venerdì 2 gennaio 2026

GIBELLINA – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 - PORTAMI IL FUTURO

 


Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

Portami il futuro

 

Artistic director: Andrea Cusumano

 

Apertura: 15 e 16 gennaio 2026

 

 

Una città rinata dalle macerie di un terremoto grazie all’arte, è la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea: un laboratorio di rigenerazione e costruzione di comunità, guidato da un programma collettivo che nasce da una ferita e ora guarda avanti . 

Portami il futuro riprende la visione utopica di Ludovico Corrao e ne rinnova il progetto: arte, spazio pubblico e partecipazione collettiva si trasformano in pratiche condivise tra artisti, cittadini e istituzioni, per ridefinire il significato stesso di “capitale ”.



Portami il futuro è il titolo scelto dal Comune di Gibellina (TP) per il programma ufficiale di Gibellina – Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026 , iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali .


Patrocinato da Regione Sicilia, Comune di Gibellina, Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e Fondazione Orestiadi, l’evento è curato dal Direttore Artistico Andrea Cusumano.


Il programma si avvale anche del contributo dei co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta, del coordinatore del progetto Antonio Leone, del Comitato curatoriale di supporto - composto da Antonella Corrao, Arianna Catania, Alfio Scuderi e Giuseppe Maiorana - e del comitato scientifico, formato da Antonia Alampi, Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Michele Cometa, Hedwig Fijen, Claudio Gulli, Teresa Macrì e Maurizio Oddo.

 

La cerimonia ufficiale di inaugurazione avrà luogo giovedì 15 gennaio 2026 : una data simbolica che coincide con l'anniversario del terremoto del 1968 che devastò Gibellina e la Valle del Belìce.

 

Per tutto il 2026 la città sarà animata da un calendario variegato di mostre, residenze, eventi, progetti e attività incentrati sul valore sociale dell’arte e della cultura come strumento di rigenerazione e bene comune .

 

Il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea , assegnato per la prima volta in Italia, assume una valenza strategica nel panorama artistico nazionale: a Gibellina l’arte è stata motore di sviluppo , catalizzatore di coesione sociale e strumento di memoria collettiva. La scelta della città come prima capitale dell’arte contemporanea rappresenta quindi non solo un’occasione per dare nuovo impulso civico e culturale al Belìce e alla Sicilia occidentale, ma anche uno stimolo per avviare una riflessione nazionale sul ruolo dell’arte contemporanea come fondamento della vita civile e comunitaria.

 

Portami il futuro nasce come un'iniziativa congiunta , sviluppata in rete con i comuni della Valle del Belìce , numerosi centri della provincia di Trapani e un'ampia partnership nazionale e internazionale , con l'obiettivo di attrarre sul territorio artisti, operatori culturali e visitatori dall'Italia e dal mondo.

 

Gibellina è un unicum in Italia e una storia di successo internazionale: una città rinata dalle sue macerie, frutto di un pionieristico e visionario processo di rigenerazione culturale e artistica promosso dal Senatore Ludovico Corrao , inizialmente come sindaco di Gibellina e successivamente come presidente della Fondazione Orestiadi. Oggi si è evoluto in un progetto simbolo per l'intero Paese, capace di immaginare nuove forme di trasformazione sociale attraverso il dialogo con gli artisti . 

 

Con Portami il futuro la città assume anche il ruolo di epicentro di una rinnovata cultura mediterranea , fondata sul valore dell'individuo e della comunità, e sul principio che l'arte e la cultura sono un diritto partecipativo e un bene intrinseco . 

 

Il progetto mira a generare processi virtuosi di progettazione integrata e partecipata, in cui sarà centrale il coinvolgimento diretto dei cittadini, chiamati a svolgere un ruolo di primo piano sia nel rapporto con gli artisti ospiti sia nella definizione condivisa del futuro della città .

