martedì 22 ottobre 2019

Recensione del libro "Capolavori rubati" di Luca Nannipieri - Skira Editore


Recensione del libro "Capolavori rubati" di Luca Nannipieri - Skira Editore

A cura di Manuela Moschin

Furti, saccheggi, requisizioni, spoliazioni, mercato nero, ritrovamenti, sequestri: il grande teatro dell'illecito e del concesso attorno all'arte. E' cosi che viene introdotta la questione dal critico d'arte e saggista Luca Nannipieri nel libro "Capolavori rubati" edito da Skira. 

Leggendo semplicemente il titolo e osservando la celebre Saliera di Benvenuto Cellini che emerge sulla copertina è facile intuire l'argomento principe, ossia i furti delle opere d'arte. 
L'originale volume di Nannipieri è alquanto interessante perché in ogni capitolo vengono analizzati nei dettagli i casi di depravazione più eclatanti della storia, ripercorrendo in modo approfondito un'indagine storica e artistica. 

Ecco allora che vengono a galla verità nascoste da tempo e soprattutto sconosciute dalle persone più profane.

Basandosi sulla rubrica "Caffè" di Rai Uno tenuta dall'autore è stata creata un'opera davvero esaustiva, realizzata attraverso la ricostruzione anche giudiziaria dei furti, parlando di contrabbando internazionale di antichità, di traumi storici dei saccheggi, delle spoliazioni napoleoniche e naziste.

Il tanto discusso furto risalente al 1969 del dipinto di Caravaggio avvenuto a Palermo, del quale tra l'altro quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario, è stato raccontato con dovizia di particolari, secondo le varie versioni che sono emerse negli anni. 

Nannipieri continua parlando di tantissimi altri episodi che si sono verificati e che sono stati oggetto di analisi, come i due Van Gogh di Amsterdam, L'urlo di Munch, la Gioconda di Leonardo da Vinci e molti altri. 

Un libro che chiarisce in modo magistrale quali sono state le dinamiche legate alla sparizione e,  nel caso in cui si fosse verificato, al ritrovamento delle opere d'arte. Lo scrittore ne offre una spiegazione minuziosa, inducendo il lettore a riflettere e a porsi dei quesiti in merito. 
Personalmente lo ritengo anche un monito affinché in futuro non si verifichino più ulteriori vicende sconcertanti ai danni della cultura. 

A proposito dell'Urlo di Munch, un dipinto che apprezzo particolarmente, desidero concludere con una citazione tratta dal libro di Nannipieri:  

L'urlo di Munch è tremendamente moderno perché non c'è nessuno che lo salva, non c'è Dio. L'uomo che da solo urla, urla senza scampo, il suo dolore è muto. E poi a chi urla? A nessuno, nessuno lo ascolta...".
Edvard Munch "L'urlo", 1893, tempera e matite colorate su cartone non preparato cm. 91x73,5 Oslo Galleria Nazionale

Caravaggio "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" 1600 olio su tela cm. 268 x 197 trafugata nel 1969 a Palermo e non ancora ritrovata


Chi è Luca Nannipieri?

Luca Nannipieri, critico d’arte, cura la rubrica “Capolavori rubati” al “Caffè” di Rai Uno, dopo aver condotto “SOS Patrimonio artistico” sempre nella stessa trasmissione, da cui è stato tratto il libro Bellissima Italia pubblicato da Rai Eri-Rubbettino. Scrive su settimanali e quotidiani nazionali. Dirige Casa Nannipieri Arte, con la quale cura mostre e conferenze di arte moderna e contemporanea, da Giacomo Balla a Keith Haring.
Il critico d'arte e saggista Luca Nannipieri 

Sinossi "Capolavori rubati" 

“Crocifissi, pale d’altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi, statue bronzee, mosaici, gioielli preziosi, stendardi, papiri, tele d’artista, così come i monumenta, sono stati ripetutamente oggetto di contese, guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d’arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni.”
C’è sempre stata lotta attorno all’arte. Omicidi, furti, razzie, corruzioni, contrabbandi, soprusi, roghi, devastazioni, confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Da Caravaggio a Picasso, da de Chirico a Munch, da Renoir a Klimt, fino alle statue della classicità, sono molti gli episodi, alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora sotto indagine, che ci portano nel cuore dell’illegalità, della criminalità, del mercato nero, della cupidigia, della volontà di potenza, che si nasconde dietro ogni ladrocinio.
Partendo dalla rubrica che l’autore Luca Nannipieri tiene al “Caffè” di Rai Uno, vengono illustrati i casi più clamorosi di furti di opere d’arte, affrontando anche i traumi storici di saccheggi e spoliazioni coloniali e imperialiste.
Attraverso la narrazione e la ricostruzione giudiziaria dei furti, il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l’inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori, il libro affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male.

