domenica 19 aprile 2020

IL TRIBUTO DELLA MONETA DI MATTIA PRETI


Mattia Preti, Tributo della moneta (1638-1642) - Galleria Corsini - Roma
Il dipinto rappresenta il momento conclusivo di un episodio tratto dal Vangelo di Matteo (17, 24-27): Cristo ordina a Pietro di pescare nel lago di Tiberiade e di pagare i gabellieri del tempio con la moneta d’argento trovata all’interno del pesce. Nell’impostare la composizione Mattia Preti tiene a mente alcune innovazioni caravaggesche: la luce che spiove sulla figura di Cristo illumina in diagonale la scena, scorre sui volti e va a posarsi sui dettagli del pesce e della moneta, permettendo di identificare i personaggi e l’episodio raffigurato. Il groviglio di mani indaffarate attorno alla moneta diventa il nodo centrale della composizione e cattura subito lo sguardo dell’osservatore. Con l’eccezione di Cristo e Pietro, vestiti secondo la tradizione, i personaggi indossano abiti seicenteschi, così che la scena sembra ambientata nella realtà quotidiana in cui vivevano il pittore e i destinatari del dipinto. In questo dipinto Preti elabora le esperienze del suo soggiorno romano, dalle innovazioni di Caravaggio alle suggestioni di Guercino. (Testo tratto dal sito Galleria Corsini)
Autore: Mattia Preti (Taverna 1633 - La Valletta 1699)
Titolo: Il tributo della moneta
Supporto: Olio su tela
Anno: 1638 - 1672
Misure (cm.): 123 x 173
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

sabato 18 aprile 2020

SAN SEBASTIANO CURATO DAGLI ANGELI DI PIETER PAUL RUBENS

Pieter Paul Rubens, San Sebastiano curato dagli angeli (1601-1602) - Galleria Corsini - Roma


Sebastiano, ufficiale dell’esercito romano convertitosi alla fede cristiana, fu condannato a morte durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Venne legato a un palo, o a un albero, e trafitto dalle frecce scagliate dai soldati, che poi lo abbandonarono agonizzante. Tuttavia la nobildonna romana Irene ne ebbe pietà e lo curò, ma secondo un’altra tradizione fu l’intervento miracoloso degli angeli a salvarlo. Sebastiano fu condotto nuovamente al cospetto dell’imperatore che ordinò di farlo flagellare a morte e di gettare il suo cadavere nella fogna cittadina, la Cloaca Maxima, affinché non potesse essere sepolto.

Il dipinto, realizzato da Rubens durante il suo primo soggiorno romano, presenta l’iconografia del santo curato dagli angeli: Sebastiano è al centro della scena, ormai quasi completamente libero dalle corde e dalle frecce, mentre sulla sinistra una stupenda armatura poggiata sul terreno ne ricorda la carriera militare. L’equilibrio della composizione, i rimandi alla classicità dell’antica Roma e la tavolozza dai toni caldi, oltre ai vivaci svolazzi dei panneggi, sono alcuni degli elementi più caratteristici del periodo italiano dell’artista fiammingo. (dal sito Galleria Corsini)



Autore: Pieter Paul Rubens (Singen 1577 - Anversa 1640)
Titolo: San Sebastiano curato dagli angeli
Supporto: Olio su tela
Anno: 1601 - 1602
Misure (cm.): 155,5 x 119,5
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

venerdì 17 aprile 2020

RITRATTO D'UOMO DI ANTONELLO DA MESSINA

Photo by Massimo Gaudio
Antonello di Antonio detto ANTONELLO DA MESSINA, Ritratto d'uomo (1474-1475) - Galleria Borghese - Roma
L'espressione e lo sguardo del personaggio costituiscono l'aspetto più coinvolgente dell'opera, considerata uno dei capolavori della fase matura dell'artista. La veste rossa e la berretta nera, tipici capi d'abbigliamento dei patrizi veneziani, permettono di restringere la datazione al biennio trascorso in laguna, dove l'attività di Antonello come ritrattista, era particolarmente apprezzata. La tavola non è firmata, ma è probabile che il nome del pittore fosse in un cartiglio posto direttamente sulla cornice. L'opera è elencata per la prima volta negli inventari Borghese del 1790 con l'attribuzione a Giovanni Bellini, fu restituito ad Antonello su basi stilistiche solo nel 1869. Studi recenti escludono l'ipotesi di una sua identificazione con il patrizio Michele Vianello, come l'eventualità della sua provenienza dalla collezione di Olimpia Aldobrandini. Il recente restauro ha restituito una completa leggibilità alla superficie, dove è ora possibile scorgere con chiarezza la foggia del copricapo nero indossata dall'uomo. (dal sito Galleria Borghese)

Autore: Antonello di Antonio detto Antonello da Messina (Messina 1430 - 1479)
Titolo: Ritratto d'uomo
Supporto: Tempera e Olio su tavola
Anno: 1474 - 1475
Misure (cm.): 31 x 25,2
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

giovedì 16 aprile 2020

LA PIETA' DI CARLO CRIVELLI

Photo by Massimo Gaudio


Carlo Crivelli, La Pietà (1488) - Pinacoteca dei Musei Vaticani - Città del Vaticano

L'opera, firmata da Carlo Crivelli, costituiva probabilmente la parte alta (cimasa) di un polittico e fu acquistata nel 1831 da Pio VII (pontefice dal 1800 al 1823) nelle Marche. In questa regione, dopo aver abbandonato Venezia, l'artista passò la maggior parte della sua vita, lavorando, a capo di un'importante bottega, per chiese e conventi locali. In questa composizione si evidenzia l'estrema originalità del linguaggio elaborato dal Crivelli, in cui le conquiste rinascimentali della prospettiva e della nitida modellazione dei volumi si legano a cadenze decorative e all'uso dell'oro di gusto tardogotico. La linea contorta crea figure quasi astratte e irreali, eppure la composizione raggiunge un effetto di solenne e straordinaria drammaticità. (dal sito Musei Vaticani)

