lunedì 15 settembre 2025

Ahmet Güneştekin, YOKTUNUZ alla GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA di ROMA

 © Photo by Massimo Gaudio

Ahmet Güneştekin, Sarcofagi dell'alfabeto (2024)
sulla parete in fondo l’installazione "YOKTUNUZ" (2017)


La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta la mostra personale di Ahmet Güneştekin YOKTUNUZ (Eravate assenti), a cura di Sergio Risaliti e Paola Marino con la direzione organizzativa di Angelo Bucarelli. Dal 1 luglio al 28 settembre 2025, saranno esposti sculture, dipinti e installazioni monumentali dell’artista turco di origine curda, che raccontano la storia, i miti e le leggende delle civiltà anatoliche, del Mediterraneo e della Mesopotamia, da cui Ahmet Güneştekin trae ispirazione. 

La mostra è costruita sul dialogo con i capolavori della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e propone un viaggio emozionante alla scoperta di iconografie radicate in epoche e culture remote, assieme a temi universali come l'esodo, le migrazioni, i confini, il senso di comunità e il sincretismo culturale e religioso. 

L’opera di Güneştekin sposa una strategia culturale impegnata che si traduce in un linguaggio espressivo polifonico, di estremo rigore formale. 

Elemento centrale nella poetica dell’artista è il concetto di memoria: il ricordo degli invisibili, degli esclusi, delle minoranze che spesso restano tagliate fuori dai racconti ufficiali della storia. Dalla memoria nasce il bisogno di indagare e interpretare questioni sociali e ambientali, coinvolgendo lo spettatore sul piano visivo, intellettuale ed emotivo. 

L’installazione "YOKTUNUZ", è esposta nella sala neoclassica con il capolavoro di Antonio Canova "Ercole e Lica", in una relazione drammatica esaltata dalla tensione del gruppo marmoreo. L’installazione a parete, che misura 12 metri di base per 4,5 di altezza, è composta da centinaia di oggetti quotidiani raccolti sia tra le macerie di Diyarbakir, città patrimonio dell’Unesco e teatro di scontri nel conflitto turco – curdo, sia dalle rovine delle case distrutte nella provincia di Hatay dal terremoto nel 2023. Al nitore del marmo scolpito con magistrale intensità da Canova fa da contrappunto il nero dell’installazione di Güneştekin, che trascende in un compianto universale. 

La monumentale installazione “Picco di memoria" collocata al centro del Sala delle Battaglie, appare come una gigantesca montagna “di dolore”, che ricorda eventi tragici come la morte dei minatori a Soma nel 2014, l’esilio degli Ezidi in fuga da Şengal nel 2014, il massacro di Roboski al confine iracheno/turco nel 2011, in cui morirono trentaquattro giovani che indossavano scarpe di gomma nera vendute a poco prezzo nei mercatini locali. Tra le centinaia di calzature spiccano alcune scarpe di un vivido colore rosso che dialoga con la celebre “Crocifissione” di Renato Guttuso. Per la mostra, Ahmet Güneştekin ha realizzato un’installazione site specific lunga sette metri, collocata nel corridoio, dal titolo “Umano”. “Sette anelli solari si uniscono per rappresentare la mia colonna vertebrale – dichiara Ahmet Güneştekin – E’ una sorta di autoritratto. Ogg

i, in Turchia, un artista, un intellettuale, un pensatore viene rappresentato con una colonna vertebrale dritta. “Essere con la spina dorsale” è un detto che in Anatolia evoca coraggio, dignità, integrità” 

Completano la rassegna alcuni grandi dipinti realizzati a olio, anche su antiche porte in legno recuperate, restaurate e dipinte con motivi geometrici, immagini di fiori e piante, volti e figure leggendari, che evocano un ideale passaggio metafisico verso l’ignoto. 

Due delle opere in mostra, le sculture “Il Sole dai sette occhi 2G" e "Sarcofagi dell'Alfabeto" saranno donate alla GNAMC ed entreranno nella collezione permanente del museo. 

Ahmet Güneştekin, Batman 1966, è il primo artista turco a esporre con una mostra personale alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. La mostra consolida il rapporto con l’Italia, paese che l’artista ha scelto anche come sede della sua Fondazione, che aprirà nel 2026 a Palazzo Gradenigo a Venezia.