Titolo: Capolavori rubati
Autore: Luca Nannipieri
Collana StorieSkira
Editore:Skira
Argomento:Bestseller, StorieSkira
Lingua:italiano
Anno:2019
ISBN:885724140
Dimensioni:14 x 21 cm
Pagine:192
Rilegatura:Brossura
Per avere maggiori informazioni o per acquistare cliccare qui 👇

sabato 12 ottobre 2019

Mostra "Peggy Guggenheim - L'ultima dogaressa" Venezia

René Magritte "L'impero della luce" (1953-1954) Olio su tela, Peggy Guggenheim Collection Venezia  (Foto a cura di Manuela Moschin)

In relazione a questo dipinto magico in cui si uniscono il giorno e la notte Magritte usa le parole "sorpresa" e "incanto", a cui si aggiunge quel senso di sospensione che emana da una strada deserta dove si scorgono una roccia poliedrica vagamente sinistra e una casa con le persiane chiuse e senza porta, in cui, tuttavia, due finestre sono illuminate. Nonostante questa sensazione di dramma imminente pervada la scena, niente, ovviamente, accade. Tra il 1948 e il 1964 Magritte dipinge almeno diciotto versioni de "L'impero della luce", e questa è tra le più grandi (Didascalia - Peggy Guggenheim Collection, Venezia) 

Segnalazione della mostra "Peggy Guggenheim - L'Ultima dogaressa" 1949: quando l'arte moderna trovò casa a Venezia

“Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Venire a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro”.
Peggy Guggenheim, autobiografia "Una vita per l’arte". 
La mostra è incentrata sulla collezione Peggy Guggenheim del periodo che va dal 1948 al 1979. Il museo ha  reso omaggio ai settant'anni dal trasferimento a Palazzo Venier dei Leoni di Peggy e dalla prima esposizione qui realizzata, oltre a celebrare i quarant'anni dalla sua scomparsa. Fino al 27 gennaio 2020 potremo ammirare sessanta opere circa tra le quali "L'impero della luce" di René Magritte e "Studio per scimpanzè" di Francis Bacon. 
Nella collezione permanente sono presenti artisti come Jackson Pollock, Joan Mirò, Pablo Picasso, Max Ernst, Giacomo Balla, Francis Picabia, Giorgio De Chirico, Marc Chagall, Juan Gris, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, Vasily Kandinsky. 
La Collezione Peggy Guggenheim è di proprietà della Fondazione Solomon R Guggenheim che la gestisce insieme al Museo Solomon R. Guggenheim di New York e al Guggenheim Museum Bilbao.

Palazzo Venier dei Leoni - Dorsoduro Venezia 


(Foto a cura di Manuela Moschin) 

Peggy Guggenheim Collection Venezia (Foto a cura di Manuela Moschin) 

Grazie Buona Visita Manuela!







MICHELANGELO A COLORI. MARCELLO VENUSTI, LELIO ORSI, MARCO PINO, JACOPINO DEL CONTE


La Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini in Roma è in continua evoluzione. Dopo aver inaugurato la nuova ala sud nella primavera scorsa, in questo periodo è impegnata nei lavori per l'ammodernamento delle sale nell'ala nord del primo piano. Nonostante i lavori, i curatori del museo sono riusciti ad allestire una nuova mostra che si chiama Michelangelo a colori. La sala che accoglie le opere si trova al pian terreno dell'edificio. Vi si giunge dopo aver attraversato una serie di sale contenenti icone, croci, opere di artisti del trecento, artisti rinascimentali, marchigiani, laziali, toscani e umbri. Ci fu un periodo in cui il giovane Michelangelo Buonarroti realizzo molti disegni, piccoli schizzi e cartonetti che secondo Giorgio Vasari altri pittori colorarono. Alcuni dei disegni furono dati in dono ad amici e collezionisti, così il grande successo scatenò la voglia di procurarsi riproduzioni disegnate e dipinte degli originali del maestro, dove più che l'autografia, si cercava la fedeltà nell'originale stesso. Nella sala che ospita la mostra sono esposte opere di Lelio Orsi, Marcello Venusti, Marco Pino e Jacopino del Conte ed alcune di esse hanno la particolarità di essere messe a confronto con i disegni originali di Michelangelo. L'artista che più di tutti è stato il maggior interprete di questi modelli fu Marcello Venusti che giunto a Roma intorno il 1540, divenne un grande divulgatore delle invenzioni del Buonarroti.
Il primo dipinto di questo articolo è l'Annunciazione di Lelio Orsi che ha la particolarità di avere nel retro una perizia di autenticità del 1679 dove la tavola veniva attribuita a Antonio Allegri detto il Correggio, perizia che fu subito dopo ritenuta errata. Solo nel 1950 Federico Zeri rimise tutto in ordine con la riassegnazione al pittore emiliano.
Lelio Orsi, Annunciazione (1555-1560) 

