venerdì 31 maggio 2019

LA CACCIA DI DIANA DEL DOMENICHINO

Domenico Zampieri detto DOMENICHINO, La caccia di Diana (1616-1617) - Galleria Borghese - Roma
Nella sala di Elena e Paride, sita al primo piano della Galleria Borghese a Roma, è esposta una grande tela del pittore bolognese Domenico Zampieri detto DOMENICHINO (1581-1641). Il dipinto è un olio su tela che misura 225 x 320 cm, intitolato La caccia di Diana eseguita tra il 1616 ed il 1617.
Il dipinto era stato commissionato dal cardinale Aldobrandini, ma Scipione Borghese lo sottrasse al pittore per la propria collezione facendolo "soggiornare" per alcuni giorni in carcere. In seguito però il Domenichino venne ricompensato con 150 scudi che servirono come pagamento sia per quest'opera che per La Sibilla attualmente esposta nella stessa sala.





giovedì 30 maggio 2019

MINO DA FIESOLE E GLI EPISODI DELLA VITA DI SAN GIROLAMO


Mino da Fiesole, San Girolamo penitente nel deserto e san Girolamo nello studio (1461-1463) - Palazzo Venezia - Roma
Nella splendida cornice di Palazzo Venezia a Roma, si trova una sala dedicata allo scultore toscano Mino di Giovanni Mini da Poppi detto Mino da Fiesole (1429-1484). Al suo interno si trovano quattro rilievi marmorei con episodi della vita di San Girolamo realizzati tra il 1461 e il 1463. Facevano parte della decorazione di un altare dedicato al Dottore della Chiesa e Santo, le cui reliquie erano state tumulate nella pavimentazione della navata destra della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
I quattro rilievi fanno parte di un ciclo narrativo frammentato difficile da ricomporre a seguito di una perdita parziale. L'ordine storico dei pannelli prevede (in sequenza): San Girolamo penitente nel deserto e san Girolamo nello studio, San Girolamo guarisce il leone, Il leone riconduce al convento le bestie da soma rubate ed infine Apparizione di Giovani Battista e san Girolamo a sant'Agostino.

Mino da Fiesole, San Girolamo guarisce il leone (1461-1463) - Palazzo Venezia - Roma
Mino da Fiesole, Il leone riconduce al convento le bestie da soma rubate (1461-1463) - Palazzo Venezia - Roma
Mino da Fiesole, Apparizione di Giovani Battista e san Girolamo a sant'Agostino (1461-1463) - Palazzo Venezia - Roma

domenica 26 maggio 2019

LA MADONNA DELL'UFO A PALAZZO VECCHIO

   © Photo by Massimo Gaudio
Maestro del tondo Miller, Madonna che adora il Bambino e San Giovannino (1515) - Palazzo Vecchio a Firenze

Nella Sala di Ercole a Palazzo Vecchio a Firenze, è esposta una tela del Maestro del tondo Miller dal titolo Madonna che adora il Bambino e San Giovannino del 1515. Il dipinto viene simpaticamente chiamato Madonna dell'UFO per via di quell'oggetto sospeso nell'aria dietro la spalla sinistra della Madonna. In molti si sono cimentati a dare una spiegazione plausibile a questo mistero. La spiegazione che più potrebbe avvicinarsi alla realtà è data dal fatto che quello che sembrerebbe un UFO, sia in effetti una rappresentazione di un'angelo del Signore mandato ai pastori (se ne vede uno con il suo cane che guardano in cielo) per annunciare la nascita di Gesù.



sabato 25 maggio 2019

DOMENICO MORELLI E LA TENTAZIONE DI SANT'ANTONIO

 © Photo by Massimo Gaudio

Domenico Morelli, Le tentazioni di sant'Antonio (1878) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea - Roma
Mentre visitavo la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma, ho notato un dipinto che già da subito mi ha colpito molto per la sua bellezza. La sua ubicazione però, vicino ad una scala e ad un punto di passaggio, lo rende poco visibile. L'opera è dell'artista napoletano Domenico Morelli (1826-1901) dal titolo La tentazione di Sant'Antonio. Si tratta di un olio su tela che misura 137 x 225 cm eseguita nel 1878. Nella scena, si vede Sant'Antonio rannicchiato ed appoggiato sulla parete di una grotta con l'espressione sconvolta del viso, causata dalla presenza di donne delle quali si vedono tre volti semi nascosti nel buio della grotta ed altre due donne che spuntano fuori da una stuoia delle quali una si trova nuda vicinissima al santo.