Ahmet Güneştekin, Angeli buffi (2020) Tecnica mista, 270 x 390 x 30 cm

Ahmet Güneştekin, Angeli buffi (2020) Tecnica mista, 270 x 390 x 30 cm (particolare della tecnica)

Ahmet Güneştekin, Angeli buffi (2020) Tecnica mista, 270 x 390 x 30 cm (particolare della tecnica)

Ahmet Güneştekin, Dopo la notte blu (2023) Tecnica mista, 200 x 480 x 40 cm

Ahmet Güneştekin, I dervisci di due epoche (2024) Tecnica mista 240 x 520 x 20 cm

Ahmet Güneştekin, I volti di Atena (2024)  Olio su tela 130 x 130 cm 

Ahmet Güneştekin, I volti di Atena (2024) 20 cm

Ahmet Güneştekin, La porta dell'innocenza (2024) Tecnica mista, 255 x 495 x 30 cm

Ahmet Güneştekin, La Regina del deserto, Zenobia (2024) Olio su tela 130 x 130 cm

Ahmet Güneştekin, Lilith la ribelle (2025) Tecnica mista, 350 x 800 x 30 cm


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

giovedì 11 settembre 2025

Vedova Tintoretto. In dialogo - Palazzo Madama, Museo Civico d'Arte Antica di Torino

 



Dal 19 settembre 2025 al 12 gennaio 2026 Palazzo Madama–Museo Civico d’Arte Antica di Torino e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia presentano la mostra “Vedova Tintoretto. In dialogo”. Un eccezionale percorso espositivo concepito per accostare l’arte di due grandi pittori veneziani, ciascuno tra i massimi interpreti della propria epoca – Jacopo Robusti detto il Tintoretto (Venezia,1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia,1919-2006) – letti in parallelo, così da affrontare lo sviluppo dell’opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il maestro d’elezione, indagando similitudini e temi consonanti (odissonanti) alla base delle singole scelte espressive. Tintoretto è stato fondativo per la formazione artistica di Vedova e la mostra a Palazzo Madama esalterà l’impeto e la forza dell’articolato rapporto che lega i due artisti attraverso l’accostamento di capolavori del maestro rinascimentale e dell’artista in formale. 

Il progetto dell’esposizione prende avvio dall’eccezionale opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive, e paradigmatiche, della parabola umana e artistica di Tintoretto: l’Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è stata più di un modello iconografico, rappresentando, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manete dagli scritti di Jean-Paul Sartre, una sorta di identificazione poetica e concettuale per molti artisti. “Tintoretto è stato una mia identificazione. Quello spazio appunto una sede di accadimenti. Quella regia aritmisincopati e cruenti, magmatici di energie di fondi interni di passioni di emotività commossa (...)”.[Emilio Vedova] 

Vedova Tintoretto. In dialogo, allestita nell’Aula del Senato del Regno d’Italia, presenta una cinquantina dicapolavori tra tele di Emilio Vedova e  opere di Tintoretto quali le clamorose ancone dei Camerlenghi, straordinario prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia o, ancora, alcune delle opere del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena. Il serrato dialogo tra i due artisti si sviluppa a partire dai disegni giovanili di  Vedova del 1936 passando per le tele degli anni Quaranta e Cinquanta dedicate alla riflessione su dipinti di Tintoretto quali la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (daTintoretto) (1942), La crocifissione (daTintoretto) (1947), (studio da Sogno di San Marco di Tintoretto) (1956), e a quelle degli anni Ottanta. A completare il dialogo e l’esposizione è Vedova con la monumentale in stallazione... incontinuum, compenetrazione/traslati ’87/’88: più di cento grandite le, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfiderà la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.

Emilio Vedova, Interpretazione dal trasporto di San Marco dal Tintoretto, 1936, colori a pastello e carboncino su cartone, 98,8 × 69,5 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Fabrizio Gazzarri, Milano

Emilio Vedova, (studio da San Marco salva un saraceno dal naufragio di Tintoretto), 1940, inchiostro su carta, 29,2 × 24 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Vittorio Pavan, Venezia

Emilio Vedova, Autoritratto, 1940-1941, colori a olio su tela, 50,2 × 40,2 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Fabrizio Gazzarri, Milano 

Emilio Vedova, (studio per Autoritratto), 1946, colori a tempera e colori a pastello su carta, 69,2 × 48,4 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Vittorio Pavan, Venezia

Emilio Vedova, Ciclo ’81 - Compresenze - 1, 1981, colori acrilici, colori alla nitro, colori a pastello, carboncino e carta su carta intelata, 275 × 275 cm Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, Venezia ph. Paolo Mussat Sartor, Torino

Jacopo Robusti detto il Tintoretto, Trinità, 1561-1562 circa Olio su tela, cm 123x184 Musei Reali - Galleria Sabauda, inv. 416.