Autore: Lelio Orsi (Novellara 1508 - 1587)
Titolo: Annunciazione
Datazione: 1555 - 1560
Supporto: Tavola
Misure (cm): 35 x 26
Si trova: Museo Gonzaga
Luogo: Novellara (RE)
Marcello Venusti, Annunciazione (1550-1555)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: Annunciazione
Datazione: 1550 - 1555
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Galleria Corsini
Luogo: Roma
Michelangelo Buonarroti, Annunciazione
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: Annunciazione
Datazione: -
Supporto: Disegno riprodotto in facsimile Misure (cm): -
Si trova: Pierpont Morgan Library
Luogo: New York
Marcello Venusti, L'orazione nell'orto (1565-1570)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: L'orazione nell'orto
Datazione: 1565 - 1670
Supporto: Olio su tavola
Misure (cm): -
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini
Luogo: Roma
Marcello Venusti, L'orazione nell'orto (1565-1570 ca.)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: L'orazione nell'orto
Datazione: 1565 - 1670 ca.
Supporto: Olio su Tavola Misure (cm): -
Si trova: The Marignoli di Montecorona Foundation
Luogo: Spoleto (PG)
Michelangelo Buonarroti, L'orazione nell'orto
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: L'orazione nell'orto
Datazione: -
Supporto: Disegno riprodotto in facsimile Misure (cm): -
Si trova: Galleria degli Uffizi, Gabinetto disegni e stampe
Luogo: Firenze
Marcello Venusti, Crocifissione con la Vergine e i Santi Giovanni e Maria Maddalena (1550-1560)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: Crocifissione con la Vergine e i Santi Giovanni e Maria Maddalena
Datazione: 1550 - 1560
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Collezione privata
Luogo: Roma
Marco Pino, Cristo vivo sulla Croce (1570-1580)
Autore: Marco Pino (Siena 1521 - Napoli 1583)
Titolo: Cristo vivo sulla Croce
Datazione: 1570 - 1580
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Collezione privata
Luogo: -
Michelangelo Buonarroti, Cristo vivo sulla Croce
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: Cristo vivo sulla croce
Datazione: -
Supporto: Disegno riprodotto in facsimile Misure (cm): -
Si trova: The British Museum, Department of Print and Drawings
Luogo: Londra
Marcello Venusti, Madonna del silenzio (post 1563) Attr.
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579) Attr.
Titolo: Madonna del silenzio
Datazione: post 1563
Supporto: Olio su tavola
Misure (cm): 40 x 28
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Galleria Corsini
Luogo: Roma
Michelangelo Buonarroti, Madonna del silenzio
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: Madonna del silenzio
Datazione: -
Supporto: - Misure (cm): -
Si trova: Portland Collection, Harley Gallery, Welbeck
Luogo: Nottinghamshire
Marcello Venusti, Deposizione di Cristo (1550-1560)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: Deposizione di Cristo
Datazione: 1550 - 1570
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Accademia Nazionale di San Luca
Luogo: Roma
Jacopino del Conte, La deposizione di Cristo (1550-1560)
Autore: Jacopino del Conte (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: La deposizione di Cristo
Datazione: 1550 - 1660
Supporto: Olio su tavola Misure (cm): 180 x 129
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini
Luogo: Roma

