martedì 29 agosto 2023

PIETRO LOMBARDI, FONTANE DEI RIONI DI ROMA

© Photo by Massimo Gaudio

Pietro Lombardi è stato un architetto e scultore italiano del '900, molto conosciuto a Roma per essere stato, tra l'altro, l'autore di molte fontanelle rionali sparse sul territorio cittadino. Nel 1925 l’Ufficio delle Antichità e Belle Arti del Comune di Roma gli commissionò la realizzazione delle fontane tutte allusive nelle decorazioni, agli stemmi dei rioni o alle attività dei luoghi a cui le fontane si riferiscono.

  Mettetevi le scarpe comode c'è tanto da camminare, ma ne vale la pena

Fontana degli Artisti
Come noto, via Margutta nel Rione Campo Marzio è conosciuta in tutto il mondo come la via degli artisti e lo scultore, partendo da questa base, ha inserito nella Fontana degli Artisti un insieme di cavalletti, tavolozze, maschere, pennelli e compassi, come chiaro riferimento alla vita artistica di cui la strada è un centro famoso sin dal '600. Fu inaugurata nel 1927 e precisamente il 27 ottobre del 1927, il giorno del quinto anniversario della marcia su Roma; infatti, sui due mascheroni da dove fuoriesce l'acqua, si trovano i riferimenti appena citati. L'acqua oltre dai mascheroni fuoriesce dallo snodo del compasso e si raccoglie nelle vasche sottostanti, infine un arco marmoreo con la scritta S.P.Q.R. incornicia questo omaggio a tutti gli artisti.
Fontana degli Artisti




Fontana delle Anfore
Testaccio è un rione di Roma. Al centro di esso si trova l'omonima piazza dove è stata collocata la Fontana delle Anfore.
La fontana fu inaugurata il 26 ottobre 1927, tre anni dopo il bando indetto dal Comune di Roma vinto dall'architetto Pietro Lombardi, il quale si ispirò al vicino Monte Testaccio costituito da frammenti di anfore provenienti dal vicino porto commerciale di Ripa grande sul fiume Tevere.
La sua collocazione nella piazza durò pochi anni a causa del cedimento del terreno sottostante, così l'intera fontana fu trasferita a poca distanza in piazza dell'Emporio vicino Ponte Sublicio.
Il Comune di Roma ha avviato agli inizi della seconda decade del nuovo millennio, un importante progetto di riqualificazione di piazza Testaccio trasferendo il mercato rionale in un nuovo spazio poco distante. La piazza liberata ha potuto così accogliere nuovamente la fontana nel luogo originario e con l'occasione sono stati ripristinati i 45 ugelli di alimentazione dell'acqua rimasti inattivi per moltissimo tempo, oltre all'inserimento di luci all'interno delle vasche rettangolari poste alla base del pinnacolo costituito da un insieme di anfore. La fontana interamente in travertino è stata nuovamente inaugurata il 24 gennaio del 2015.

Fontana delle Anfore





Fontana dei Libri
Nel 1927 l'architetto Pietro Lombardi realizzò la fontana rappresentativa del Rione Sant'Eustachio. Egli riuscì a unire due elementi molto rappresentativi del posto. Il primo è quello della testa di cervo simbolo del rione. Rappresenta il momento in cui il santo incontrò il cervo prima di convertirsi durante una battuta di caccia che, arrivato davanti un burrone si girò verso di lui e tra le corna apparve una croce luminosa con la figura di Gesù. L'altro elemento rappresentativo del rione sono i libri che fanno riferimento all'università della Sapienza sul cui muro la fontana è addossata.
La Fontana dei Libri si trova in via dei degli Staderari, tra Palazzo Carpegna e la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza all'interno di una nicchia ricavata nel muro del palazzo che ospita quest'ultima. 
È costituita interamente in travertino, al suo interno sono raffigurati quattro libri poggiati sopra due mensole. Sopra di questi l'acqua fuoriesce da due cannelle e finisce nella vasca semicircolare sottostante, mentre altri due getti d'acqua che fuoriescono da due segnalibro, finiscono fuori dalla vasca sopra due grate poste direttamente sul selciato.
Sopra la fontana si trova un arco a tutto sesto con l'iscrizione S.P.Q.R. e all'interno dei libri e dell'arco, si trova la testa del cervo. Vorrei soffermarmi su quest'ultimo simbolo per due curiosità. Tra le corna del cervo, la croce è stata formata con il nome del rione e il suo riferimento numerico in numeri romani. Bene, sono tutti e due errati. La scritta in verticale (vedi i dettagli nella foto sottostante) S. EUSTACCHIO ha una "C" in più, inoltre il riferimento numerico del rione Sant'Eustachio è VIII, mentre è stato inciso il rione IV (Campo Marzio).

