mercoledì 28 luglio 2021

VENERE di BOTTICELLI

L'Arte di fotografare l'Arte

© Photo by Massimo Gaudio

Sandro Botticelli, Nascita di Venere (1482-85)

Nota come “Nascita di Venere”, la composizione raffigura più precisamente l’approdo sull’isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e, forse, Aura. La dea è in piedi sopra la valva di una conchiglia, pura e perfetta come una perla. L’accoglie una giovane donna, identificata talvolta con una delle Grazie oppure con l’Ora della primavera, che le porge un manto cosparso di fiori; alla stagione primaverile rimandano anche le rose portate dai venti. Il tema del dipinto, che celebra Venere come simbolo di amore e bellezza, fu forse suggerito dal poeta Agnolo Poliziano.
E’ molto probabile che il committente dell’opera sia da ricercarsi all’interno della casata dei Medici, sebbene non si abbiano notizie del dipinto prima del 1550, quando Giorgio Vasari lo descrive nella villa medicea di Castello, proprietà del ramo cadetto della famiglia Medici fin dalla metà del XV secolo. Avvalora questa ipotesi anche la raffigurazione degli alberi di aranci, considerati un emblema mediceo per l’assonanza fra il nome della famiglia e quello con cui queste piante erano note, ‘mala medica’.
Diversamente dalla "Primavera" dipinto su tavola, la “Nascita di Venere” fu realizzato su tela, un supporto non di rado impiegato nel Quattrocento per pitture decorative destinate alle residenze signorili.
Botticelli prende ispirazione da statue di epoca classica per l’atteggiamento pudico di Venere, che copre la nudità con i lunghi capelli biondi, i cui riflessi di luce sono ottenuti tramite l’applicazione di oro; anche la coppia dei Venti che vola abbracciata è una citazione da un’opera antica, una gemma di età ellenistica posseduta da Lorenzo il Magnifico. (testo tratto dal sito Le Gallerie degli Uffizi)

Autore: Sandro Botticelli  (Firenze 1455 - 1510)
Titolo: La Nascita di Venere
Datazione: 1485 ca
Supporto : Tempera su tela
Misure (cm): 172,5 x 278,5
Si trova: Galleria degli Uffizi
Luogo: Firenze

mercoledì 21 luglio 2021

Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti alla Galleria Borghese

    #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio
Gerrit van Honthorst, Concerto (il furto dell'amuleto) (1621)


Il Concerto si può datare alla seconda parte del soggiorno romano di van Honthorst (1610 – 1621). Il tema dell’opera sembra risentire della morale religiosa dei Paesi Bassi, dove la musica, arte eccellente e virtuosa, è tuttavia fugace, tanto da essere associata alla vanità. Il soggetto dell’opera va identificato come un vero e proprio inganno ai danni del giovane che, intento a cantare, non si accorge che la fanciulla gli sta per sfilare il piccolo amuleto in forma di croce che gli pende dall’orecchio, con la complicità della vecchia sdentata e del suonatore del basso di viola. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti (Utrecht 1590 - 1656)
Titolo: Concerto (il furto dell'amuleto)
Datazione: 1621
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 168 x 202
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

Gerrit van Honthorst, Susanna e i Vecchioni (1655)


Il soggetto del dipinto è tratto dal Libro di Daniele nell’Antico Testamento. Sarà il profeta a salvare la casta Susanna dalle ingiuste calunnie dei due perfidi vecchioni. Questi ultimi sono raffigurati nel tentativo di seduzione della giovane che, nuda nella vasca del giardino, cercava refrigerio dal gran caldo ( Daniele 13, 1-64). (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Honthorst Gerrit van detto Gherardo delle notti (Utrecht 1590 - 1656)
Titolo: Susanna e i Vecchioni
Datazione: 1655
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 157 x 213
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

mercoledì 14 luglio 2021

Giuditta con la testa di Oloferne di Fede Galizia

L'Arte di fotografare l'Arte

© Photo by Massimo Gaudio

Fede Galizia, Giuditta con la testa di Oloferne (1601) 

L’opera firmata e datata nel bordo del catino, proviene dall’eredità del cardinale Salviati. Il soggetto è raccontato nel Vecchio Testamento: l’ebrea Giuditta, che salvò la patria dall’invasione assira, è simbolo della Fortezza e come salvatrice del suo popolo prefigura la Madonna ed è invocata nel giorno dell’Immacolata Concezione. L’episodio è presentato dalla pittrice, particolarmente abile nella resa delle stoffe e gli ornamenti, accentuandone il significato vittorioso nella bellezza della donna, elegantemente vestita, ed escludendo dalla rappresentazione il momento drammatico e violento della decapitazione. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Fede Galizia  (Milano 1578 ca - 1630)
Titolo: Giuditta con la testa di Oloferne
Datazione: 1601
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 141 x 108
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

