 1639 ca.
Misure (cm.): 134 x 97
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

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