mercoledì 31 luglio 2019

Statua di Artemide Efesina

Photo by Massimo Gaudio
Statua di Artemide Efesina (II sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma
Autore: -
Titolo: Statua di Artemide Efesina
Datazione: Copia romana del II secolo a.C.
Supporto : Marmo e bronzo
Misure (cm): 115
Si trova: Musei Capitolini
Luogo: Roma






SCUOLA DI ATENE DI RAFFAELO AI MUSEI VATICANI

Stanza della Segnatura, Scuola di Atene - Musei vaticani
Il bello degli affreschi, è quello che non possono essere trasportati come per esempio accade con i quadri o con le statue, perciò se si vogliono ammirare di persona, l'unica soluzione è quella di recarsi nei luoghi in cui si trovano, Nel chilometrico percorso dei Musei Vaticani, si trovano quattro stanze che si chiamano Stanze di Raffaello e prendono il nome dagli affreschi realizzati dal pittore urbinate. Una di queste si chiama Stanza della Segnatura e su una parete si trova uno dei più famosi affreschi di Raffaello dedicato alla filosofia dal titolo Scuola di Atene. Nell'opera, tra i tanti personaggi raffigurati come ad esempio Socrate, Euclide, Pitagora, Zoroastro, Tolomeo, sono stati raffigurati nella parte centrale Platone (a sinistra) ed Aristotele. Il pittore ha voluto lasciare la sua traccia in questo capolavoro con un autoritratto collocato nella parte esterna in basso a destra.



Raffaello Sanzio - Autoritratto

lunedì 29 luglio 2019

Venere esquilina

Photo by Massimo Gaudio
Venere esquilina (I sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma
Autore: -
Titolo: Venere esquilina
Datazione: I secolo a.C.
Supporto : Marmo
Misure (cm): 155
Si trova: Musei Capitolini
Luogo: Roma





CLEOPATRA DI ALFONSO BALZICO

Alfonso Balzico, Cleopatra (1874 ca.) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, è collocata una scultura dedicata a Cleopatra. Questa opera è di Alfonso Balzico, uno scultore e pittore italiano risalente all'anno 1874. Da notare in questo capolavoro marmoreo, la finezza dei particolari come l'acconciatura, il sandalo, i monili, la cesta dove si trova il serpente e la pelle del leone.







domenica 28 luglio 2019

Antonello da Messina e i volti dell'Ecce Homo


Antonello da Messina "Cristo alla Colonna" 1476 Olio su tela cm. 29,8x21 Parigi, Museo del Louvre
Dettaglio - Antonello da Messina "Cristo alla Colonna" 1476 Olio su tela cm. 29,8x21 Parigi, Museo del Louvre

Antonello da Messina "Cristo alla Colonna" 1476 - Olio su tela cm. 29,8x21 Parigi, Museo del Louvre


A cura di Manuela Moschin

Buongiorno carissimi, oggi sfogliando un volume di storia dell'arte mi sono soffermata a osservare questa immagine di "Cristo alla colonna" di Antonello da Messina (Messina, 1430-1479) uno dei massimi capolavori tardi dell'artista.
Antonio de Antonio, conosciuto come Antonello da Messina, ebbe un ruolo fondamentale nel periodo rinascimentale perché avviò un cospicuo rinnovamento artistico. Egli ebbe la maestria di combinare le tecniche prospettiche di Piero della Francesca assieme alla meticolosità fiamminga, ponendo attenzione alla descrizione minuta dei dettagli e agli effetti di luce.
C'è una serie di dipinti dell'artista che da sempre mi affascinano. Si tratta dei Volti dell'Ecce Homo. Un termine derivante da una frase che Ponzio Pilato rivolse ai Giudei nel momento in cui mostra loro Gesù flagellato (Vangelo di Giovanni, 19,5):"Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora . Pilato disse loro:"Ecce Homo!" (Dal latino, "Ecco l'Uomo!")(Giovanni,19,5). 
Il "Cristo alla colonna" del Louvre,  relativo alla prima immagine, si allontana dal tema dell'Ecce Homo, in quanto la figura allude al martirio della flagellazione. E' un dipinto che colpisce emotivamente per l'espressione patetica di Cristo. Egli possiede uno sguardo di dolorosa rassegnazione, accentuata dalla resa realistica delle lacrime e dalle gocce di sangue causate dalla corona di spine. Le labbra dischiuse e il cappio che gli pende dal collo gli conferiscono nell'insieme un ulteriore potenza drammatica. La rivoluzione di Antonello sta nel suo marcato naturalismo palesemente evidenziato anche nell'esecuzione dei capelli e dei fili di barba. 
Si tratta davvero di un'opera caratterizzata da un'intensa accentuazione emotiva.
Lo storico dell'arte Giovanni Previtali (1934-1988) nel 1980 si espresse così nei confronti dell'artista:"Caratteri di iperrealismo pellicolare tra fiamminghi e lombardi". 
La tipologia del ritratto risente, in effetti, dei modi fiamminghi di Jan van Eyck, attento ai particolari di una vericidità impressionante. 

Ora andiamo a osservare alcuni "Ecce Homo" di Antonello da Messina: 

L'Ecce Homo che segue è il più antico di Antonello. E' stato scoperto di recente e precisamente nel 1981. Si tratta di una minuscola tavoletta recante sul retro un'immagine di "San Girolamo penitente." 