Fontana dei Libri






Fontana della Botte
Quando si entra nella parte più antica del Rione Trastevere, si entra in un mondo a parte, fuori dai rumori e dalla frenesia cittadina. Nel rione con le sue trattorie, con le sue case popolari medioevali di pochi piani affacciate su strade con ancora i sanpietrini che ricordano quelle dei paesi dei Castelli Romani. Nel rione un tempo era intenso il traffico del vino. A ricordare questa particolarità, nel 1927 l'architetto Pietro Lombardi progettò la Fontana della Botte che seguiva il progetto del 1925 dell’Ufficio delle Antichità e Belle Arti del Comune di Roma per la realizzazione di fontane tutte allusive nelle decorazioni, agli stemmi dei rioni o alle attività dei luoghi di Roma.
La fontana si trova in via della Cisterna quasi ad angolo con via di San Francesco a Ripa, addossata a una parete esterna di un palazzo. La fontana realizzata in travertino, si trova all'interno di una nicchia. Nella parte superiore, poggiata su una base, è raffigurata una botte dalla quale fuoriesce un getto d'acqua attraverso una cannella, che va a finire al centro di un tino sottostante. A destra e a sinistra della botte, appoggiate sulle mensole, si trovano raffigurate due misure, caratteristiche caraffe utilizzate nelle osterie e trattorie romane di un tempo. Anche da queste ultime fuoriescono zampilli d'acqua che vanno a finire in altrettanti bacini scavati nella base della fontana stessa. Per la protezione della fontana sono state realizzate quattro colonnine in travertino disposte a semicerchio.

Fontana della Botte





Fontana della Pigna
In piazza San Marco tra l'omonima basilica e piazza Venezia si trova la Fontana della Pigna, realizzata nel 1927 da Pietro Lombardi per rappresentare il Rione Pigna. La fontana si trova verso l'estremità del rione, al confine con il rione Campitelli per il semplice motivo che una volta nello stesso luogo si trovava una scultura bronzea a forma di pigna che ora si trova nel Cortile del Belvedere nei Musei Vaticani.
La fontana realizzata in travertino ha una forma elegante grazie a due corolle di tulipani stilizzate che sorreggono una pigna. L'acqua che è servita dall'acquedotto dell'Acqua Marcia, sgorga di due bocchette poste sulla base della pigna che dopo essere stata raccolta da varie vaschette sullo stelo, va a finire in due vaschette a terra.

Fontana della Pigna




La Pigna bronzea nel Cortile del Belvedere nei Musei Vaticani

Fontana delle Palle di Cannone
Di fronte a Borgo Pio nel Rione Borgo tra Castel Sant'Angelo e il Vaticano a pochi metri dal passetto di Borgo, si trova addossata al muro dell'università LUMSA la Fontana delle Palle di Cannone realizzata in travertino nel 1927 da Pietro Lombardi. Tra i due catini che raccolgono l'acqua che fuoriesce da due cannelle posizionate all'interno dell'arco a tutto sesto in travertino e mattoni, si trova una piramide di palle di cannone che richiamano il vicino Castello per secoli utilizzato come fortezza dalla Chiesa. Al centro delle palle di cannone spunta un mascherone dal quale fuoriesce l'acqua che va a finire in una vasca a livello base che veniva utilizzata come abbeveratoio per cavalli. Sulla parte superiore dell'arco incastonato tra i mattoni campeggia lo stemma comunale.


Fontana delle Palle di Cannone




Fontana delle Tiare
Una delle nove fontane realizzate per il Comune di Roma dall'architetto e scultore Pietro Lombardi nella seconda metà degli anni Venti del '900, è la Fontana delle Tiare.
Come accaduto per le altre fontane dei rioni, anche questa ha la peculiarità di mettere in evidenza simboli identificativi. La fontana si trova nel Rione Borgo dove è già presente la Fontana delle Palle di Cannone che abbiamo visto poco fa ed è collocata a pochi metri dal Passetto di Borgo vicinissima al Colonnato di San Pietro
La fontana realizzata interamente in travertino, è dedicata alla Città del Vaticano e come identificazione lo scultore ha inserito le chiavi di San Pietro e le tiare. Essa è stata posta su un basamento in rilievo pavimentato con piccoli cubi porfido che assumono una forma a trifoglio. Tre sono le vasche a forma di conchiglia che raccolgono l'acqua che fuoriesce dalle cannelle nelle teste delle sei chiavi scolpite (due per ogni conchiglia). Le tre vasche sono addossate al pilastro centrale dove alla sommità sono state scolpite quattro tiare riccamente lavorate a rilievo. Tra gli spazi lasciati liberi dalle coppie di chiavi, sono stati scolpiti lo stemma di Roma e quello del rione.
Fontana delle Tiare