Jacopo Robusti detto Tintoretto, Autoritratto, 1588, olio su tela Musée du Louvre, Parigi
© GrandPalaisRmn (Musée du Louvre) / JeanGilles Berizzi


domenica 7 settembre 2025

Fondazione Furla e GAM - Galleria d’Arte Moderna, Milano, Personale di Sara Enrico

Sara Enrico, The Jumpsuit Theme, 2022




FURLA SERIES

SARA ENRICO. Under the Sun, Beyond the Skin

a cura di Bruna Roccasalva

 

Promossa da Fondazione Furla e GAM - Galleria d’Arte Moderna, Milano

 

16 settembre – 14 dicembre 2025
GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano



Per la settima edizione del programma Furla Series, Fondazione Furla e GAM - Galleria d’Arte Moderna di Milano annunciano Under the Sun, Beyond the Skin, una mostra personale di Sara Enrico, a cura di Bruna Roccasalva.


Under the Sun, Beyond the Skin è un progetto site-specific che, per la prima volta dalla nascita della collaborazione tra Fondazione Furla e GAM, si sviluppa esclusivamente negli spazi all’aperto del giardino di Villa Reale, aprendo nuove possibilità di relazione tra arte contemporanea, paesaggio naturale e spazio pubblico.

 

Sara Enrico è un’artista italiana la cui ricerca scultorea ruota attorno alle nozioni di materialità e corporeità. Tutta l’opera di Enrico ha a che fare con l’idea di “transizione” e con una costante sperimentazione e commistione di linguaggi che esplorano il rapporto tra la superficie o “pelle” dell’oggetto e la sua forma e sostanza materiale. Integrando approcci provenienti dalla sartoria, dalla coreografia e dall’architettura, l’artista combina materiali quali cemento, pigmento, tessuto e acciaio in configurazioni capaci di evocare una vitalità latente e articolare una relazione fluida tra corpo, abito e spazio.

 

Under the Sun, Beyond the Skin presenta una serie di nuove produzioni pensate appositamente per il particolare contesto del parco di Villa Reale e nasce da una riflessione sul giardino come luogo in cui la natura è funzionale al progetto paesaggistico: una costruzione dell’uomo, modellata e disegnata secondo canoni estetici, filosofici o sociali, dove si intrecciano elementi naturali e sovrastrutture culturali.

 

Partendo da questo dualismo tra natura e artificio, Sara Enrico ha creato “un paesaggio nel paesaggio”, attraverso una serie di sculture che abitano il giardino senza cercare mimetismo ma attivando al contrario una tensione sottile tra il regno vegetale e un’idea di vitalità sintetica, tra ciò che nasce spontaneamente e ciò che è frutto di un gesto consapevole. Da sempre luogo di rappresentazione e riflessione, il giardino diventa una sorta di palcoscenico in cui i lavori dell’artista si confrontano con l’ambiente circostante in una relazione di equilibrio instabile, giocando con le continuità e le frizioni tra opera, ambiente e spettatore.

 

Furla Series, di cui la mostra di Sara Enrico costituisce il settimo appuntamentoè il progetto che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre in collaborazione con importanti istituzioni d’arte italiane, con un programma tutto al femminile pensato per celebrare e promuovere il contributo delle artiste donne nella cultura contemporanea.

 

Under the Sun, Beyond the Skin nasce all’interno della partnership pluriennale che dal 2021 vede collaborare Fondazione Furla e la GAM - Galleria d’Arte Moderna per un ciclo di progetti espositivi con cadenza annuale in cui l’arte contemporanea dialoga con gli spazi e la collezione del museo.



Twins

RGB

Jumpsuit Theme vistamare

Sara Enrico


domenica 31 agosto 2025

ITALICS presenta L'Agenda e il Public Program di PANORAMA POZZUOLI, 10-14 settembre 2025

 

Pozzuoli Serapeum


ITALICS
presenta

L'Agenda e il Public Program
di PANORAMA POZZUOLI

 

Una mostra cittadina a cura di Chiara Parisi  
10-14 settembre 2025

 

www.italics.art | @italics.art | #PanoramaPozzuoli

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...