giovedì 8 luglio 2021

Orfeo ed Euridice di Canova a cura di Manuela Moschin



A cura di Manuela Moschin del blog https://www.librarte.eu
Orfeo ed Euridice (1775-76) è un gruppo scultoreo in pietra di Vicenza realizzato da Antonio Canova, conservato nel Museo Correr di Venezia. Canova realizzò l'opera quando aveva soltanto diciotto anni. Egli nacque a Possagno (Treviso) nel 1757, in una famiglia di scalpellini. Fu il nonno che impartì allo scultore le prime lezioni.
Le sculture sono ispirate alla vicenda di Orfeo ed Euridice, che racconta la storia del musico Orfeo, che era lo sposo della ninfa Euridice, la quale, il giorno stesso del matrimonio, morì avvelenata per un morso di un serpente. Orfeo, disperato per la morte dell’amata, scese negli inferi per riprenderla. Egli, però, dovette accettare di poterla salvare soltanto a una condizione, ossia non avrebbe dovuto guardarla, fino a quando non fossero entrambi usciti dalla vallata dell’Averno. Orfeo, invece, temendo di perderla di nuovo, poiché percorse un sentiero tortuoso e molto pericoloso, ebbe l’istinto di voltarsi per vederla. Euridice, pertanto, fu risucchiata indietro, mentre tendeva inutilmente le braccia per essere afferrata. Orfeo, nel tentativo di salvare la sua amata, scese un'altra volta negli inferi, dove trovò Caronte che lo scacciò. Il cantore rimase per sette giorni nella totale disperazione, rifiutando persino di nutrirsi. Infine si ritirò sul monte Ròdope.
Le sculture ritraggono l'istante doloroso della separazione tra i due. La drammaticità della scena è ben visibile nell'espressione dei volti e nei gesti desolati degli sposi. Le statue in origine erano collocate sui pilastri della villa del senatore Giovanni Falier ad Asolo in provincia di Treviso. Attualmente sono esposte nel Salone da ballo del Museo Correr a Venezia.
Le foto sono state scattate da me.
Vi saluto con affetto.
Manuela.

Adorazione del Bambino di Fra Bartolomeo

     #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio
Bartolomeo della Porta detto FRA' BARTOLOMEO, Adorazione del Bambino (1495)


L’attribuzione del dipinto, a lungo discussa, è ormai concordemente riferitaalla mano del giovane Fra’ Bartolomeo. La tavola, la cui grandiosità d’impianto si avvicina alla nuova sensibilità d’impronta cinquecentesca, è di fondamentale importanza per gli orientamenti figurativi della fine del Quattrocento. Fra’ Bartolomeo interpretò il formato circolare del supporto in chiave tridimensionale, nel quale i corpi e gli oggetti sono saldamente accampati nello spazio, seppure unificati nella resa atmosferica di matrice leonardesca. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Bartolomeo della Porta detto FRA BARTOLOMEO  (Prato 1472 - Firenze 1517)
Titolo: Adorazione del Bambino
Datazione: 1495
Supporto : Tempera su tavola
Misure (cm): 89 diametro
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma



martedì 6 luglio 2021

VENETIA 1600 Nascite e rinascite a cura di Manuela Moschin

Mostra visitabile dal 4 settembre 2021 al 25 marzo 2022 - Palazzo Ducale, Venezia

Vittore Carpaccio, Leone di San Marco (1516) tempera su tela, 130x368 cm, Palazzo Ducale, Venezia.

A cura di Manuela Moschin del blog https://www.librarte.eu/

Secondo la tradizione, la fondazione di Venezia avvenne il 25 marzo 421. Quest'anno, dunque, ricorrono i 1600 anni dalla sua nascita, che si fa risalire, in modo indicativo, alla posa della prima pietra della chiesa di San Giacometo (San Giacomo) e ai primi insediamenti sulla Riva Alta (Rialto).
E' interessante sapere che dal 4 settembre 2021 sarà possibile visitare, nel Palazzo Ducale di Venezia, una mostra dedicata alle vicende storiche e artistiche della Serenissima. Il nucleo dell'esposizione si concentrerà sulle nascite e rinascite che la città lagunare visse nei secoli. Una sintesi stimolante, che accompagnerà lo spettatore tra i meandri della storia di questa celeberrima città. Saranno esposte opere di artisti, architetti e uomini di lettere, che lasciarono un segno perenne. Tra le varie opere, che verranno esibite, ci saranno dipinti di Carpaccio, Tiziano, Tiepolo, Canaletto, Guardi, oltre a una selezione di miniature, disegni, tessuti, sculture, ceramiche e oggetti in vetro. Il patrimonio storico-artistico e culturale, appartenente alla collezione dei Musei Civici di Venezia, assieme a vari capolavori provenienti da alcuni musei e da collezioni private saranno i protagonisti dell'evento. La mostra rappresenterà un'occasione straordinaria per conoscere alcuni tratti salienti, legati alla storia della Serenissima, giungendo a scoprire fatti e personaggi, che hanno contribuito alla creazione della città più nota al mondo.

La Direzione scientifica è di Gabriella Belli.

A cura di: Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino e Andrea Bellieni. Vi ringrazio e vi saluto con affetto.Manuela.

mercoledì 30 giugno 2021

Crocifissione tra i santi Cristoforo e Girolamo del Pinturicchio

 © Photo by Massimo Gaudio


Bernardino di Betto detto PINTURICCHIO, Crocefissione tra i santi Cristoforo e Girolamo (1473 ca.)

È sconosciuta la destinazione originaria della tavola, forse la parte centrale di un’anconetta portatile che, per le ridotte dimensioni, è di sicura destinazione privata. Le sue perfette condizioni di conservazione permettono di apprezzarne la tecnica quasi miniaturistica, i colori smaltati e la nitida messa a fuoco dei particolari. L’atteggiamento narrativo e favolistico dell’artista, che lo spinge a ricercare continuamente effetti di prezioso decorativismo, non gli impedisce di aprirsi alle tendenze più moderne dell’arte. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Bernardino di Betto detto Pinturicchio (Perugia 1454 ca - Siena 1513)
Titolo: Crocifissione tra i santi Cristoforo e Girolamo
Datazione: 1598
Supporto : Olio su tavola
Misure (cm): 59 x 40
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...