lunedì 27 maggio 2024

SALVADOR DALI', CRISTO DI SAN GIOVANNI DELLA CROCE (1951)

 © Photo by Massimo Gaudio

Salvador Dalí, Cristo di San Giovanni della Croce (1951) - particolare

"È precisamente perché sono passato attraverso il cubismo e il surrealismo, che il mio Cristo non rassomiglia agli altri, senza smettere di essere classico.
Credo che sia al tempo stesso il meno espressionista di tutti quelli che si sono dipinti nell'arte contemporanea e il più innovativo.
È un Cristo bello come il Dio che Egli è"
Salvador Dalí

Tutto ebbe inizio nel 1572 quando il carmelitano spagnolo Giovanni della Croce, diventato poi santo, "rubò" all'amica Teresa D'Avila, divenuta poi santa, un pezzo di carta per disegnare Cristo in Croce come lui l'aveva visto durante un'estasi.
Nel 1948 dopo il periodo natalizio, Salvador Dalí mentre era in visita ad Avila, ebbe l'occasione di vedere quel pezzetto di carta che gli fece riscoprire la fede cattolica, quindi volle creare una sua versione di Cristo sulla Croce lasciandosi ispirate dal disegno del santo, mostrando Gesù visto dall'alto e di cui non si vedono gli occhi. Si nota inoltre una grande fisicità voluta dall'artista che per l'occasione scelse quella dello stuntman hollywoodiano Russell Maurice Saunders. 
La croce è avvolta dal buio, ma Dalí ha voluto inserire nella parte inferiore del dipinto un luogo illuminato dalla luce come un segno di speranza. Il luogo è identificato come Port Lligat dove l'artista creava le sue opere, portandolo indietro nel tempo come si può vedere anche dagli abiti delle figure ritratte apportando un senso di classicità nella composizione.
Fino al 23 giugno prossimo è possibile ammirare questa straordinaria opera presso la Chiesa di San Marcello al Corso a Roma.

Salvador Dalí, Cristo di San Giovanni della Croce (1951)


Il disegno-reliquia di san Giovanni della Croce




Autore: Salvador Dalí (Figures 11/05/1904 - 23/01/1989)
Titolo: Cristo di San Giovanni della Croce
Datazione: 1951
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 205 x 116
Si trova: Kelvingrove Art Gallery and Museum
Luogo: Glasgow


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

martedì 14 maggio 2024

MUSEO DELL'ARA PACIS

© Photo by Massimo Gaudio


Ara Pacis Augustae
L'Ara Pacis Augustae si trova in uno dei più centrali Rioni romani che si chiama Campo Marzio, non lontano da Piazza di Spagna e a pochi metri dal fiume Tevere. Si tratta di un monumento celebrativo che il Senato di Roma decise di costruire in onore di Augusto, tornato da una spedizione pacificatrice nella Gallia meridionale e Spagna durata tre anni. L'altare, in latino Ara, venne dedicato da Augusto alla Pace consacrato con una cerimonia solenne che si svolse il 30 Gennaio dell'anno 9 a.C. Il monumento simboleggia il lungo periodo di pace imposto da Augusto agli stati che si trovavano all'interno dell'impero romano.

"Quando tornai a Roma dalla Gallia e dalla Spagna, sotto il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, portate felicemente a termine le imprese in quelle province, il Senato decretò che si dovesse consacrare un'ara alla Pace augustea nel Campo Marzio e ordinò che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero ogni anno un sacrificio".

