Gino Bonichi detto SCIPIONE - 13 opere

© Photo by Massimo Gaudio


Scipione (Gino Bonichi)
(Macerata, 25 febbraio 1904 – Arco, 9 novembre 1933)

Gino Bonichi, detto Scipione, è stato tra i fondatori di quello che verrà definito il nucleo della Scuola Romana di via Cavour. La sua ricerca si sviluppa in un arco di tempo brevissimo, dal 1927 al 1933, anno della sua prematura scomparsa ad Arco a causa della tubercolosi.
Il suo pseudonimo, scelto in giovane età in omaggio a Scipione l'Africano, riflette già l'ambizione di una pittura monumentale e drammatica. La sua opera si distacca nettamente sia dal Novecento classico che dall'avanguardia più razionale, per affermare un espressionismo tutto personale, visionario e quasi barocco.
Il suo linguaggio è caratterizzato da un uso violento e incandescente del colore, in particolare dei rossi, da una pennellata materica e deformatrice e da una visione allucinata della realtà. Roma, che è il suo soggetto principale, non è mai descritta in modo oggettivo ma trasfigurata in una scenografia teatrale, inquieta e decadente.
Lo stesso vale per le nature morte, i ritratti e soprattutto per i suoi soggetti religiosi e simbolici, tra cui il celebre Cardinale decano, dove il sacro e il profano, il grottesco e il mistico convivono.
Scipione rappresenta un caso esemplare di artista totale: pittore, ma anche scrittore e poeta, la cui opera, seppur quantitativamente limitata dalla breve vita, ha lasciato un'impronta decisiva per la sua radicale autonomia espressiva.


GINO BONICHI detto SCIPIONE
Il cardinal decano (1930)
Olio su tavola, 133,7 x 117,3 cm
 Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale, Roma

GINO BONICHI detto SCIPIONE
 La via che porta a San Pietro (i Borghi) (1930)
Olio su tavola, 47,5 x 55,5 cm
Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale, Roma

GINO BONICHI detto SCIPIONE
 Natura Morta con la piuma (1929)
Olio su tavola, 45,5 x 50,7 cm
 Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Profeta in vista di Gerusalemme (1930)
Olio su Tavola, 42,3 x 46,5 cm
 Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Angolo di Collepardo (1929 ca)
Olio su tavola, 44 x 44 cm
 Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Cavalli davanti al mattatoio (1929 ca)
Olio su tavola, 35,8 x 41,5 cm
 Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Studio per gli uomini che si voltano (1930)
Inchiostro su carta, 23 x 18,7 cm
 Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Villa Corsini (1929)
Olio su tavola, 36,5 x 29,5 cm
 Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Colosseo (1929-1931)
Inchiostro acquarellato su carta, 28,2 x 35,8 cm
Musei di Villa Torlonia - Museo della Scuola Romana, Roma

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Ermafrodito (1931)
Inchiostro su carta
Musei di Villa Torlonia - Museo della Scuola Romana, Roma

GINO BONICHI detto SCIPIONE
Il Foro di Traiano (1930)
Inchiostro acquarellato su carta, 20,65 x 24,6 cm
Musei di Villa Torlonia - Museo della Scuola Romana, Roma

GINO BONICHI detto SCIPIONE
La via che porta a San Pietro (1930)
Inchiostro acquarellato su carta, 26,6 x 26,8 cm
Musei di Villa Torlonia - Museo della Scuola Romana, Roma


GINO BONICHI detto SCIPIONE
 Ponte Sant'Angelo (1930)
 Inchiostro acquarellato su carta, 22 x 33 cm
Musei di Villa Torlonia - Museo della Scuola Romana, Roma


Commenti

Post popolari in questo blog

Le sette Virtù di Piero del Pollaiolo e Sandro Botticelli alla Galleria degli Uffizi

RAFFAELLO, LA STANZA DELL'INCENDIO DI BORGO AI MUSEI VATICANI

ARCHITETTURA E ARTE NEL QUARTIERE E.U.R. IN ROMA