Fontana del Timone
La Fontana del Timone si trova nel Rione Trastevere, ma questo non deve fuorviare dallo scopo per il quale è stata creata. In realtà la fontana rappresenta il Rione Ripa del quale è stato scolpito appunto il suo simbolo: il Timone.
Realizzata nel 1930 in travertino, la fontana è stata addossata al complesso di San Michele alla fine del Lungotevere Ripa proprio dove si trova l'antico Porto di Ripa Grande.
All'apice della fontana all'interno di un cerchio dove c'è la scritta R RIPA, si trova scolpito in rilievo un timone dal quale fuoriesce l'acqua da una cannella centrale che va a finire nel catino sottostante collegato al timone da una pala del timone stesso. Alle due estremità ci sono due piccole colonne dove è stato scolpito in rilievo un anello di ormeggio per le barche su ognuna di esse e al centro esce l'acqua che va a finire direttamente a terra dove ci sono dei fori per lo smaltimento delle acque. Ci sono gli stemmi del Comune di Roma posizionati direttamente sul muro fuori dal gruppo scultoreo che poggia su un grande gradino semicircolare pavimentato con cubetti di porfido.
Fontana del Timone






Fontana dei Monti
Siamo arrivati alla fine di questo viaggio alla scoperta delle fontane simbolo dei rioni romani. Anche se è l'ultima, in realtà la Fontana dei Monti rappresenta il primo rione di Roma. Nel Medioevo quando si diceva "li monti" si intendeva una vasta zona poco abitata che occupava tre dei sette Colli di Roma, ovvero l'Esquilino, il Viminale e parte del Quirinale. Questa introduzione è servita per spiegare meglio la composizione della fontana. 
Nel 1927 l'architetto e scultore Pietro Lombardi ha scolpito questa fontana in travertino riunendo i tre colli come una volta; infatti, ci sono tre piccoli colli e uno più grande che li sovrasta come a riunire "li Monti". Lombardi ha effettuato un gradevole gioco d'acqua. In ognuno dei colli ha scolpito due stelle contrapposte dalle quali fuoriesce l'acqua attraverso una cannella ciascuna. I colli sono posizionati a triangolo quindi di conseguenza ci sono tre vaschette che fanno da congiunzione tra i colli e raccolgono l'acqua dai due colli confinanti. 
Quello più grande presenta sette stelle in rilievo, come a significare i sette colli di Roma. Tre di esse, quelle in corrispondenza delle vaschette, hanno una cannella dalla quale fuoriesce l'acqua. Il gruppo scultoreo si trova rialzato rispetto al piano strada su un grande gradino di forma rettangolare pavimentato con cubetti di porfido. La fontana si trova in via di San Vito, a metà strada tra la Basilica di Santa Maria Maggiore e piazza Vittorio Emanuele nel Rione Esquilino e non nel Rione Monti come si potrebbe pensare dal nome della fontana.


Fontana dei Monti





Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo



venerdì 25 agosto 2023

BASILICA DI SANTA MARIA DEL POPOLO

© Photo by Massimo Gaudio


Basilica di Santa Maria del Popolo

In un angolo di piazza del Popolo accanto alla porta berniniana di accesso alla piazza stessa, si trova la basilica di Santa Maria del Popolo. Al suo interno ci sono molte cappelle dove sono collocate molte opere di pittori e scultori tra i più importanti. Ci sono ad esempio due statue di Gian Lorenzo Bernini collocate nella Cappella Chigi (che tra l'altro Raffaello Sanzio ne è stato l'architetto) oltre a tre altari e l'organo da lui disegnati, due dipinti del Caravaggio e uno di Annibale Carracci collocati nella Cappella Cerasi. Anche Pinturicchio, Giacomo Fontana, Carlo Maratta, Donato Bramante, Andrea Bregno, Alessandro Algardi ecc., hanno realizzato opere pittoriche e scultoree di notevole importanza artistica e religiosa.
Andiamo per ordine, iniziando dalla navata centrale per poi spostarci in quella laterale destra e, passando prima davanti all'altare maggiore e col naso all'insù sotto la grande cupola, si arriva in quella sinistra rimanendo sicuramente a bocca aperta.

