lunedì 25 dicembre 2023

PRESEPE IN PIAZZA SAN PIETRO; COME QUELLO DI GRECCIO

© Photo by Massimo Gaudio



Il presepe in piazza San Pietro Natale 2023

Nella splendida cornice di piazza San Pietro, circondati dal bellissimo portico michelangiolesco, possiamo ammirare il tradizionale presepe che come ogni anno accompagna le festività natalizie, dove la sera della vigilia di Natale, il Bambinello è stato adagiato tra le braccia di san Francesco.
La presenza di san Francesco insieme agli altri personaggi realizzati a grandezza naturale non è casuale, infatti il 24 dicembre di ottocento anni fa nella grotta di Greccio, il santo realizzò il primo presepe della storia.
Questa rappresentazione ha molte particolarità, anche inedite rispetto agli anni precedenti. Sicuramente il fatto che il Bambinello non si trova adagiato nella mangiatoia ma tra le braccia del santo è una novità, come del resto lo è anche la rappresentazione della grotta che per la prima volta è a 360°, infatti nella parte retrostante ci sono vari affreschi dipinti ad arte dalle sapienti mani di artigiani con la rappresentazione di alcuni affreschi della Valle Santa.
Non sono molti i personaggi inclusi nel presepe, infatti oltre ai tre frati, il sacerdote, la Sacra Famiglia e il "poverello di Assisi", gli altri due personaggi a sinistra sono il nobile Giovanni Velita e sua moglie Alticama che per primi aiutarono Francesco, di ritorno dalla Terra Santa, nel realizzare la scena della natività. Alle loro spalle, subito sopra il sacerdote, c'è la copia dell'affresco che si trova a Greccio di scuola giottesca, attribuito al Maestro di Narni. Ovviamente per completare il tradizionale presepe non potevano mancare il bue e l'asinello.
Il presepe sarà presente nella piazza fino al 7 gennaio 2024.




San Francesco e il Bambinello

Giovanni Velita

Alticama

Il sacerdote

La Madonna

San Giuseppe

Frati

Frate

Affresco di scuola giottesca, attribuito al Maestro di Narni (copia)

Scene di vita di San francesco

Scene di vita di San francesco


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Massimo

venerdì 22 dicembre 2023

ARNOLFO DI CAMBIO, IL PRESEPE NELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE

© Photo by Massimo Gaudio 


Arnolfo Di Cambio, Presepe (1292-1291) Allestimento del Museo della Basilica

Nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore a Roma, è custodito uno dei più antichi presepi della storia, realizzato dallo scultore toscano Arnolfo di Cambio nel 1288 su commissione di papa Niccolò IV. In occasione del restauro dell'antica basilica, il pontefice appartenente all'Ordine francescano, volle far realizzare un recinto consacrato che ricordasse in qualche modo quello vivente realizzato da San Francesco a Greccio. L'artista nativo di Colle Val D'elsa, scolpì otto statue raffiguranti i personaggi più significativi che compongono il Presepe, ma alcuni di essi nel corso dei secoli sono andati persi e ora rimangono comunque quelli più significativi: La Madonna col Bambino, San Giuseppe, i re Magi e il bue con l'asinello. Dell'ambiente originario non esiste più nulla perché papa Sisto V, nel periodo del suo pontificato (1570-1590), commissionò all'architetto Domenico Fontana, la costruzione in questa basilica della Cappella Sistina che si affaccia sulla navata di destra e per l'occasione Fontana spostò la grotta della Natività con tutte le statue in una nuova collocazione, diversa però da quella attuale.





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Massimo

AREA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA, TEATRO ROMANO

© Photo by Massimo Gaudio



La Cavea del Teatro

Partendo da Roma dirigendosi verso il Lido di Ostia percorrendo via del mare, stretta tra quest'ultima e la foce del Tevere, si trova il Parco Archeologico di Ostia Antica. Al suo interno, circondato da Domus e Templi, si trova l'antico Teatro di Ostia. La grandiosa opera era in grado di ospitare 2500 persone e fu costruita da Agrippa verso la fine del I secolo a.C. amico e genero di Augusto. Alla fine del II secolo d.C., sotto il regno di Commodo (ma i meriti andarono a Settimio Severo e Caracalla) fu ulteriormente ampliata portando così la capacità di pubblico fino a 4000 persone.
Fu riportato alla luce verso la fine del XIX secolo dall'archeologo Rodolfo Lanciani che iniziò gli scavi, ma solo con il nuovo direttore degli scavi Dante Vaglieri, si decise di riportare alla luce l'intero Teatro. Esso appariva con una forma semicircolare, con la cavea senza gradinate interrotta dal corridoio di accesso alla stessa. Era come vedere un pendio di terra e macerie. Soltanto nel 1924 con il nuovo direttore Guido Calza, si decise di ricostruire le gradinate e per fare questo vennero affidati i lavori all'architetto Raffaele de Vico. Dal 1927 il teatro cominciò a ospitare le rappresentazioni teatrali che sono ancora oggi numerose, affiancate da eventi culturali tra cui concerti, spettacoli di danza e cabaret.