venerdì 24 maggio 2019

URNE CINERARIE ALLE TERME DI DIOCLEZIANO

Urna dedicata da C. Iulius Andronicus a C. Iulius hermes (fine I sc. d.C.) - Terme di Diocleziano - Roma
Nelle Terme di Diocleziano che fa parte del circuito Museo Nazionale Romano, a due passi dalla Stazione Termini a Roma, sono esposti moltissimi reperti archeologici della Roma antica distribuiti nelle varie sale. Le immagini del post si riferiscono alle urne funerarie risalenti ai primi due secoli d.C.

Urna realizzata da Aurelia Vitalis per le nonna Cupido (fine II sec. d.C.) - Terme di Diocleziano - Roma

Urna per le ceneri di Sellia Epyre e Q. Futius Olympus - Terme di Diocleziano - Roma

Urna di uno scrivano - Terme di Diocleziano - Roma

Urna di uno scrivano (dettaglio) - Terme di Diocleziano - Roma

Urna di Tiberius Claudius Crhyseros, Iulia Theonoes e Claudia Dordas (I-II sec. d.C.) - Terme di Diocleziano - Roma
Urna cineraria - Terme di Diocleziano - Roma
https://www.massimogaudio-photography.com/

venerdì 17 maggio 2019

IPPOLITO CAFFI E LE VEDUTE ROMANE A PALAZZO BRASCHI

Acquedotti romani al tramonto (1843)
Ieri ho pubblicato un post nel gruppo facebook ROMA AMOR MIO! dove ho messo in risalto alcuni dipinti del pittore olandese Gaspar van Wittel (Gaspare Vanvitelli). Oggi voglio fare la stessa cosa con un'altro artista il quale con le sue opere ci fa vedere oggi quello che era un tempo Roma. Il pittore si chiama Ippolito Caffi, è nato a Belluno e per molto tempo ha avuto la residenza a Roma dove ha preso lo spunto per dipingere molte tele sulla campagna romana, vari luoghi di Roma ed eventi accaduti in quel periodo. Nel post, troverete i dipinti esposti a Palazzo Braschi (dal quale c'è una vista fantastica su Piazza Navona) a Roma.
Acquedotto di Claudio (1857)
Benedizione notturna di Pio IX a Quirinale (1848)
Benedizione papale a Piazza san Pietro (1843-1845)
Festa degli artisti a Tor de' Schiavi (1844)
Colosseo visto dall'alto (1855)
Il Foro romano (1841)
Il Tevere a Castel Sant'Angelo (1843-1846)
Veduta di Piazza del Pantheon (1837)

mercoledì 15 maggio 2019

L'OMAGGIO DI CARNIELO RINALDO A GIUSEPPE GARIBALDI

 © Photo by Massimo Gaudio

Carnielo Rinaldo, Bozzetto per un monumento equestre dedicato a Giuseppe Garibaldi (1890 ca) - Museo centrale del Risorgimento - Roma

A Calatafimi in Sicilia il 15 maggio del 1860 ci fu un sanguinoso combattimento tra i Garibaldini e l'esercito delle Due Sicilie. Secondo quanto scritto dallo scrittore Giuseppe Cesare Abba, Giuseppe Garibaldi in risposta a Nino Bixio che stava organizzando la ritirata gli disse la celebre frase "qui si fa l'Italia, o si muore!"
Nel Museo Centrale del Risorgimento, che si trova al'interno dell'Altare della Patria, è esposto un bozzetto per un monumento equestre dedicato a Giuseppe Garibaldi del 1890 ca. dell'artista veneto Carnielo Rinaldo (1853-1910).