Antonello da Messina "Ecce Homo" 1465-1470 ca. Tempera grassa su tavola, cm. 19,5x14 New York, Collezione privata 


Antonello da Messina "Cristo incoronato con le spine" 1470 Tempera e olio su tavola di pioppo cm. 42,5x30,5 New York The Metropolitan Museum collezione Friedsam 




Antonello da Messina "Ecce Homo" 1474 olio su tavola di pioppo cm. 39,7x32,7 Galleria Nazionale di Palazzo Spinola Genova 


Antonello da Messina "Ecce Homo" 1475 olio su tavola cm.48,5x38 Collegio Alberoni Piacenza

Immagini davvero toccanti... 
Arrivederci in arte
Manuela 

sabato 27 luglio 2019

Giuseppe Carosi, Angelo dei crisantemi (L'angelo del dolore)

Photo by Massimo Gaudio
Giuseppe Carosi, Angelo dei crisantemi (L'angelo del dolore) (1921) - Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma
Autore: Giuseppe Carosi (Roma 1883 - 1965)
Titolo: Angelo dei crisantemi (L'angelo del dolore)
Datazione: 1921
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): -
Si trova: Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma
Luogo: Roma



Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini savie e le Vergini stolte

Photo by Massimo Gaudio
Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini savie e le Vergini stolte (1890-1891) - Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma
Autore: Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - 1932)
Titolo: Le Vergini savie e le Vergini stolte
Datazione: 1890 - 1891
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): -
Si trova: Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma
Luogo: Roma



L'INFLUENZA DI CARAVAGGIO NELLA PITTURA NAPOLETANA

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, Davide con la testa di Golia (1609-1610) - Galleria Borghese - Roma
Nella prima decade del '600, Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano 1571 - Porto Ercole 1610), ebbe guai seri con la legge e, a seguito del ferimento a morte di un suo rivale, venne condannato a morte. Fuggì da Roma grazie all'appoggio della famiglia Colonna che attraverso alcuni stratagemmi, riuscì a proteggerlo fino al suo arrivo a Napoli. Nella città partenopea, egli vi soggiornò in due periodi diversi, intervallati da un viaggio che fece in Sicilia e Malta. Le sue opere esposte nelle chiese napoletane, furono di stimolo per i pittori del posto, che seguirono lo stile del Merisi. Il primo di questi fu Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello (Napoli 1578 - 1635) che seguì alla lettera lo stile caravaggesco, e nel dipinto del 1625 intitolato Sant'Onofrio lo si nota chiaramente. La luce cruda proveniente dall'alto, penetra nell'oscurità e mette in evidenza il corpo del santo ormai invecchiato.
Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello, Sant'Onofrio (1625) - Palazzo Barberini - Roma
Un'altro pittore napoletano che seguì le orme di Caravaggio, anche se per un breve periodo, fu Massimo Stanzione (Frattamaggiore 1585 - Napoli 1656). Si nota la sua passione per questo genere pittorico guardando un suo dipinto eseguito tra il 1621 ed il 1627 dal titolo Compianto sul Cristo morto, un olio su tela le cui misure sono 125 x 178 cm. Anche qui la luce proveniente dall'alto illumina fortemente Cristo, mentre la Maddalena e l'angelo rimangono quasi al buio.
Massimo Stanzione, Compianto sul Cristo morto (1621-1627) - Palazzo Barberini - Roma
Mattia Preti (Taverna 1613 - La Valletta 1699), non è un pittore napoletano, ma a Napoli trascorse alcuni anni della sua vita pittorica prima di trasferirsi a Malta. In questo periodo ebbe contatti con altri pittori del posto che in qualche modo lo influenzarono, infatti per un breve periodo abbracciò il caravaggismo ed il dipinto Tributo della moneta ne è una valida dimostrazione.
Mattia Preti, Tributo della moneta - Galleria Corsini - Roma
Ci fu in quel periodo un pittore che non era napoletano, e neanche italiano, che però a Napoli trovò una seconda casa. E' lo spagnolo Jusepe de Ribera (Xàtiva 1591 - Napoli 1652), un pittore che dello stile di Caravaggio ne fece un punto di forza, infatti fu uno dei più rilevanti pittori dell'epoca, anche a livello internazionale.
Jusepe de Ribera, San Giacomo - Palazzo Barberini - Roma
Jusepe de Ribera, San Gregorio Magno - Palazzo Barberini - Roma
Un'altro pittore straniero che visse a Napoli e che fu influenzato anch'egli dallo stile di Caravaggio. Parliamo del pittore fiammingo Hendrick van Somer (Lokeren 1607 - Napoli 1656). Molto interessante è il San Girolamo di Enrico il fiammingo (anche così veniva chiamato) che ricorda il celebre dipinto del Caravaggio che si trova alla Galleria Borghese.
Hendrick van Somer, San Girolamo (1652) - Palazzo Barberini - Roma
Michelangelo Merisi detto Caravaggio, San Gerolamo (1605-1606) - Galleria Borghese - Roma
https://www.massimogaudio-photography.com/

venerdì 26 luglio 2019

Silvestro Lega, La visita

Silvestro Lega, La visita (1868) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma
Autore: Silvestro Lega (Modigliana 1826 - Firenze 1895)
Titolo: La visita
Datazione: 1868
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 31 x 60
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Luogo: Roma

Fontana delle Anfore

© Photo by  Massimo Gaudio Fontana delle Anfore Testaccio  è un rione di Roma. Al centro di esso si trova l'omonima piazza dove è stata ...