 

La manifestazione è organizzata in cinque aree di attività: Mostre; Residenze; ​​Arti performative; Formazione e partecipazione; Simposi, convegni e giornate di studio - le attività della manifestazione si articolano in un ampio ventaglio di iniziative: mostre, workshop, corsi partecipativi e residenze, nuove produzioni e podcast , programmi dedicati alle arti performative e al cinema, simposi, convegni e giornate di studio, offrendo una visione del futuro basata sulla bellezza come valore condiviso , capace di generare comunità . 

 

Un programma ricco e articolato che non si limita a un calendario fisso di mostre e attività programmate, ma vuole definirsi come un processo generativo, capace di evolversi e ampliarsi nel tempo grazie allo scambio di idee, alla partecipazione e ai processi innescati dal dialogo costante tra artisti e comunità.



Alberto Burri, Grande Cretto (1984) Gibellina (TP) SIAE 2025

Ludovico Quaroni. Chiesa Madre (1985-2005) Gibellina, Ph. Andrea Repetto Courtesy Fondazione Orestiadi

Franco PurinieLaura Thermes, Sistema delle Piazze (1990) Gibellina

Mimmo Paladino, Montagna di Sale (1992) Gibellina (TP) SIAE 2025

Mimmo Di Cesare, Tempio del Sole (1989) Gibellina

Salvatore Cuschera, Scultura Sdraiata (1992) Gibellina

Pietro Consagra, Ingresso al Belìce,Stella (1981) Gibellina (TP) SIAE 2025





venerdì 19 dicembre 2025

DIEGO GUALANDRIS, Alma tutti i giorni (2025)

© Photo by Massimo Gaudio

Diego Gualandris, Alma tutti i giorni (2025) Olio su tela, legno e ferro



Diego Gualandris ricorre ad una pittura esplosa che parte da soggetti realistici per poi stratificare colori, immagini e tecniche, fino a far scomparire le forme. Alma tutti i giorni è il risultato di questo processo pittorico. In dialogo con il Pentimentografo, dispositivo ideato dall'artista che è possibile far girare manualmente per assistere alla metamorfosi del quadro, sono svelati i pentimenti e le trasformazioni che hanno generato l'opera, visibile fino al 6 aprile 2026 al MACRO di Roma.



Il dipinto e il Pentimentografo

Una delle diapositive che è possibile ammirare attraverso il Pentimentografo


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

mercoledì 17 dicembre 2025

JOSÉ ANGELINO, Sintonie (2004)

© Photo by Massimo Gaudio

José Angelino, Sintonie (2004) Piatti di batteria, campi elettromagnetici impostati su frequenze di Schumann, micro-magnete, rame, ottone, amplificatore audio


José Angelino è nato a Ragusa nel 1977, fisico di formazione, esplora le trasformazioni della materia e le tensioni che l'attraversano, rendendo visibile ciò che normalmente resta impercettibile. L'opera Sintonie, come un'antenna, viene posta in vibrazione dall'attività elettromagnetica che la circonda, come la risonanza di Schumann, una pulsazione naturale a bassa frequenza propria dell'atmosfera terrestre che diventa così udibile all'orecchio umano risuonando nello spazio.
Le frequenze di Schumann sono un fenomeno elettromagnetico naturale che si verifica nella cavità tra la superficie terrestre e la ionosfera. Sono generate dai fulmini che colpiscono la Terra e si propagano a una velocità di circa 300.000 km/s.
Durante la mia visita al MACRO di Roma, quello che ha attirato la mia attenzione non si è fermata soltanto davanti alla sua bellezza, ma anche dal suono che arriva dall'opera. Il suono non è forte e c'è bisogno di silenzio per venire catturati dalla melodia calda e rilassante.





Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

martedì 16 dicembre 2025

OZMO al MACRO, Museo d'arte contemporanea di Roma

  © Photo by Massimo Gaudio

OZMO, Voi valete più di molti passeri (2012)


Ormai è passato più di un decennio da quel settembre del 2012 quando l'artista toscano OZMO, pseudonimo di Gionata Gesi, ha iniziato il murale che campeggia sulla facciata di un palazzo di via Cagliari a Roma visibile dalla terrazza del MACRO, Museo d'arte contemporanea di Roma.
Il tempo trascorso ha affievolito e in alcuni casi eliminato i colori del murale, ma la forza del messaggio che trasmette è ancora viva.

L'opera si intitola "Voi valete più di molti passeri", parole che sono nel Vangelo di Matteo (10, 29-31) dove il Maestro dice: 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 31 non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!

La scritta “In Art We Trust” riprende l’epiteto sulla banconota da 1 dollaro statunitense, dove in questo caso Art sostituisce God.
Trasformato in chiave attuale, lo schema è tratto da una stampa satirica ottocentesca che riprende esattamente lo schema politico e sociale piramidale della civiltà egizia, al cui vertice, al posto del dio denaro, era seduto il dio incarnato in terra, il Faraone.
Grazie all’Arte esiste un Valore altro che possiamo fruire scollegato da quello economico? L’interpretazione del dipinto, come la domanda precedente, è lasciata sospesa.




Il murale visto dalla terrazza del MACRO

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

giovedì 11 dicembre 2025

MACRO, Il momento della riapertura è arrivato

 © Photo by Massimo Gaudio

Intervento di Cristiana Perrella, Direttrice Artistica del MACRO, Museo d'arte contemporanea di Roma, in occasione della presentazione del palinsesto di quattro nuove mostre dedicate alla città che le ospita. Un omaggio a Roma in occasione della riapertura del Museo.






sabato 29 novembre 2025

GIORGIONE DA BUDAPEST A ROMA


Le Gallerie Nazionali di Arte Antica proseguono la politica di scambio con le più importanti istituzioni italiane e internazionali, offrendo un’altra straordinaria opportunità di studio e confronto del patrimonio europeo, con un eccezionale prestito dall’Ungheria.

 

Dal 29 novembre 2025 all’8 marzo 2026, con la curatela di Michele Di Monte, Palazzo Barberini accoglie il celebre Ritratto di Giovane – noto anche come Ritratto di Antonio Brocardo e attribuito a Giorgione – proveniente dallo Szépmüvészeti Múzeum / Museo di Belle Arti di Budapest. L’opera, databile intorno al 1503, rappresenta una rara occasione per vedere in Italia un dipinto di grande rilievo nella produzione del maestro veneto, il cui corpus di opere certe o ragionevolmente attribuite è notoriamente molto ristretto.

Anche questo ritratto – donato al Museo di Belle Arti dall’arcivescovo János László Pyrker nel 1836, ma proveniente da Venezia – mantiene quell’alone di mistero tipico di Giorgione: permangono dubbi sulla collocazione cronologica, sull’identità del soggetto ritratto e sui significati più intimi dell’immagine.

Ciò nonostante, la figura di Giorgione ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo della pittura italiana agli inizi del XVI secolo, segnando un momento di svolta soprattutto nell’ambito del ritratto.

 

La decisione di esporre il Ritratto di Giovane a Palazzo Barberini in dialogo con il celebre Doppio ritratto del medesimo autore – oggi conservato a Palazzo Venezia a Roma ed eccezionalmente concesso in prestito dal VIVE - Vittoriano e Palazzo Venezia nell’ambito di un accordo di collaborazione tra i due istituti del Ministero della Cultura – offre l'occasione per mettere a fuoco i tratti distintivi dell’innovazione giorgionesca, che emergono con evidenza nella visione ravvicinata dei due dipinti.

