Paolo Caliari detto IL VERONESE - 9 opere

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Paolo Caliari detto IL VERONESE
(Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588)

Paolo Caliari, detto il Veronese dalla sua città natale, Verona, è uno dei maestri centrali del Rinascimento veneto maturo.
Nasce nel 1528 da una famiglia di scalpellini. Si forma a Verona in un ambiente già raffinato, tra la bottega di Antonio Badile e lo studio dell'architettura e dell'antico. Nel 1553 si trasferisce definitivamente a Venezia, dove ottiene subito grandi commissioni pubbliche e private e diventa in pochi anni il pittore più richiesto per le decorazioni monumentali.
Muore a Venezia nel 1588, lasciando una bottega molto attiva portata avanti dai figli e dal fratello.
Il Veronese è un pittore di sintesi perfetta tra disegno e colore. Mantiene il disegno solido e scultoreo di tradizione centro-italiana, ma lo immerge completamente nel colore veneziano, fatto di luce, vibrazione atmosferica e ricchezza materica.
Le sue composizioni sono architetture dipinte. Le figure non sono mai isolate, ma inserite in spazi grandiosi, loggiati, scalinate, porticati classici spesso ispirati alle architetture reali di Palladio, con cui collaborò a lungo. La prospettiva non è mai un esercizio freddo, ma uno strumento teatrale per dare respiro e nobiltà alla scena.
La sua tavolozza è inconfondibile: azzurri freddi e argentei, gialli limone, rossi vermiglio, verdi smeraldo, bianchi perlati. Colori puri, accostati con grande armonia, che non si mescolano mai in modo torbido.
Predilige i grandi soggetti narrativi, soprattutto sacri e celebrativi, ma trattati come scene di vita aristocratica contemporanea. Le sue Cene, i suoi Banchetti, le sue Allegorie sono pretesti per rappresentare il fasto, l'eleganza e la cultura della Venezia del Cinquecento.
I personaggi, anche sacri, hanno portamento nobile, gesti misurati, abiti di seta e velluto dipinti con una precisione da miniaturista. C'è sempre un senso di festa controllata, di serenità superiore, lontana dal dramma e dalla tensione di Tintoretto o di Michelangelo.
Questa sua libertà inventiva gli costò un processo davanti al Tribunale dell'Inquisizione nel 1573. Accusato di aver inserito in una Ultima Cena personaggi indecorosi come nani, buffoni e soldati tedeschi ubriachi, si difese rivendicando la libertà del pittore e cambiò semplicemente il titolo dell'opera in Cena in casa di Levi.
Veronese crea un modello di pittura decorativa colta e spettacolare che avrà un impatto enorme. Senza di lui non si spiegherebbe la grande pittura barocca, da Rubens a Tiepolo, che ne riprenderanno la capacità di trasformare una parete in una scena aperta, luminosa e trionfale.


PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Visione di sant'Elena (1580 ca)
Olio su tela, 166 x 134 cm
Pinacoteca dei Musei Vaticani


PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Allegoria del Buon Governo (1551-1552 ca)
Musei Capitolini, Roma

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Allegoria della Pace (1551-1552 ca)
Musei Capitolini, Roma

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
La predica del Battista (1562)
Olio su tela, 205 x 169 cm
Galleria Borghese, Roma

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Ascensione di Cristo (1580-1588)
Olio su tela, 139 × 71.5 cm
Musei Capitolini, Roma

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Ratto d'Europa (1580 ca)
Olio su tela
Musei Capitolini, Roma

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Sant'Antonio che predica ai pesci (1580)
Olio su tela, 104 x 150 cm
Galleria Borghese, Roma

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Giuditta con la testa di Oloferne (1580 ca)
Olio su tela, 110 x 100 cm
Kunsthistorisches Museum, Vienna

PAOLO CALIARI detto IL VERONESE
Resurrezione del figlio della vedova di Nain (1565-1570)
Olio su tela, 102 x 136 cm
Kunsthistorisches Museum, Vienna


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