Umberto Boccioni - 19 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Umberto Boccioni
(Reggio Calabria, 19 ottobre 1882 – Verona, 17 agosto 1916)

Umberto Boccioni è stato il principale artista del Futurismo, e quello che più di tutti ha dato al movimento una forma teorica e visiva compiuta.
Formatosi tra Roma nello studio di Giacomo Balla e poi a Milano, Boccioni è la figura che riesce a dare una struttura concettuale al Futurismo. Nel 1910 firma il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico, con un'intenzione molto chiara che condivido e trovo ancora attuale: superare la rappresentazione statica e accademica per restituire la percezione della vita moderna.
Il nucleo della sua ricerca pittorica è il dinamismo. Boccioni non vuole dipingere il movimento in modo descrittivo, ma la sensazione del movimento stesso. Per questo lavora su due principi che ritengo fondamentali nel suo linguaggio: la compenetrazione dei piani, dove figura e ambiente si fondono e si influenzano a vicenda, e le linee di forza, che attraversano i corpi e li scompongono per liberarne l'energia. Opere come La città che sale o gli Stati d'animo ne sono l'esempio più compiuto: non è più un paesaggio o un ritratto, è uno stato psicologico e fisico della modernità, con i suoi rumori, la sua velocità, la sua simultaneità.
A partire dal 1912 questa ricerca si estende alla scultura. Anche qui Boccioni opera una rottura radicale. Teorizza una scultura che non sia più un volume chiuso e isolato, ma una forma aperta allo spazio, capace di inglobare l'ambiente e di utilizzare materiali eterogenei. Il risultato più alto di questo percorso è, a mio avviso, Forme uniche della continuità nello spazio del 1913. Un'opera che non rappresenta un uomo che cammina, ma la continuità del gesto nello spazio, la traccia lasciata dal corpo nell'aria.
La sua carriera si interrompe bruscamente nel 1916, a 33 anni, a causa di un incidente durante la Prima Guerra Mondiale. Nonostante la brevità, il suo contributo rimane decisivo perché è riuscito a costruire un linguaggio visivo autonomo, capace di portare l'arte italiana oltre il Divisionismo e in dialogo diretto con Cubismo e avanguardie europee, definendo un'idea di modernità che è ancora un riferimento.

UMBERTO BOCCIONI
Autoritratto (1905)
Olio su tela, 51,4 x 68,6 cm
The Mepropolitan Museum of Art, New York

UMBERTO BOCCIONI
Autoritratto (1909)
Tempera e pastello su carta, 43,5 x 38,3 cm
Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco

UMBERTO BOCCIONI
Cavallo + Cavaliere + Caseggiato (1913)
Olio su tela, 105 x 135 cm
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Contadino al lavoro (1908)
Pastello su carta, 50 x 54,5 cm
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Corpo umano (dinamismo) (1913)
Olio su tela, 80 x 65 cm
Museo del Novecento, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Costruzione spiralica (1913-1914)
Olio su tela, 95 x 95 cm
Museo del Novecento, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Dinamismo plastico - Cavallo + Caseggiato (1915)
Olio su tela, 39 x 105 cm
Museo del Novecento, Milano

UMBERTO BOCCIONI
La città che sale (1910)
Tempera su carta apposta su tela
Grande Brera-Palazzo Citterio, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Notturno in periferia (Notturno) (Periferia) (1911 ca)
Olio su tela, 120 x 100 cm
Museo Civico di Arte Moderna, Torino

UMBERTO BOCCIONI
Ritratto del Maestro Busoni (1916)
Olio su tela, 176 x 120 cm
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Ritratto di Giuseppe Tallarico (1906)
Olio su tela
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Ritratto di scultore (Valerio Brocchi) (1907)
Olio su tela, 121 x 124 cm
Collezione Marinotti, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Ritratto di Sophie Popoff (1906)
Olio su tela
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Sintesi plastica di una figura seduta - Silvia (1915)
Olio su tela, 82 x 65 cm
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Stati d'animo - Gli addii (1911)
Olio su tela, 71 x 96 cm
Museo del Novecento, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Stati d'animo - Quelli che restano (1911)
Olio su tela, 71 x 96 cm
Museo del Novecento, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Stati d'animo - Quelli che vanno (1911)
Olio su tela, 71 x 96 cm
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

UMBERTO BOCCIONI
Stati d'animo I - Quelli che vanno (1911)
Olio su tela, 71 x 96 cm
Museo del Novecento, Milano

UMBERTO BOCCIONI
Tre donne (1909-1910)
Olio su tela, 180 x 132 cm
Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d'Italia, Milano


Commenti

Post popolari in questo blog

Le sette Virtù di Piero del Pollaiolo e Sandro Botticelli alla Galleria degli Uffizi

RAFFAELLO, LA STANZA DELL'INCENDIO DI BORGO AI MUSEI VATICANI

ARCHITETTURA E ARTE NEL QUARTIERE E.U.R. IN ROMA