 

Una volta attivata questa sintonia, il rapporto con altre opere della collezione permanente permetterà al pubblico di confrontarsi con i principali temi legati alla ritrattistica del tempo: dalla predominanza del ritratto virile di ruolo (Bronzino, Bartolomeo Veneto, Metsys), al "ritratto di Stato" (Holbein), sino all’esplorazione del filone sentimentale-erotico inaugurato proprio da Giorgione e rappresentato magistralmente dalla Fornarina di Raffaello.

 

Il confronto inedito tra i dipinti consente dunque al pubblico e agli studiosi di tornare a riflettere su alcune questioni formali, estetiche e iconografiche ancora elusive riguardanti la figura di Giorgione, sulle quali Palazzo Barberini offre nuove chiavi interpretative, che verranno sviluppate nell’ambito di una giornata di studi dedicata.


Ph. Alberto Novelli and Alessio Panunzi


Ph. Alberto Novelli and Alessio Panunzi


Ph. Alberto Novelli and Alessio Panunzi



lunedì 24 novembre 2025

FORTUNATO DEPERO E LA SUA VISIONE DEL FUTURISMO

© Photo by Massimo Gaudio


Fortunato Depero, Studio del marchio pubblicitario Depero Futurista (1926-1927)
Collage, Mart - Trento e Rovereto



"Noi futuristi vogliamo realizzare
 questa fusione totale per ricostruire
 l'universo rallegrandolo, cioè
 ricrearlo integralmente"

"Il Futurismo ha determinato il suo 
Stile, che dominerà inevitabilmente
 su molti secoli di sensibilità"
  
Giacomo Balla, Fortunato Depero, Manifesto
"Ricostruzione futurista dell'universo", 11 marzo 1915


"Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all'invisibile, all'impalpabile, all'imponderabile, all'impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto". (Tratto dal Manifesto "Ricostruzione futurista dell'universo", 11 marzo 1915)

In contrapposizione al primo Futurismo di Marinetti, Boccioni, Carrà, Balla, Severini, Russolo che si proponeva di portare l'Arte nella vita, che poi alla fine rimase racchiusa all'interno di gallerie e musei, il secondo Futurismo pensato da Balla e Depero, entrò a far parte effettivamente nella quotidianità della vita comune della gente attraverso la pubblicità, la moda, l'arredamento, l'architettura e la creazione di oggetti che ancora oggi vengono commercializzati, basti persare che la bottiglietta del bitter Campari è stata disegnata nel 1932 da Fortunato Depero. Un'opera d'arte diventata di uso comune utilizzata dalla gente, proprio come pensato da Balla e Depero.


Fortunato Depero, L'aperitivo Bitter Campari (1925-1930 ca)
Cromolitografia su carta, Direzione Regionale Musei Veneti


Fortunato Depero, Architettura sintetica di uomo (Uomo con baffi) (1916-1617)
Olio su tela, MART - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Cartellone per balli Plastici (1918)
Olio su tela, MART - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Decennale della marcia su Roma - Camera Agrumaria di Messina (1932 ca)
Stampa litografica su carta

Fortunato Depero, Fulmine compositore (1926 ca)
Olio su tela, MART - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Guerra.festa (1926)
Tappezzeria con ritagli cuciti su juta, GNAMC - Roma


Fortunato Depero, Le Professioni e le Arti (1942)
Mosaico, Viale della Civiltà Romana - Roma EUR

Fortunato Depero, Lettera di Depero a Gerardo Dottori (1930)
Missiva, Archivio Gerardo Dottori

Fortunato Depero, Lettrice e ricamatrice automatiche (1921-1922)
Olio su tela, Coll. Floridi - Roma

Fortunato Depero, Nitrito in velocità (1932)
Olio su tela, Museo del Novecento - Firenze

Fortunato Depero, Paesaggio guerresco (1916)
Olio su cartone, Mart - Trento e Rovereto

Fortunato Depero, Prismi lunari (1931)
Olio su tela, GNAMC - Roma

Fortunato Depero, Solisità di cavalieri erranti (1927)
Olio su tavola, MART - Trento e Rovereto

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...