Queste furono le parole redatte nel Res gestae divi Augusti, cioè Le imprese del divino Augusto, una sorta di testamento spirituale dello stesso imperatore prima della sua morte.
Il monumento fu costruito nella pianura nelle vicinanze del Tevere e questo causò problemi a tutta la struttura per via delle inondazioni del fiume che portarono di volta in volta sedimenti che pian piano lo avvolsero.
Purtroppo come accadde per il Colosseo e altri monumenti provenienti dall'antica Roma, questi venivano utilizzati come cava di marmo per poi essere utilizzati nella costruzione di edifici. Anche i marmi dell'Ara Pacis subirono la stessa sorte, perciò non solo la natura fu artefice della sua rovina.
Nel corso dei secoli ci furono molti scavi attorno al Mausoleo di Augusto e molti frammenti ritrovati presero strade diverse, alcuni di questi si trovano nel Museo del Louvre a Parigi e nei Musei Vaticani. La svolta nella ricomposizione del monumento ci fu durante il secondo decennio del Novecento, quando si pensò di riunire tutti i frammenti ritrovati sparsi per il mondo. Così, sotto il ventennio fascista, prese corpo la ricomposizione dell'Ara Pacis che venne collocata all'interno di una teca inaugurata nel 1938. Non si trova esattamente dove si sarebbe dovuta trovare in origine, ma fu collocata in uno spazio formatosi tra il Mausoleo e il fiume Tevere per via degli abbattimenti dei palazzi che circondavano il mausoleo stesso.
Negli anni novanta, vennero eseguite delle perizie sullo stato del monumento quindi si decise di demolire la teca esistente perché non più adatta a preservarlo. Venne affidato il progetto all'architetto americano Richard Meier e i lavori iniziati nel 2000, finirono nel 2006 con l'inaugurazione da parte dell'allora sindaco Walter Veltroni. La nuova struttura museale, oltre a preservare il monumento dalle polveri, gas di scarico e gli sbalzi di temperatura, offre degli spazi espositivi che si trovano proprio sotto la stessa Ara Pacis.


Ingresso lato Ovest

Ingresso lato Ovest con l'ingresso all'Altare

Ingresso lato Ovest

Ingresso lato Ovest
Ingresso lato Est
L'Altare si trova all'interno di un recinto a forma quasi quadrata ed è posto su un grande basamento marmoreo che è suddiviso in due registri decorativi: quello inferiore con motivi vegetali, mentre quello superiore con le figure che rappresentano scene mitiche. Sui lati nord e sud sono raffigurati personaggi in corteo e tra di essi compaiono sacerdoti, assistenti al culto, magistrati, uomini, donne e bambini, la cui identità storica è ricostruibile solo in via ipotetica. Il corteggio è aperto da littori seguiti dai sacerdoti e subito dopo dai componenti della famiglia di Augusto. Anche all'interno ci sono decorazioni che anche qui si sviluppano in due diverse zone: quella inferiore che riproduce delle assi di legno come se fosse una staccionata, mentre in quella superiore è arricchita con motivi a festoni.

Lato Ovest, Il Lupercale e il girale sottostante

Il Lupercale

Lato Ovest, Il Sacrificio di Enea ai Penati e il girale sottostante

Il Sacrificio di Enea ai Penati

Girale

Lato Est, La Personificazione di Roma e il girale sottostante

Lato Est, La Saturnia tellus e il girale sottostante

 La Saturnia tellus

Lato Nord, Processione della famiglia imperiale

Lato Nord, I quindecemviri ed augures

Lato Nord, I septemviri epulones

Lato Sud. Processione dei Flamini


Al centro del recinto si trova l'Altare costituito da un podio di quattro gradini sul quale poggia un basamento, nel quale ci sono altri quattro gradini che portano a una mensa sulla quale ogni 30 di Gennaio venivano offerte le spoglie di animali e il vino. Le due sponde laterali presentano decorazioni vegetali e leoni alati.


Altare, Lato anteriore

Altare, Lato Posteriore

Altare, Leone alato

Altare, Pulvino con vegetali e leoni alati

Decorazioni interne


Nel disegno sottostante realizzato nel 1938 presente nel museo, si vede la sezione dell'Ara Pacis. La differenza di quota tra il lato Ovest e quello Est, è dovuta dal dislivello esistente al momento della realizzazione del monumento. Questa si deve dall'antica Via Flaminia (oggi Via del Corso) e la grande platea del Campo Marzio con l'Horologium augusti (un'antica meridiana voluta da Augusto) verso il quale era rivolto.

Sezione dell'Ara Pacis Augustae (1938)

