ANTONIO BERTI - Il ritratto della Principessa Marina Ruspoli al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative di Roma
© Photo by Massimo Gaudio
| ANTONIO BERTI La Principessa Marina Ruspoli (1934) Bronzo, 77,5 x 55 cm (particolare) Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, Roma |
Il ritratto della Principessa Marina Ruspoli realizzato da Antonio Berti nel 1934 è una scultura, un busto in bronzo, che ho avuto modo di ammirare e fotografare al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative di Roma.
Si tratta di un'opera emblematica del Berti ritrattista degli anni Trenta, il periodo in cui la sua fama come scultore della nobiltà e dell'alta borghesia romana si stava consolidando.
Il busto è impostato frontalmente, con una lieve rotazione della testa che dona movimento e naturalezza senza spezzare la compostezza dell'insieme. Il modellato è estremamente controllato, liscio, quasi avorio nella resa della pelle, una cifra che rivela la sua prima formazione come disegnatore di porcellane alla manifattura Ginori.
Berti non cerca il dettaglio aneddotico. I capelli sono trattati come una massa architettonica, compatta, con la scriminatura e l'ondulazione tipica dell'eleganza femminile di quegli anni, pettinata all'indietro per liberare completamente la fronte e mettere in risalto la struttura ossea del volto.
| ANTONIO BERTI La Principessa Marina Ruspoli (1934) Bronzo, 77,5 x 55 cm Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, Roma |
Il volto è il cuore del ritratto. La fronte è ampia e serena, gli occhi appena accennati nella pupilla ma profondi nella cavità orbitale, il naso diritto, le labbra chiuse in un'espressione di riservato distacco. Non c'è sorriso, c'è una dignità aristocratica che non ha bisogno di ostentazione. Il collo, lungo e sottile, sostiene la testa con grazia e conferisce a tutta la scultura uno slancio verticale ed elegante. Anche i dettagli come la pochette, la posizione delle mani e il vestito aderente sul corpo unito da una grande spilla sulla schiena conferiscono un regalità all'opera.
La patina del bronzo è scura, uniforme, che assorbe la luce e fa emergere solo i punti alti della modellazione: lo zigomo, l'arco sopraccigliare, il mento. Questo crea un gioco di chiaroscuro molto delicato, tipico del gusto Novecento di ritorno all'ordine.
Nel 1934 Berti è un giovane scultore già molto richiesto a Roma per i ritratti ufficiali. Sta lavorando per Casa Savoia, per le grandi famiglie, per il mondo culturale che ruota attorno a Ugo Ojetti, che fu il suo primo vero scopritore.
Ritrarre una Ruspoli, una delle famiglie più antiche e rappresentative dell'aristocrazia romana, significava entrare di diritto nel circuito dell'alta committenza. Marina Ruspoli viene rappresentata da Berti non come un personaggio mondano, ma come un'idea di nobiltà: misura, equilibrio, assenza di retorica.
Ho sempre considerato questo busto uno dei pezzi più raffinati del Museo Boncompagni: non ha bisogno di stupire con la forma, si impone semplicemente per la sua perfetta tenuta classica.
Grazie
Arrivederci al prossimo articolo.
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