mercoledì 15 aprile 2020

LA VERGINE COL BAMBINO TRA I SANTI LORENZO, LUDOVICO DA TOLOSA, ERCOLANO E COSTANZO DEL PERUGINO

Photo by Massimo Gaudio
Pietro Vannucci detto IL PERUGINO, La Vergine col Bambino tra i santi Lorenzo, Ludovico da Tolosa, Ercolano e Costanzo - detta La Madonna dei Decemviri (1496) - Pinacoteca dei Musei Vaticani - Città del Vaticano

La pala, firmata dall'artista e commissionata dai Decemviri di Perugia per la cappella del Palazzo Pubblico, fu eseguita tra la fine del 1495 e il 1496. In origine l'opera si componeva di due elementi: la cimasa (parte alta), raffigurante Cristo nel sepolcro (ora alla Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia), e la tavola vaticana. In quest'ultima, al centro di un'architettura ad arcate la Vergine, col Bambino sulle ginocchia, siede su un trono monumentale, ai lati del quale si dispongono i SS. Lorenzo, Ludovico di Tolosa, Ercolano e Costanzo, protettori della città.
L'equilibrio della composizione, il chiaro impianto prospettico, l'armonia con cui le figure si accordano con il paesaggio, la grazia dei personaggi resi con tratti di ideale bellezza, sono elementi che caratterizzano tutta la produzione del Perugino consacrandone la vasta fama già riconosciutagli dai contemporanei. (dal sito Musei Vaticani)


Autore:      Pietro Vannucci detto il Perugino (Città della Pieve 1446 - Fontignano 1523)
Titolo: La Vergine col Bambino tra i santi Lorenzo, Ludovico da Tolosa, Ercolano e Costanzo (Pala dei Decemviri)
Supporto: Tempera grassa su tavola
Anno: 1495 - 1496
Misure (cm.): 193 x 165
Posizione: Musei Vaticani - Pinacoteca
Località: Città del Vaticano

martedì 14 aprile 2020

SAN GEROLAMO DI CARAVAGGIO

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Gerolamo (1605-1606) - Galleria Borghese - Roma
 Secondo quanto tramandato da Bellori, il dipinto fu eseguito dall'artista per il cardinale Scipione Borghese, ormai noto estimatore del promettente artista lombardo. Fino ad oggi, tuttavia, non risultano pervenuti documenti che ne testimoniano l'ingresso nella collezione. San Gerolamo, eremita, dottore della Chiesa e autore della traduzione della Bibbia dal greco al latino, la "Vulgata", è stato adottato di frequente nell'iconografia pittorica nel periodo della Controriforma, tanto che lo stesso Caravaggio eseguì almeno altre due tele con lo stesso soggetto.
Nell'opera della Galleria Borghese il santo, anziché essere raffigurato secondo l'iconografia dell'eremita penitente, viene presentato per le sue qualità di uomo di studi. Descritto come un anziano 'umanista' affiancato dalla complessa esegesi del testo sacro, Gerolamo è profondamente concentrato sul libro che tiene fra le dita sporche di inchiostro, intento nella sua scrittura. La partizione compositiva in due grandi campi di colore fra toni caldi, come l'incarnato del santo e il manto purpureo che ne ricopre le membra, e toni freddi, il libro aperto su cui campeggia il teschio e il drappo bianco, pare voler mettere in scena un dialogo tra contenuti simbolici di natura opposta: vita e morte, passato e presente. Per l'esecuzione rapida e per l'immediatezza della stesura del colore, parte della critica ha ipotizzato che la tela non sia mai stata terminata.





Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: San Gerolamo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1605 - 1606
Misure (cm.): 116 x 153
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

lunedì 13 aprile 2020

NOLI ME TANGERE DI ANDREA DEL SARTO

Photo by Massimo Gaudio
Andrea del Sarto, Noli me tangere (1510) - Galleria degli Uffizi - Firenze
Noli me tangere, letteralmente significa non mi toccareSi tratta di una frase attribuita a Gesù quando si rivolge così a Maria Maddalena subito dopo la risurrezione. L'artista esegui questa opera per la chiesa di San Gallo a Firenze e molto probabilmente valse la commissione di altre due opere sempre per convento agostiniano: L'Annunciazione e la TrinitàDopo la demolizione della chiesa nel 1531, la tavola, insieme ad altri importanti opere, fu trasferita nella chiesa di S. Jacopo tra i Fossi, e collocata nella cappella Morelli. La pala rimase nella cappella fino al 1849, per poi arrivare nelle residenze dei Morelli fino al 1875, quando entro' agli Uffizi.