Modellino, Lato Ovest

Ritratti in esposizione
Entrata
Esterno verso il Lungotevere

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

mercoledì 8 maggio 2024

MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN

© Photo by Massimo Gaudio


Andreas Martin Andersen, Ritratto di Hendrik Christian Andersen

Nel quartiere Flaminio a Roma, si trova il Museo Hendrik Christian Andersen, costruito dal 1922 al 1925 su suo progetto dello stesso per diventare sia la sua dimora che il suo studio. L'artista nato a Bergen in Norvegia nel 1872, si trasferì da piccolo con la famiglia negli Stati Uniti a Newport, ma ritornò in Europa a ventidue anni per studiare arte, raggiungendo il fratello Andreas a Parigi dove si trovava per portare avanti un progetto artistico incentrato sulla pittura, grazie anche ad aiuti economici provenienti da famiglie di Newport, in particolare la famiglia Cushing da dove proveniva colei che poi sarebbe diventata la moglie di Andreas.
L’Italia era considerata alla fine dell’Ottocento il luogo indispensabile per ampliare le conoscenze di un artista. Dopo aver lasciato Parigi, visitò le più importanti città d’arte italiane tra queste Firenze, Venezia, Bologna, Napoli e Perugia. Alla fine arrivò a Roma dove allestì il suo primo studio in Via Margutta e lì cominciò a realizzare i suoi primi lavori. 
Rimase nella Città Eterna fino al giorno della sua morte avvenuta nel 19 Dicembre del 1940 e ora si trova al cimitero acattolico di Roma nel rione Testaccio.
Andersen era talmente innamorato di Roma e dell'Italia intera da progettare varie opere di rilievo anche a sue spese come per esempio il Museo di scultura all'aperto nell'area di Valle Giulia da realizzarsi di fianco alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, progetto del 1917 bocciato dall'allora sindaco di Roma principe Colonna. 
Lo Stato italiano ricevette in dono dopo la sua morte Villa Hélène (il nome della mamma), lo studio, i documenti e più di 400 lavori, oltre a quelli di altri artisti e fotografi contemporanei, suoi amici e conoscenti. Villa Hélène, dopo la morte della sorella adottiva Lucia, divenne a tutti gli effetti dello Stato e attualmente è il Museo vero e proprio che contiene tutti i lavori dell'artista, come le statue create per realizzare la Fontana della Vita e L'Angelo della Vita (o Vita eterna).

Fontana della Vita

Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita (1910) Acquerello su cartone
La Fontana della Vita doveva essere un monumento a più piani, composto da numerose sculture. Dal piano più alto fuoriusciva l’acqua, simbolo della vita. Siccome il progetto rimase allo stato di idea, Andersen ne realizzò solo alcune parti e nel museo sono visibili bozzetti in gesso e bronzo, disegni, statue di grosse dimensioni sia in gesso che in bronzo, le stesse che avrebbero trovato collocazione, secondo il progetto, di fronte al Palazzo delle Arti. 
L’intera opera è costituita da tre terrazze poste a più livelli e da una vasca centrale superiore da cui esce l’acqua, decorata con una scena a mosaico che raffigura le Quattro Stagioni. Dall’alto in basso, l’acqua avrebbe formato una cascata ininterrotta. 
Il complesso, oltre la vasca centrale, era formato da quattro gruppi su piedistalli circolari simboleggianti le varie fasi del giorno: Il mattino, il giorno, la sera e la notte; Quattro coppie di figure maschili e femminili allusive alla fratellanza, all'amore, alla progenie e al progresso dell'umanità e infine due statue equestri e due femminili raffiguranti la preghiera.

Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Le quattro stagioni

Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Il mattino (1907-1910) Gesso
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Il giorno (1904-1908) Bronzo
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, La sera (1907-1909) Gesso
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, La notte (1907-1909) Gesso
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Il passo (1900) Bronzo
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, La fontana della vita, Amore (1906) Bronzo
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, La gioia di vivere (1907) Bronzo
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Il progresso dell'umanità (1911-1918) Gesso
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Nudo femminile con due putti su cavallo al passo (1905-1907) Gesso
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, Nudo maschile e femminile con due putti su cavallo al passo (1905-1907) Gesso
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, La preghiera - destra (1906) Bronzo
Hendrik Christian Andersen, La fontana della vita, La preghiera - sinistra (1906) Bronzo

Museo di scultura all'aperto
Amos Luchetti, Valle Giulia, Museo di scultura all'aperto di H.C. Andresen (1917)

Hendrik Christian Andersen (Bergen 1872 - Roma 1940), dopo aver girato gli States e vari Paesi europei, rimase affascinato dalla bellezza di Roma e dell'Italia intera, che decise di stabilirsi a Roma in modo permanente. Tra i tanti progetti presenti nel museo, ce n'è uno che avrebbe fatto sicuramente la gioia di molti. Progettò nel 1917 un Museo di scultura all'aperto nell'area di Valle Giulia da offrire a sue spese al Comune di Roma, nel punto dove si trova attualmente la Facoltà di Architettura. Il disegno che vedete all'inizio dell'articolo, fu commissionato dallo stesso Andersen all'architetto Amos Luchetti, suo collaboratore, che poco dopo si occupò della costruzione della tomba di famiglia all'interno del Cimitero Acattolico della Piramide Cestia a Roma. Successivamente si occupò anche della costruzione dell'attuale Museo. Edgar A. Mowrer, corrispondente a Roma del Chicago Daily News e amico di Andersen, fece da intermediario con l'allora sindaco di Roma principe Colonna, per la realizzazione del Museo di scultura all'aperto, ma purtroppo ottenne soltanto una risposta negativa. Come si vede dal disegno, le sculture immaginate per il Museo, sono caratteristiche dello stile dell'artista: ballerine volanti con putti, figure maschili a cavallo e atleti con putti. 

