venerdì 27 maggio 2022

MARCO BIGIO, LE TRE PARCHE (1530-1540)

© Photo by Massimo Gaudio


Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212

Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini. 
A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi che stabilisce la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia.
Alle loro spalle ci sono vari personaggi tra i quali c'è la morte e la natura che assistono Atropo intenta a compiere l'atto fatale, mentre a sinistra sono raffigurati due cigni che raccolgono dalle acque le medaglie delle anime elette da apporre sulla colonna dell'immortalità che si eleva tra le rovine.


Autore: Marco Bigio (Siena 1500 - 1550 ca.)
Titolo: Le tre Parche
Datazione: 1530 - 1540
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 200 x 212
Si trova: Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini
Luogo: Roma

Vi ringrazio.

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Massimo

mercoledì 25 maggio 2022

LORENZO LOTTO, MATRIMONIO MIOSTICO DI SANTA CATERINA CON I SANTI GIROLAMO, GIORGIO, SEBASTIANO, ANTONIO ABATE E NICOLA DI BARI

© Photo by Massimo Gaudio

Lorenzo Lotto, Matrimonio mistico di santa Caterina con i santi Girolamo, Giorgio, Sebastiano, Antonio Abate e Nicola di Bari (1524), Olio su tela, cm. 98 x 115

Nella sala 13 al primo piano di Palazzo Barberini trova spazio soltanto un'opera pittorica esposta ed è quella dall'artista veneziano Lorenzo Lotto dal titolo Matrimonio mistico di santa Caterina con i santi Girolamo, Giorgio, Sebastiano, Antonio Abate e Nicola di Bari realizzata nel 1524 su commissione dei novelli sposi Marsilio e Faustina Cassotti per essere collocata nella loro camera.
Le nozze sono presiedute da Maria che guardando verso lo spettatore, indica le due strade per il Signore: quella faticosa intrapresa da san Girolamo e quella di amorevole carità di santa Caterina; il Bambino nell'offrire una rosa alla santa ricorda che la passione per Cristo non è senza spine.
Questo dipinto, oltre ad avere un forte significato religioso ha un risvolto meno nobile dettato da un aspetto più venale, infatti seguendo un calcolo per definire il costo, l'artista stabilì che per la sua realizzazione ci volevano 10 ducati per santa Caterina, 8 ducati per san Girolamo e ben 15 ducati per la Madonna e il Bambino.


Vi ringrazio.

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Massimo

martedì 17 maggio 2022

PEDRO FERNANDEZ DA MURCIA, LA VISIONE DEL BEATO AMEDEO MENEZ DE SYLVA (1513-1514)

 © Photo by Massimo Gaudio

Pedro Fernandez da Murcia, La visione del beato Amedeo Menez de Sylva (1513-1514) Olio su tavola, cm. 277 x 320


Palazzo Barberini in Roma nelle scorse settimane ha riaperto dopo un nuovo allestimento, undici sale espositive del piano terra che raccolgono opere che vanno dal Medioevo fino agli inizi del '500. Una di queste, la sala 8 per la precisione, ne contiene soltanto due tra le quali una è di grandi dimensioni. L'opera è dello spagnolo Pedro Fernandez da Murcia (Murcia 1480 ca. - dopo 1521) dal titolo La visione del beato Amedeo Menez de Sylva realizzato tra il 1513 e il 1514.
Dalla natia Spagna l'artista si trasferì in Italia ed ebbe i suoi primi contatti stretti con la cultura lombarda tanto che le sue opere in un primo tempo venivano scambiate per quelle di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino e da qui gli venne dato l'appellativo di Pseudo-Bramantino. Fernandez viaggiò molto in Italia, passando anche per Roma e soprattutto a Napoli.
Nella rappresentazione pittorica, risalta al centro la figura dell'Arcangelo Gabriele intento a indicare al frate francescano la corte celeste dove al centro seduti nella parte più alta si trovano la Vergine e Gesù attorniati da una schiera di sette angeli. Sotto di loro sono rappresentati i personaggi dell'Antico Testamento nella parte di destra, quelli del Nuovo Testamento in quella di sinistra e tra loro si trovano seduti san Giuseppe e san Giovanni Battista. Il frate in ginocchio e orante, è il beato Amedeo Menez da Sylva originario della penisola Iberica. Fu il fondatore della congregazione degli Amadeiti, molto più rigida rispetto ai canoni francescani. Pare che le visioni del teologo siano avvenute sul Gianicolo a Roma in quella che era la roccaforte della congregazione nella chiesa di san Pietro in Montorio.




La Sala 8

Vi ringrazio.

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Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...