Ricostruzione con frammenti originali dell'iscrizione dedicatoria del teatro di Settimio Severo e Caracalla

Teatro, Portico



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Massimo

AREA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA, CAPITOLIUM

© Photo by Massimo Gaudio


Capitolium

All'interno degli scavi di Ostia Antica, nel punto d'incontro tra Cardine e Decumano, ovvero dove si incrociano le strade che vanno da nord a sud (la prima) e quella che va da est a ovest (la seconda), sorge il Capitolium adrianeo dedicato alla Triade capitolina (Giove Giunone e Minerva), eretto intorno al 120 d.C. dall'imperatore Adriano sopra a un precedente tempio risalente al I secolo a.C. Si pensa che anche quest'ultimo sia stato dedicato alle stesse divinità e che questo sia stato costruito su un altro edificio pubblico precedente.
Fu chiuso e abbandonato dopo che il cristianesimo divenne la religione ufficiale a seguito dell'editto di Tessalonica del 380 d.C. sotto l'imperatore Teodosio I. Era il tempio maggiore, quello più importante della città ed è stato eretto su un alto podio e costruito interamente in mattoni, che a loro volta erano rivestiti da marmi pregiati che nel corso del tempo sono stati razziati insieme alle statue che vi si trovavano.
Ostia Antica nel corso dei secoli fu ricoperta dai detriti a seguito delle inondazioni del Tevere. Insieme al Teatro, il Capitolium adrianeo rimase uno dei pochi monumenti visibili e con l'inizio degli scavi nel 1854, fu inizialmente identificato come tempio dedicato a Vulcano, ma grazie al ritrovamento di una lapide votiva, si capì che invece fu consacrato alla Triade capitolina.



Capitolium nel 1990


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Massimo

giovedì 21 dicembre 2023

AREA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA, THERMOPOLIUM: IL FAST FOOD DELL'ANTICA ROMA

© Photo by Massimo Gaudio


Thermopolium

Immaginate di fare un salto indietro nel tempo a duemila anni fa. Siete in giro per lavoro o per turismo in una città dell'Impero Romano. Arriva l'ora di pranzo e avete una fame da lupi, che cosa fate? Ma soprattutto dove andate a mangiare? Nessun problema, potete recarvi tranquillamente al Thermopolium, una sorta di fast-food dell'Antica Roma, dove troverete da bere e da mangiare cibo già pronto. Ostia Antica, vicino a Roma, custodisce uno di questi luoghi magnificamente conservati, dove ci sono banconi, sale dedicate al consumo delle vivande, pavimentazione a mosaico e affreschi. Si trova in Via di Diana al centro della zona archeologica di fianco al Capitolium.



Esterno del Thermopolium



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Massimo

mercoledì 20 dicembre 2023

MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA, LE TERRECOTTE DEGLI ETRUSCHI

© Photo by Massimo Gaudio


Sarcofago degli Sposi da Cerveteri (VI sec.  a.C.)
C'è un luogo a Roma, dove è esposto il più alto numero di reperti archeologici etruschi al mondo. Mi riferisco al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, che solo la struttura merita una visita. Gli Etruschi avevano una manualità eccezionale ed erano molto bravi nella produzione di oggetti di uso comune in terracotta e in questo articolo ho voluto inserire molte fotografie di anfore, balsamari, coppe, crateri, olpe, piatti, pissidi e altri oggetti finemente realizzati.
Gli Etruschi non si limitavano però soltanto alla produzione di vasellame, erano bravissimi nel creare statue, rifiniture per Tempi e addirittura sarcofagi di rara bellezza come il Sarcofago degli Sposi di Cerveteri.

Statua di Apollo (VI sec. a.C.)

Statua di Ercole (VI sec. a.  C.)

Statua di Latona (VI sec. a.  C.)

Testa di ariete

Antefiffa a testa di Gorgone (VI sec. a. C.)

Antefissa a testa di Menade (VI sec. a. C.)

Elmetto in terracotta

Il santuario di Pyrgi, Altorilievo (460 a.C.)








Piatto con l'elefante in assetto di guerra seguito da un elefantino (III sec. a. C.)


Pisside











Balsamario

Balsamario

Coppa e olpe

Coppa

Cratere

Cratere

Cratere

Cratere

Hydria


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Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...