L'Angelo della Vita (o Vita eterna)
La scultura in bronzo si chiama L'Angelo della Vita (o Vita eterna), è stata realizzata nel 1912 e dedicata al fratello Andreas morto a Boston nel 1902. La sua destinazione iniziale era per il cimitero americano di Cambridge nel Massachusetts, dove era stato inizialmente sepolto. Il gruppo scultoreo fu fatto fondere in Germania e in seguito, prima della sua collocazione a Roma, fu esposto al Salone di Parigi nel 1914. Una volta arrivata a Roma nel 1918, fu collocata sul sacello della tomba della Famiglia Andersen nel Cimitero Acattolico della Piramide Cestia. Nel 1933 a seguito di danni strutturali della Tomba, il gruppo fu mandato nella fonderia tedesca per le dovute riparazioni, ma purtroppo non fu più ricollocata al suo posto sia per la sua "nudità" che per la grandezza che al dire dell'amministrazione "sovrastava le altre tombe". Rimase per molto tempo in stato di abbandono nel cimitero, fino a quando la sorella Lucia, la fece portare nel 1947 all'interno dell'attuale Museo.
Nel 1911 Andersen espose una copia in gesso alla Grande Mostra Internazionale di Roma, collocata all'interno del salone centrale. Successivamente però fu collocata nei magazzini dove andò distrutta. Tuttavia all'interno del Museo Hendrik Christian Andersen, è esposto un modellino in bronzo dove sopra è incisa la dedica al fratello (ultima foto).
Hendrik Christian Andersen, L'Angelo della Vita (o Vita eterna) (1912)
Hendrik Christian Andersen, Modellino de L'Angelo della Vita (o Vita eterna) (1912)



Il museo decorato in stile neorinascimentale è sviluppato su più livelli.
I due grandi atelier del piano terra sono suddivisi in Galleria dove l'artista presentava i suoi lavori ai visitatori e lo Studio dove venivano progettati e realizzati i suoi lavori. I due atelier oltre alle opere che abbiamo visto, conservano altre monumentali statue, progetti cartacei, modellini, busti-ritratto, disegni e molto altro ancora.
I piani superiori prima del passaggio allo Stato Italiano erano l'abitazione dell'artista prima, adibiti a pensione, dove vi abitava la sorella adottiva Lucia poi. Ora gli spazi espositivi sono interessati in modo permanente dalle opere di piccole dimensioni di Andersen come dipinti, busti, progetti, fotografie e disegni. Vengono anche utilizzati per le mostre temporanee dedicate al rapporto tra l'Italia e gli artisti stranieri del XIX e XX secolo.

La Galleria

La Galleria

La Galleria

Lo Studio

Lo Studio

Lo Studio

Lo Studio visto dalla finestra dello scalone

Per accedere ai piani superiori ci sono le scale situate di fronte alla porta d'accesso al museo. Prima che inizi lo scalone si viene accolti da un bellissimo ascensore decorato dall'artista. Molti decori presenti un po dappertutto nel museo sono opera di Andersen. Dal primo piano è possibile accedere al terrazzo situato sopra lo Studio da dove è possibile rivolgere lo sguardo verso il Tevere.

Scalone, Ascensore piano terra

Scalone, Ascensore piano terra, Amore


Piano primo

Terrazzo

Ingresso

Salone

Salone





Hendrik Christian Andersen, Ritratto di Umberto Nobile (1928)



Corridoio di destra

Decorazione delle porte del primo piano

Ingresso, Hendrik Christian Andersen, La Maternità (1916)

Salone, Andreas Martin Andersen, Ethel Cochrane allo specchio (1900)

Piano secondo

Salone

L'artista

Andreas Martin Andersen, Ritratto di Hendrik Christian Andersen

Hendrik Christian Andersen con Henry James (1907)

Hendrik Christian Andersen, Ritratto (1905 ca.)

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...