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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Beato Angelico, Trittico (Ascensione, Giudizio Universale, Pentecoste)


Giovanni da Fiesole detto BEATO ANGELICO, Trittico con Ascenzione Giudizio Universale e Pentecoste (1447-1448) - Galleria Corsini - Roma
L’opera, donata al cardinale Lorenzo Corsini, ha fatto discutere a lungo gli studiosi: non era infatti chiaro se le tre tavolette fossero state concepite da Beato Angelico come un’opera unitaria oppure fossero state riadattate e messe assieme successivamente. I dubbi sorgevano per l’inusuale accostamento dei tre episodi raffigurati - AscensioneGiudizio UniversalePentecoste – e per una erronea lettura di un inventario Corsini, secondo la quale le tavolette furono donate separatamente e poi assemblate. Studi recenti hanno invece smentito sia quest’ultima ipotesi, sia la presunta incongruità dei tre episodi: tale associazione si ritrova infatti anche in altre opere ed è motivata da connessioni tematiche e dottrinali.

Il recente restauro ha permesso di recuperare i colori brillanti e la grande ricchezza di dettagli, tipici della produzione dell’artista fiorentino. Accanto a questi vanno notati la pacata espressività dei volti e l’impostazione geometrica delle scene: nel Giudizio, ad esempio, i due gruppi di redenti e dannati si accalcano rispettivamente a sinistra e a destra di una fila di tombe aperte nel terreno che, assieme al Cristo Giudice spartiscono esattamente a metà il pannello dipinto. (dal sito Galleria Corsini)

Autore: Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico (Vicchio 1395- Roma 1455)
Titolo: Trittico (Ascensione, Giudizio Universale, Pentecoste)
Supporto: Tempera su tavola
Anno: 1447 - 1448
Misure (cm.): 55 x 18,5; 55 x 38,5; 55 x 18
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

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