      Iniziamo la visita


Navata centrale

Le cappelle della navata laterale destra

Navata laterale destra

Cappella Della Rovere
Come si entra nella chiesa, a destra rispetto la navata centrale, si trova la cappella Della Rovere. Sopra l'altare è collocato un affresco realizzato da Bernardino Pinturicchio intitolato La Natività con san Girolamo realizzato tra il 1488 e il 1490. Anche le lunette della cappella intitolate Storie di san Girolamo sono affreschi e sono stati realizzati da Pinturicchio con l'aiuto di Tiberio D'Assisi risalenti allo stesso periodo.

Cappella Della Rovere con le Storie di san Girolamo (1490)

Bernardino Pinturicchio, Natività di san Girolamo (1490)

Cappella Cybo
Come la precedente, anche questa cappella in origine fu affrescata dal Pinturicchio, ma il cardinale Alderano Cybo decise nel 1680 di fare un restauro radicale della cappella affidando i lavori a Domenico Fontana. Realizzò la cappella con una pianta a forma di croce greca con sopra una cupola affrescata da Luigi Garzi e sulle pareti marmi policromi pregiati. Successivamente Francesco Cavallini realizzò i due monumenti dei cardinali Lorenzo e Alderano Cybo. La pala dell'altare è di Carlo Maratta che la eseguì nel 1686 con la tecnica di olio su muro.

Cappella Cybo

Carlo Maratta, Immacolata Concezione e i santi Giovanni Evangelista, Gregorio, Giovanni Crisostomo e Agostino (1686)

Luigi Garzi, Eterno in Gloria (1685)

Francesco Cavallini, Monumento funebre del cardinale Alderano Cybo (1684)

Francesco Cavallini, Monumento funebre del cardinale Lorenzo Cybo (1683)


Cappella Basso della Rovere
Gli affreschi nelle pareti, nelle lunette e anche quelli monocromo, furono realizzate dagli allievi del Pinturicchio verso la fine del XV secolo, Il Monumento funebre in marmo del cardinale Girolamo Basso della Rovere è stato realizzato dalla scuola di Andrea Bregno.

Cappella Basso della Rovere

Aiuto del Pinturicchio, Assunzione della Vergine (1489-1491) 1

Aiuto del Pinturicchio, Madonna con Bambino e i santi, Lunetta Dio Padre benedicente (1489-91) 

Scuola di Andrea Bregno, Monumento Funebre del cardinale Girolamo Basso della Rovere (1485)


Cappella Costa
In origine la cappella era appartenuta al cardinale Domenico della Rovere, ma in seguito venne acquistata dal cardinale Giorgio Costa nel 1488, del quale è presente il Monumento funebre marmoreo realizzato dalla scuola di Andrea Bregno. Sul pavimento della cappella si trova il monumento funebre in marmo e bronzo del cardinale Pietro Foscari. Anche in questa cappella gli affreschi presenti sono stati realizzati dagli aiuti del Pinturicchio.

6 - Cappella Costa

Cappella Costa

Braccio destro del transetto
Durante il rifacimento seicentesco di questo lato del transetto voluti da Alessandro VII, Gian Lorenzo Bernini realizzò il disegno per l'altare e l'organo, quest'ultimo realizzato da Antonio Raggi con gli stemmi del pontefice Chigi. La pala dell'altare fu eseguita nel 1659 da Giovanni Maria Morandi dal titolo la Visitazione. A destra dell'altare berniniano c'è il Monumento del cardinale Ludovico Podocataro realizzato dalla bottega di Andrea Bregno, mentre sotto l'organo ci sono le cappelle Feoli e Santa Rita da Cascia.

Altare, Bottega del Bernini

Organo disegno di Gian Lorenzo Bernini e Antonio Raggi

Cappella santa Rita da Cascia

Cappella Feoli

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Altare maggiore
L'altare maggiore è stato realizzato nel 1627 su disegno del Bernini per volere del cardinale Antonio Maria Sauli, il quale commissionò anche la costruzione dell'arco trionfale in stucco dorato. All'interno della mostra dell'altare, si trova collocata la tavola di ambito romano del XII secolo della Madonna del Popolo. Alle spalle dell'altare maggiore si trova il Coro, ristrutturato da Donato Bramante all'inizio del Cinquecento.