Autore:       Andrea del Sarto (Firenze 1486 - 1530)
Titolo: Noli me tangere
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1510
Misure (cm.): 176 x 155
Posizione: Galleria degli Uffizi
Località: Firenze

domenica 12 aprile 2020

RESURREZIONE DI CRISTO DI MARCO PINO

Photo by Massimo Gaudio
Marco Pino, Resurrezione di Cristo (1569 - 1576) - Galleria Borghese - Roma
La tavola, che comprende fedelmente l'affresco eseguito dall'artista per l'Oratorio del Gonfalone a Roma, documenta in modo esemplare gli stilemi propri  della fase più avanzata della "maniera". Un ritmo quasi frenetico sostiene l'intera composizione, dove le figure, atteggiate in pose innaturali, alludono ciascuna a un lontano modello estrapolato dal repertorio dei grandi maestri di inizio secolo, Raffaello e Michelangelo, rielaborato tuttavia, con l'apporto degli artisti nordici, secondo le esasperazioni formali e cromatiche del cosiddetto "manierismo internazionale". (da Galleria Borghese)

Autore: Marco Pino o Marco da Siena (Castelpino Siena 1521 - Napoli 1583)
Titolo: Resurrezione di Cristo
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1569 - 1576
Misure (cm.): 131 x 97,5
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

sabato 11 aprile 2020

COMPIANTO SUL CRISTO MORTO DI PIETER PAUL RUBENS

Photo by Massimo Gaudio
Peter Paul Rubens, Pianto sul Cristo morto (1602) - Galleria Borghese - Roma
 Nel dipinto Rubens fonde l'iconografia del compianto sul Cristo morto con quella della deposizione nel sepolcro, con Giuseppe d'Arimatea, la Madonna, san Giovanni Evangelista e la Maddalena che piangono l'evento. 
L'opera risale al primo soggiorno romano del pittore all'inizio del Seicento. La suggestione dell'antico si riflette nell'ara con scene di sacrificio, ma sopratutto nel forte rilievo scultoreo delle figure.
Verso la fine del XVIII, o all'inizio del seguente, l'opera è stata ingrandita su tutti i lati con l'aggiunta di strisce di tela forse per adattarla a una nuova cornice.
L'ultimo restauro (1986-1987) ha consentito il recupero delle raffinatissime cromie della tavolozza rubensiana e ha messo in risalto la straordinaria capacità dell'artista nel differenziare e graduare, tramite i colori, le consistenze e le qualità materiche, come per esempio il contrasto fra i diversi bianchi del marmo, del sudario e della veste della Maddalena. (da Galleria Borghese)





Autore: Pieter Paul Rubens (Siegen 1577 - Anversa 1640)
Titolo: Compianto sul Cristo morto
Supporto: Olio su tela
Anno: 1603 ca.
Misure (cm.): 180 x 157
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

venerdì 10 aprile 2020

CRISTO MOSTRATO AL POPOLO DI GREGORIO PRETI

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Gregorio Preti, Cristo mostrato al popolo (1645-1655) - Collezione privata
L'inserzione dei volti espressivi dei due popolani consentì all'artista di superare la tradizionale raffigurazione dell'Ecce Homo, con il Cristo flagellato e coronato di spine presentato alla folla. L'opera costituisce una filiazione diretta del Pilato che si lava le mani già presentato nell'articolo di questa mattina, realizzato da Gregorio in collaborazione con il più giovane e talentuoso Mattia. (da Palazzo Barberini)






Autore: Gregorio Preti (Taverna 1603 - Roma 1672)
Titolo: Cristo mostrato al popolo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1645 - 1655
Misure (cm.): 113 x 157
Posizione: Collezione privata
Si trovava: Palazzo Barberini
Località: Roma

PILATO SI LAVA LE MANI DEI FRATELLI GREGORIO E MATTIA PRETI

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Gregorio e Mattia Preti, Pilato si lava le mani (1640ca.) - Collezione Rospigliosi presso la sede della Coldiretti - Roma
Il quadro illustra due distinti passi del Vangelo: Pilato che si lava le mani e Cristo condotto al calvario. Il dipinto fu realizzato poco dopo il 1640 dai fratelli Gregorio e Mattia Preti, attivi a due mani sulla tela: se la primo spettano i personaggi del gruppo centrale e i due uomini che mimano con le dita il gesto della crocifissione, al secondo possiamo attribuire il gruppo di destra e il bell'armigero con l'alabarda.





Autore: Gregorio e Mattia Preti
Titolo: Pilato si lava le mani
Supporto: Olio su tela
Anno: 1640 ca.
Misure (cm.): 135 x 320
Posizione: Collezione Rospigliosi presso la sede della Coldiretti
Si trovava: Palazzo Barberini
Località: Roma

Il busto di San Francesco d'Assisi e l'autoritratto angosciato di Adolf Wildt

© Photo by  Massimo Gaudio Adolf Wildt, Maschera del dolore (Autoritratto) (1909) Marmo bianco, 37 x 33 x 20 cm, Galleria Comunale di Arte M...