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

domenica 12 maggio 2019

OMAGGIO A TUTTE LE MAMME

© Photo by Massimo Gaudio


Ettore Ximenes, Ecce mater (1910-1920) - Galleria Comunale d'Arte Moderna - Roma

Per la Festa di oggi , ho pensato di rendere omaggio a tutte le mamme, dedicando loro un'opera dello scultore siciliano Ettore Ximenes intitola Ecce Mater eseguita nel secondo decennio del '900 ed esposta alla Galleria Comunale di Arte Moderna a Roma.




giovedì 9 maggio 2019

IL PONTE DI RIALTO VISTO DA CANALETTO

#artiebellezzeitaliane
Photo by Massimo Gaudio
Giovanni Antonio Canal detto CANALETTO, Veduta di Venezia con il Ponte di Rialto (1735-1740) - Palazzo Barberini - Roma
Con l'apertura della nuova Ala sud a Palazzo Barberini in Roma, c'è tanto da vedere, ma vorrei rimanere nella sala del post di ieri e scrivere questo articolo su un'altro quadro del Canaletto. In tutto nella sala ce ne sono 4 e tutti hanno come tema le vedute su Venezia, hanno circa le stesse dimensioni e sono stati eseguiti tra il 1735 ed il 1740. Due sono su Piazza San Marco (uno è quello di ieri), il terzo è sul Canal Grande mentre il quarto è quello di oggi. Si intitola Veduta su Venezia con il Ponte di Rialto. Anche qui l'artista ha scattato un'immagine perfetta della vita che si svolgeva all'epoca sul Canal Grande, con le imbarcazioni dei mercanti, i gondolieri, i nobili, gente comune, i palazzi lungo le rive che portano lo sguardo fino ad arrivare al soggetto principe del dipinto: il Ponte di Rialto.






mercoledì 8 maggio 2019

PIAZZA SAN MARCO VISTA DA CANALETTO

© Photo by Massimo Gaudio

Giovanni Antonio Canal detto CANALETTO, Veduta di Venezia con piazza San Marco e le Procuratie (1735 e il 1740) - Palazzo Barberini - Roma
Il post di ieri era su un dipinto di Pompeo Batoni che si trova a Palazzo Barberini. La sala accanto, è dedicata alla veduta veneziana ed al suo interno ci sono quadri di vari artisti veneziani e tra tutti ne ho scelto uno di Giovanni Antonio Canal detto CANALETTO (1697-1768). Il dipinto è un olio su tela che misura 68,5 x 93,5 cm. dal titolo Veduta di Venezia con piazza San Marco e le Procuratie eseguito tra il 1735 e il 1740.
Quando l'ho visto per la prima volta, sono rimasto meravigliato dai particolari che il pittore è riuscito ad inserire all'interno del dipinto nonostante non sia di grandi dimensioni. Ho immaginato di trovarmi sulla terrazza della Basilica di San Marco e fotografare la gente che si trova sulla piazza con la mia macchina fotografica. Canaletto ha fatto più di 250 anni fa quello che avrei fatto io. Ha immortalato sulla tela un momento di vita comune: ci sono nobili, prelati, mercanti, mamme con i figli, gente comune e molto altro ancora. Il suo lavoro è stato talmente minuzioso che si vedono addirittura le stoffe ripiegate sui banchi del mercato. Tutto è studiato alla perfezione, il mercato, la gente, le ombre, le luci, i palazzi rendono la scena teatralmente magnifica.




martedì 7 maggio 2019

POMPEO BATONI, AGAR E L'ANGELO (1776)

© Photo by Massimo Gaudio

Pompeo Batoni, Agare e l'angelo (1776) - Palazzo Barberini - Roma

Pompeo Batoni, eccellente pittore lucchese, nel dipinto Agar e l'angelo eseguito nel 1776, esprime tutta l'eleganza che lo ha sempre contraddistinto nel corso della sua carriera. Il quadro è esposto nella sala a lui dedicata che si trova nell'ala sud al primo piano di Palazzo Barberini a Roma. Rappresenta secondo la Genesi (21,8) il momento in cui l'angelo mandato da Dio, indica una fonte di acqua ad Agar ormai disperata e in lacrime. La donna è stata ritratta poggiata a una pietra e dietro di lei si trova il figlio ormai senza sensi perché assetato. I due furono mandati via da Sara, moglie di Abramo, dopo che Agar aveva concepito il figlio insieme ad Abramo su richiesta della stessa Sara.




Autore: Pompeo Batoni (Lucca 1708 - Roma 1787)
Titolo: Agar e l'angelo
Datazione: 1776
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 100 x 151,5
Si trova: Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini
Luogo: Roma


Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...