| Madonna col Bambino e san Giovannino detta "Madonna del Cardellino" (1506 ca.) |
lunedì 27 settembre 2021
RAFFAELLO SANZIO, MADONNA DEL CARDELLINO
venerdì 24 settembre 2021
Michelangelo Buonarroti, Sacra Famiglia detto Tondo Doni
© Photo by Massimo Gaudio
| Michelangelo Buonarroti, Sacra Famiglia detto Tondo Doni (1505-1506) |
lunedì 20 settembre 2021
Leonardo da Vinci, Annunciazione
| Leonardo da Vinci, Annunciazione (1472) |
Davanti ad un palazzo rinascimentale, in un rigoglioso giardino recintato che evoca l’hortus conclusus allusivo alla purezza di Maria, l’Arcangelo Gabriele si inginocchia davanti alla Vergine rivolgendole il saluto ed offrendole un giglio. La Vergine risponde, seduta con grande dignità davanti a un leggio sul quale è poggiato un libro. Il tradizionale tema sacro è collocato da Leonardo in un’ambientazione naturalistica e terrena: l’angelo ha una corporeità concreta, suggerita dall’ombra proiettata sul prato e dalla resa dei panneggi che presuppongono studi dal vero. Anche le sue ali prendono ispirazione da quelle di qualche poderoso rapace. E’ straordinaria la resa della luce crepuscolare che plasma le forme, unifica la scena e fa risaltare le sagome scure degli alberi sul lontano paesaggio dello sfondo, dominato dai toni sfumati cari all’artista. Gli elementi architettonici sono disegnati secondo le regole della prospettiva con punto di fuga centrale, ma alcune anomalie riscontrabili nella figura della Vergine, il cui braccio destro appare eccessivamente lungo, potrebbero rispecchiare precoci ricerche di ottica da parte di Leonardo, che avrebbe tenuto conto del punto di vista laterale (da destra) e ribassato determinato dalla collocazione originale della tavola dipinta, cioè sopra un altare laterale di una chiesa.
Pervenuto agli Uffizi nel 1867 dalla sagrestia della chiesa di San Bartolomeo a Monteoliveto fuori porta San Frediano a Firenze, del dipinto non si conoscono né la collocazione originaria, né la committenza. L’Annunciazione è largamente ritenuta un’opera giovanile di Leonardo da Vinci, eseguita quando il maestro era ancora nella bottega di Andrea del Verrocchio. Imita un’invenzione del Verrocchio la foggia del leggio, ispirata al sarcofago di Piero il Gottoso nella chiesa di San Lorenzo a Firenze. (testo di Daniela Parenti tratto dal sito Le Gallerie degli Uffizi)
venerdì 17 settembre 2021
Tiziano Vecellio, Flora
| Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) |
La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”).
L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera nella collezione di don Alfonso Lòpez, ambasciatore spagnolo ad Amsterdam. Venduta da quest’ultimo all’Arciduca Leopoldo Guglielmo d’Asburgo, la tela giunse poi a Firenze nel 1793 nell’ambito degli scambi di opere d’arte tra l’Imperiale Galleria del Belvedere di Vienna e i granduchi di Toscana. La celebrità di questa immagine è testimoniata dalle numerose incisioni tratte a partire dal XVI secolo.
mercoledì 15 settembre 2021
Sandro Botticelli, Annunciazione di Cestello
| Sandro Botticelli, Annunciazione di Cestello (1489-90) |
mercoledì 8 settembre 2021
Artemisia Gentilechi, Giuditta decapita Oloferne
| Artemisia Gentilechi, Giuditta decapita Oloferne (1620 ca.) |
martedì 7 settembre 2021
La volta della Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto
Benvenuti carissimi, nel centro storico di Padova si trova la celebre Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto, tra il 1303 e il 1305, su commissione di Enrico degli Scrovegni. Il pittore dipinse tutte le pareti dell’oratorio, seguendo un impianto decorativo ispirandosi ad Alberto da Padova, che era un teologo agostiniano. La decorazione fu trattata creando quattro fasce, in cui si trovano i pannelli dedicati al tema della salvezza: gli episodi di Gioacchino e Anna, di Maria, della vita e morte di Cristo, i monocromi dei Vizi e delle Virtù e il Giudizio Universale.
L’immagine che propongo riproduce la volta azzurra a botte, con le stelle a otto punte come simbolo dell’ottavo giorno, alludente all’eternità e alla perfezione. Il cielo stellato si sviluppa proiettando tre fasce decorative e dieci tondi. Nei tre archi Giotto ritrasse patriarchi e re dell'Antico Testamento. Dal cielo blu appaiono la Madonna col Bambino e il Cristo benedicente, otto Profeti, Santi e angeli. Sulla volta stellata il Cristo Pantocratore benedice gli astanti con il gesto della mano, tenendo intrecciati l’indice e il medio. Segno che esprime la doppia natura di Cristo, umana e divina. Il simbolo della Trinità fu simboleggiato unendo altresì il pollice, l’anulare e il mignolo.
In generale, il senso dell’opera si concentra sul significato relativo alle sofferenze di Cristo, che morì sulla croce per liberare i peccati dell’uomo. Secondo tale lettura, seguendo il suo esempio e meditando sull’accaduto, è possibile evitare le pene. Per questo motivo il committente Enrico Scrovegni si è fatto raffigurare dalla parte dei salvati, nel Giorno del Giudizio, mentre sta offrendo la Cappella alla Madonna.
La Cappella degli Scrovegni costituisce l’espressione della maturità artistica di Giotto, considerato il precursore del Rinascimento, poiché favorì la nascita di un linguaggio figurativo moderno. È la resa degli stati d’animo, rappresentati con un eccellente realismo e l’innovazione nell’uso della prospettiva, a far emergere le prime rivoluzionarie raffigurazioni tratte dalla vita reale.
mercoledì 1 settembre 2021
Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Bacco
| Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Bacco (1598 ca.) |
ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano
Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...
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