venerdì 11 ottobre 2019

LE OPERE IN GESSO DI ANTONIO CANOVA RACCOLTE A PALAZZO BRASCHI

L'Arte di fotografare l'Arte

© Photo by Massimo Gaudio
Fino ad ora abbiamo visto alcune opere esposte alla mostra Canova. Eterna bellezza che sarà possibile ammirare fino al 15 Marzo 2020 al Museo di Roma Palazzo Braschi. Tutte provenivano dall'Ermitage di San Pietroburgo e dal Palazzo Papafava di Padova.
Le opere che interessano questo articolo, hanno tutte in comune il fatto che sono di gesso e che provengono da vari luoghi in Italia. Ovviamente nella mostra sono esposti moltissimi altri lavori dell'artista, come ad esempio disegni, gessi e terrecotte inerenti studi di opere da realizzare. Mi ha fatto piacere vedere i lavori degli artisti che nel tempo hanno avuto a che fare con Canova, anche qui si possono ammirare quanto citato poco fa e molte volte è capitato di vedere opere dei suoi collaboratori confondersi tra quelle del Maestro.
Antonio Canova, Endimione dormiente (1822)

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Titolo: Endimione Dormiente Datazione: 1822 Supporto: Gesso Misure (cm): 183 x 85 x 95 Si trova: Accademia Belle Arti Luogo: Ravenna
Antonio Canova, Amore e Psiche (1806)

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Titolo: Amore e Psiche Datazione: 1806 Supporto: Gesso Misure (cm): 148 x 68 x 65 Si trova: Veneto Banca SpA in L.C.A. Luogo: Montebelluna
Antonio Canova, Ebe (1806)

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Titolo: Ebe Datazione: 1806 Supporto: Gesso Misure (cm): - Si trova: Palazzo Papafava Luogo: Padova
Antonio Canova, Fauno Barberini (ante 1811)

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Titolo: Fauno Barberini Datazione: Ante 1811 Supporto: Gesso Misure (cm): 200 x 130 x 130 Si trova: Accademia delle Belle Arti di Bologna Luogo: Bologna

Antonio Canova, La Religione (1814-1815)

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Titolo: La Religione Datazione: 1814 - 1815 Supporto: Gesso Misure (cm): 110 x 116 x 55 Si trova: Accademia Nazionale di San Luca Luogo: Roma
Antonio Canova, Genio funerario del monumento degli ultimi Stuart (1817)

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Titolo: Genio funerario del monumento degli ultimi Stuart Datazione: 1817 Supporto: Gesso Misure (cm): - Si trova: Gypsotheca e Museo Antonio Canova Luogo: Possagno

giovedì 10 ottobre 2019

I GESSI DI CANOVA IN MOSTRA A PALAZZO BRASCHI

L'Arte di fotografare l'Arte

© Photo by Massimo Gaudio
Nel percorso espositivo all'interno della mostra Canova. Eterna bellezza, iniziata ieri al Museo di Roma Palazzo Braschi, si trova una sala contenente quattro opere il cui tema è Il Teorema perfetto, nel quale si è voluta ricreare l'ambiente pensato da Antonio Canova per il palazzo Papafava di Padova, dove vennero collocati i gessi dell'Apollo del Belvedere a confronto con il Perseo trionfante. Stessa cosa vale per il Gladiatore Borghese messo a confronto con il Creugante. Il gesso è stato un elemento essenziale per poter visualizzare il risultato finale, quindi Canova fa ricavare quattro grossi gessi dalle statue antiche e da quelle create da lui stesso, in modo da creare un parallelo tra l'antico ed il moderno, aspetti essenziali per il neoclassicismo.
I gessi del Creugante e del Gladiatore Borghese, sono stati posti su delle pedane ruotanti e dal movimento di esse si può percepire meglio la loro perfezione.

Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Ambito
Titolo: Apollo del Belvedere
Datazione: 1806
Supporto: Gesso
Misure (cm): 224
Si trova: Palazzo Papafava
Luogo: Padova
Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Perseo trionfante
Datazione: 1806
Supporto: Gesso
Misure (cm): 235
Si trova: Palazzo Papafava
Luogo: Padova
Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822)
Titolo: Creugante
Datazione: 1806
Supporto: Gesso
Misure (cm): 225
Si trova: Palazzo Papafava
Luogo: Padova


Autore: Antonio Canova (Possagno 1757 - Roma 1822) Ambito
Titolo: Gladiatore Borghese
Datazione: 1806
Supporto: Gesso
Misure (cm): 155
Si trova: Palazzo Papafava
Luogo: Padova
Ci vediamo al prossimo articolo, sempre sulla mostra del Canova.

Villa Aldobrandini

  © Photo by  Massimo Gaudio Il parco di Villa Aldobrandini Villa Aldobrandini si trova nel rione Monti ed è racchiusa tra via Nazionale e v...