Altare maggiore


Altare, Icona della Madonna del Popolo del XIII secolo


Cupola
Dove incrociano la navata centrale e il transetto, è situata la cupola ottagonale affrescata da Raffaello Vanni tra il 1656 e il 1658. Essa è sorretta da quattro pilastri dove i quattro pennacchi sono stati raffigurati Giuditta, Debora, Ester e Ruth, mentre nella calotta è raffigurata l'Assunzione della Vergine.

Cupola ottagonale

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Braccio sinistro del transetto

Cappella Cerasi
La cappella Cerasi si trova a sinistra dell'altare maggiore ed è un ambiente a due vani stretto e profondo. Essa è dedicata ai santi Pietro e Paolo e in origine apparteneva al cardinale Pietro Foscari. Fu venduta nel 1601 a Tiberio Cerasi di cui all'interno della cappella è conservato il monumento parietale. Dopo l'acquisizione, venne trasformata nel vano attuale e fatta decorare ad affresco da Giovan Battista Ricci per quello che concerne la volta e le lunette dell'atrio, mentre Innocenzo Tacconi si occupò della realizzazione degli affreschi nella cappella su disegni di Annibale Carracci.
Per la realizzazione delle grandi tele presenti nelle tre pareti della cappella, Cerasi nel 1601 incaricò Annibale Carracci e Caravaggio. Il primo si occupò della tela posta sopra l'altare intitolata Assunzione della Vergine, mentre Caravaggio realizzò le altre due tele: Crocifissione di san Pietro a sinistra dell'altare, mentre alla destra si trova Conversione di san Paolo. A proposito di quest'ultima, si tratta della seconda versione eseguita dal Merisi perché la prima, che ora si trova nella collezione Odescalchi, fu rifiutata dal committente.

Cappella Cerasi

Cappella Cerasi




Annibale Carracci, Assunzione della Vergine

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Crocifissione di san Pietro (1600-1601)

Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Conversione di san Paolo (1600-1601)

La volta dell'atrio


Cappella Theodoli
La cappella Theodoli si affaccia sul transetto sinistro, stretta tra l'altare berniniano e la cappella Cerasi. Sebbene quest'ultima sia sicuramente più conosciuta per via delle tele del Caravaggio, la cappella dedicata a santa Caterina è un'importante opera del pittore e scultore Giulio Mazzoni al quale si attribuiscono gli stucchi e gli affreschi della volta, oltre alla statua di santa Caterina posta sull'altare.

Cappella Theodoli


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Altare, Bottega del Bernini

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Le cappelle della navata laterale sinistra

Navata laterale sinistra

Cappella del SS. Crocifisso
La cappella quattrocentesca chiamata così per via del Crocifisso ligneo sull'altare realizzato da un artista emiliano nel XV secolo, nella prima metà del Seicento subì un intervento di restauro da parte della famiglia Cybo, la quale diede il mandato di realizzare gli affreschi presenti nelle lunette e nelle pareti laterali, al pittore fiammingo Pieter van Lindt. Nel 1812 la cappella fu acquistata da Lorenzo Soderini, il quale le diede un nuovo look facendo costruire una pala lignea sull'altare per incorniciare l'antico Crocifisso. Anche la balaustra è originale della cappella quattrocentesca.

Cappella del SS. Crocifisso

Pieter van Lindt, Storie della Vera Croce (1637)

Pieter van Lindt, Storie della Vera Croce (1637

Cappella Mellini
Il celebre giurista Pietro Mellini dedicò la cappella a San Nicola da Tolentino. Nel corso del XVII secolo lo scultore Alessandro Algardi realizzo il sarcofago con il busto del cardinale Urbano Mellini e il Monumento funebre del cardinale Garzia Mellini (a sinistra) e il sarcofago con il busto del cardinale Mario Mellini. Tutte le opere pittoriche furono realizzate dal pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni, mentre la pala d'altare è di Agostino Masucci dove ha raffigurato san Agostino che presenta san Nicola alla Vergine.

Cappella Mellini

Agostino Masucci, Sant'Agostino presenta san Nicola alla Vergine (XVIII sec.)