Autore:      Carlo Crivelli (Venezia 1435 - Ascoli Piceno 1594)
Titolo: La Pietà
Supporto: Tempera su tavola
Anno: 1488
Misure (cm.): 105 x 205
Posizione: Musei Vaticani - Pinacoteca
Località: Città del Vaticano

mercoledì 15 aprile 2020

LA VERGINE COL BAMBINO TRA I SANTI LORENZO, LUDOVICO DA TOLOSA, ERCOLANO E COSTANZO DEL PERUGINO

Photo by Massimo Gaudio
Pietro Vannucci detto IL PERUGINO, La Vergine col Bambino tra i santi Lorenzo, Ludovico da Tolosa, Ercolano e Costanzo - detta La Madonna dei Decemviri (1496) - Pinacoteca dei Musei Vaticani - Città del Vaticano

La pala, firmata dall'artista e commissionata dai Decemviri di Perugia per la cappella del Palazzo Pubblico, fu eseguita tra la fine del 1495 e il 1496. In origine l'opera si componeva di due elementi: la cimasa (parte alta), raffigurante Cristo nel sepolcro (ora alla Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia), e la tavola vaticana. In quest'ultima, al centro di un'architettura ad arcate la Vergine, col Bambino sulle ginocchia, siede su un trono monumentale, ai lati del quale si dispongono i SS. Lorenzo, Ludovico di Tolosa, Ercolano e Costanzo, protettori della città.
L'equilibrio della composizione, il chiaro impianto prospettico, l'armonia con cui le figure si accordano con il paesaggio, la grazia dei personaggi resi con tratti di ideale bellezza, sono elementi che caratterizzano tutta la produzione del Perugino consacrandone la vasta fama già riconosciutagli dai contemporanei. (dal sito Musei Vaticani)


Autore:      Pietro Vannucci detto il Perugino (Città della Pieve 1446 - Fontignano 1523)
Titolo: La Vergine col Bambino tra i santi Lorenzo, Ludovico da Tolosa, Ercolano e Costanzo (Pala dei Decemviri)
Supporto: Tempera grassa su tavola
Anno: 1495 - 1496
Misure (cm.): 193 x 165
Posizione: Musei Vaticani - Pinacoteca
Località: Città del Vaticano

martedì 14 aprile 2020

SAN GEROLAMO DI CARAVAGGIO

Photo by Massimo Gaudio

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, San Gerolamo (1605-1606) - Galleria Borghese - Roma
 Secondo quanto tramandato da Bellori, il dipinto fu eseguito dall'artista per il cardinale Scipione Borghese, ormai noto estimatore del promettente artista lombardo. Fino ad oggi, tuttavia, non risultano pervenuti documenti che ne testimoniano l'ingresso nella collezione. San Gerolamo, eremita, dottore della Chiesa e autore della traduzione della Bibbia dal greco al latino, la "Vulgata", è stato adottato di frequente nell'iconografia pittorica nel periodo della Controriforma, tanto che lo stesso Caravaggio eseguì almeno altre due tele con lo stesso soggetto.
Nell'opera della Galleria Borghese il santo, anziché essere raffigurato secondo l'iconografia dell'eremita penitente, viene presentato per le sue qualità di uomo di studi. Descritto come un anziano 'umanista' affiancato dalla complessa esegesi del testo sacro, Gerolamo è profondamente concentrato sul libro che tiene fra le dita sporche di inchiostro, intento nella sua scrittura. La partizione compositiva in due grandi campi di colore fra toni caldi, come l'incarnato del santo e il manto purpureo che ne ricopre le membra, e toni freddi, il libro aperto su cui campeggia il teschio e il drappo bianco, pare voler mettere in scena un dialogo tra contenuti simbolici di natura opposta: vita e morte, passato e presente. Per l'esecuzione rapida e per l'immediatezza della stesura del colore, parte della critica ha ipotizzato che la tela non sia mai stata terminata.





Autore: Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610)
Titolo: San Gerolamo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1605 - 1606
Misure (cm.): 116 x 153
Posizione: Galleria Borghese
Località: Roma

lunedì 13 aprile 2020

NOLI ME TANGERE DI ANDREA DEL SARTO

Photo by Massimo Gaudio
Andrea del Sarto, Noli me tangere (1510) - Galleria degli Uffizi - Firenze
Noli me tangere, letteralmente significa non mi toccareSi tratta di una frase attribuita a Gesù quando si rivolge così a Maria Maddalena subito dopo la risurrezione. L'artista esegui questa opera per la chiesa di San Gallo a Firenze e molto probabilmente valse la commissione di altre due opere sempre per convento agostiniano: L'Annunciazione e la TrinitàDopo la demolizione della chiesa nel 1531, la tavola, insieme ad altri importanti opere, fu trasferita nella chiesa di S. Jacopo tra i Fossi, e collocata nella cappella Morelli. La pala rimase nella cappella fino al 1849, per poi arrivare nelle residenze dei Morelli fino al 1875, quando entro' agli Uffizi.

Autore:       Andrea del Sarto (Firenze 1486 - 1530)
Titolo: Noli me tangere
Supporto: Olio su tavola
Anno: 1510
Misure (cm.): 176 x 155
Posizione: Galleria degli Uffizi
Località: Firenze

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...