Alessandro Algardi, Sarcofago con busto del cardinale Urbano Mellini (1639)

Busti e monumenti famiglia Mellini


Cappella Chigi
Raffaello Sanzio è stato un grande pittore e architetto del Rinascimento. Giunto a Roma molti uomini illustri dell'epoca lo cercavano per commissionargli alcuni lavori, uno di questi era Agostino Chigi, banchiere papale di origine senese che commissionò a Raffaello una nuova cappella per la sua famiglia. Egli disegnò l'architettura della cappella di forma cubica sormontata da una cupola emisferica che poggia su un tamburo dal quale entra la luce attraverso otto finestre. Curò anche i cartoni per i mosaici della cupola che vennero eseguiti dal veneziano Luigi De Pace nel 1516. La cupola è decorata a cassettoni dorati dove al centro si trova Dio creatore del firmamento e tutto intorno sono raffigurate le allegorie del Sole, della Luna, delle stelle fisse e dei cinque pianeti allora conosciuti. Tra le otto finestre del tamburo, intorno la metà del XVI secolo il pittore Francesco Salviati fece altrettanti affreschi con Scene della Creazione e Peccato originale e sempre lo stesso Salviati si occupò dei quattro pennacchi raffigurando le Stagioni.
I lavori per la realizzazione della cappella iniziarono nel 1513 dal Lorenzetto, allievo di Raffaello e terminarono dopo circa un secolo e mezzo da Gian Lorenzo Bernini su commissione di papa Alessandro VII Chigi. Bernini si occupò della realizzazione di due statue: Abacuc e l'angelo e Daniele e il leone, inoltre disegnò il mosaico al centro del pavimento dove c'è la tomba di papa Alessandro VII che riporta la scritta Mors ad caelos. Guardando l'ultima fotografia, leggendo la frase scritta e mettendo insieme le lettere maiuscole MDCL, si avrà la data della sua realizzazione, ovvero quello che in numeri romani è 1650. Le altre due statue della cappella sono state realizzate un secolo prima dal Lorenzetto: Giona che esce dalla balena su disegno di Raffaello, mentre quella di Elia è stata iniziata dal Lorenzetto ma ultimata dopo la sua morte da Raffaello da Montelupo nel 1540.
Addossate alle pareti si trovano le tombe a forma piramidale di Agostino Chigi e del fratello Sigismondo, che furono disegnate da Raffaello ma modificate dal Bernini per quello che concerne i medaglioni marmorei. Altra opera che merita sicuramente di essere nominata è l'altare dove è inserito un bassorilievo del Lorenzotto raffigurante Gesù e la Samaritana, mentre sopra l'altare c'è una pala realizzata da Sebastiano del Piombo e Francesco Salviati intitolata Nascita della Vergine.
Di solito l'accesso all'interno delle cappelle non è consentito, ma per fortuna qui è consentito e soltanto così si può godere da più punti di vista dello splendore di questo gioiellino. Guardandola soltanto da fuori non serve.

La cappella Chigi

Altare








Tomba di Agostino Chigi

Tomba di Sigismondo Chigi

Abacuc e l'angelo

Daniele e il leone

Giona che esce dalla balena

Elia

Sebastiano del Piombo e Francesco Nascita della Vergine

Morte alata (1650)

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Tra la cappella del Battistero e la cappella Chigi si trova il Monumento funebre di Maria Flaminia Odescalchi (XVII secolo) realizzato da Paolo Posi.

Paolo Posi, Monumento funebre di Maria Flaminia Odescalchi (XVII sec.)


Cappella del Battistero
Come si entra nella chiesa, a sinistra rispetto alla navata centrale, si trova la cappella del Battistero che accoglie molte delle opere marmoree di Andrea Bregno provenienti dall'altare maggiore. Sulla parete sinistra si trova il Monumento funebre del Cardinale Antonio Pallavicini, realizzato nel 1510 dalla bottega di Andrea Bregno. L'altare è formato da un blocco di marmo dove nella parte centrale superiore è stato scolpito in rilievo il sudario con il volto di Gesù. La pala dell'altare del Battesimo di Gesù è di Pasquale Rossi. Ai lati dell’altare sono presenti due edicole marmoree, la Fonte battesimale e Fonte dell’ Olio santo con quattro statue di santi.

Cappella del Battistero

L'altare con di fianco la Fonte battesimale e Fonte dell’ Olio santo

Monumento funebre del Cardinale Antonio Pallavicini

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Controfacciata

Giovanni Battista Gisleni, Monumento funebre di Maria Eleonora Boncompagni Ludovisi (XVII sec.)


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

Fontana delle Anfore

© Photo by  Massimo Gaudio Fontana delle Anfore Testaccio  è un rione di Roma. Al centro di esso si trova l'omonima piazza dove è stata ...